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Amorino dorminete

Giuseppe Maria MazzaAfter 1720

Biennale Internazionale dell'Antiquariato di Firenze

Biennale Internazionale dell'Antiquariato di Firenze
Firenze, Italia

Scheda critica del Dott. Andrea Bacchi. Questa terracotta, già in collezione Sgarbi, è stata pubblicata per la prima volta nel 2012 con un’attribuzione ad Andrea Ferreri (Milano, 1673 - Ferrara, 1744) sulla scorta del confronto con l’Anteros, delle Collezioni Comunali d’Arte di Bologna, siglato “A F F” e datato 1740 .
Come sottolineava Stefano Tumidei nel 1991, quando lo studioso illustrava il già citato Anteros, allora in collezione privata, nelle sue terrecotte Ferreri faceva sfoggio di uno “stile così assimilabile a quello di Mazza” da renderlo quasi un alter ego, o meglio un erede fedelissimo, del linguaggio del maestro . Datato 1726 è ad esempio un Cupido in piedi, siglato “G.M.F.” (collezione privata), che costituì certamente un modello di riferimento per il Ferreri dell’Anteros . Il genere dei putti, come noto, ebbe enorme successo nel Seicento, e proprio il bolognese Alessandro Algardi, nume tutelare della scultura emiliana della metà del XVII secolo in poi, aveva acquistato enorme fama per i suoi piccoli amorini e fanciulli in terracotta .
Non stupisce, quindi, che già nel 1673 Alessandro Fava pagasse Mazza “per un puttino…che dorme da tener sopra un tavolino” . Tra le opere possedute dai Fava, primi protettori e mecenati dello scultore bolognese, erano infatti diversi gruppi di putti in terracotta , e quello realizzato nel 1673 doveva certamente essere anch’esso un saggio delle abilità dell’artista all’epoca ventenne come modellatore della creta . Mazza sarebbe tornato più volte nella sua carriera su questi temi, ed è proprio opportuno ricordare soprattutto il Cupido addormentato, sempre in terracotta, siglato e datato “G.M.F. 1736” (Cento, collezione privata) .
Proprio il confronto con quest’ultimo pezzo, e con l’altro Cupido in piedi del 1726, permette di riferire il Putto dormiente qui in oggetto allo stesso Giuseppe Maria. Se il trattamento delle morbide carni di questi fanciulli, da parte del maestro e da parte del suo allievo Ferreri, è sostanzialmente lo stesso, e non è facile distinguere cifre caratteristiche dell’uno e dell’altro, per il panneggio il discorso è diverso: le pieghe del mantello che avvolgono il braccio sinistro dell’Anteros di Ferreri sono minuziosamente individuate una ad una, con un linguaggio quasi franto, ben diverso da quello del maestro, che con ampie falcature modella i panni dei due sopra citati Cupidi. E con pieghe in tutto simili si raccoglie il mantello sul quale il Putto qui presentato appoggia la testa per riposare. Anche il volto decisamente paffuto del fanciullo, dalle gote quasi gonfie, è più facilmente accostabile al Cupido in piedi piuttosto che non all’Anteros di Ferreri. Il riferimento al caposcuola della plastica bolognese a cavallo tra Sei e Settecento di questo Putto è quindi sostenuto da confronti stringenti e la sua collocazione cronologica andrà fissata in un momento inoltrato del suo percorso, dopo il 1720.

Dettagli

  • Titolo: Amorino dorminete
  • Creatore: Giuseppe Maria Mazza
  • Data: After 1720
  • Sede: Piva & Co.
  • Dimensioni reali: h30 (cm)
  • Tipo: scultura
  • Materiale: terracotta

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