Caricamento in corso

Angela Rosmino - testimonianza

Palazzo Madama

Palazzo Madama

“Iniziai a lavorare da una modista a dodici anni: tenevo in ordine, facevo le consegne e cucivo le etichette. Nel laboratorio di Gina Faloppa entrai come lavorante e divenni presto première. Si iniziava col modellare la carcassa in filo di ferro rivestito, e su di essa la forma con lo spaltrì, un foglio di paglia intrecciata. Questa, indurita con il cemento spart, diventava la "matrice" su cui si confezionavano i cappelli in tessuti e colori diversi. Nel laboratorio le mani delle modiste andavano veloci. Le lavoranti sedevano intorno a un lungo tavolo rettangolare. Ognuna aveva sulle ginocchia un’assetta in legno imbottito e rivestito di tela bianca su cui appoggiava il cappello per lavorarci, mentre sul tavolo stavano i ferri da stiro, le boules su cui si dava la forma arrotondata ai tessuti, le forbici, pinze, scatole di spilli, la colla. Gli aghi erano sempre appuntati sul grembiule bianco. C'era un buon odore nell'aria, l’odore delle stoffe nuove e del tenaccio, la colla usata per la confezione. E c'era fermento, soprattutto quando si preparava la collezione e si sceglievano colori e materiali”.

Mostra menoUlteriori informazioni

Dettagli

  • Titolo: Angela Rosmino - testimonianza

Contenuti consigliati

Home page
Esplora
Qui vicino
Profilo