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Attività ed interessi, Oggetto 117

Carla Lonzi29 dicembre 1951 - [ante 31 dicembre 1958]

La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea

La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea
Roma, Italy

Gran parte della documentazione è relativa alle proiezioni cinematografiche (presente anche una tessera d'ingresso del Cine club Primi Piani di Palazzo Strozzi a nome Raffaello Mazzoletti); si segnalano inoltre un quaderno di letture fatte da Carla Lonzi dal dicembre 1951 all'aprile 1952, varie tessere associative, programmi di sala di concerti sinfonici e da camera soprattutto organizzati dall'Agimus (Associazione giovanile musicale tra gli studenti delle scuole secondarie. Sezione di Roma), di cui uno della sorella Lidia Lonzi. Sono conservati «Il turista a Firenze», in evidenza la stagione lirica e sinfonica del Teatro Comunale di Firenze e del XVI Maggio Musicale Fiorentino; depliant pubblicitario della rivista «Quadrum» (1955); invito alla conferenza di György Lukács Le réalisme dans les littératures européennes (16.05.1956).

Details

  • Title: Attività ed interessi, Oggetto 117
  • Creator: Lonzi Carla
  • Date Created: 29 dicembre 1951 - [ante 31 dicembre 1958]
  • Transcript:
    nelle aspirazioni delle genti russe e nella real- tà, che cosa ha rappresentato la comparsa del falso Dimitri? Il cinema ha permesso di porre in evidenza ciò che era già chiaro in Mussorgski: il popolo come contrappunto della vicenda, come personaggio della tragedia. Cosi tutta la scena iniziale del film non ci mostra il popolo in ve- ste di coro anonimo e melodrammatico, ma in- siste nel darci il dettaglio, il volto della gente, nello svelare il senso di ciò che avviene: il po- polo chiede che Boris prenda la corona di zar. Il popolo, uscito dal regno di Ivan il Terribile spera dunque in qualcosa di nuovo, di migliore, e Boris offre qualcuna di queste garanzie. Poi, quando il falso Dimitri marcerà su Mosca, vediamo quello stesso popolo in attesa dinanzi alla cattedrale ove si sta scomunicando Griscia Otrepiev. I volti che all'inizio ci erano appar- si como accesi dalla speranza sono ora tristi, stanchi, wv viliti. Le madri con i bimbi in brac- cio hanno il dolore delle antiche "Pietà". Il freddo rode le membra, la fame le divora. E qui si inserisce la scena più famosa della tragedia pusckiniana, la scena dell'Innocente: Il canto dell'Innocente, infatti, è nato nel mo- mento in cui il popolo chiede a gran voce pa- ne, e non soltanto l'elemosina che i boiari stan. no distribuendo all'uscita della chiesa. L'atmosfera è plumbea, le campane rintoccano lente. Tutto é cambiato, da quella assolata aria di festa di quando Boris fu incoronato, e il po- polo gridava di gioia. Ora tra la gente circola sommeysamente il nome dello zarievic Dimitri. Eppure Dimitri è un impostore. Con rapi- di accenni, di straordinario potere allusivo, la Stroeva ha dato il senso di una situazione. L'appoggio polacco al falso Dimitri si in- seriva cioè in una vasta manovra della chiesa cattolica per estendere la sua influenza in Rus- sia, manovra che era fallita già una volta con la missione del padre Possevin alla corte di Ivan Nel descrivere questa situazione, e la mar- cia di Dimitri verso Mosca, la Stroeva trova tali alti accenti che rammentano il Nevski di Eisestein. Essi esplodano nel magnifico finale del film. Dopo la morte di Boris vi è una lunga sce- na in cui la macchina da presa, mentre l'eser- cito di Dimitri marcia su Mosca al canto di un inno di guerra, ci mostra uno spettacolo or- rendo di distruzioni, di tragedia. Per la terza volta il popolo fa la sua comparsa sulla scena e già si intravede che esso sarà l'innocente vit- tima di una trama di intrighi e di macchina- zione. E proprio l'innocente conclude l'opera levandosi sullo spettacolo di distruzioni e mor- morando la sua lenta, lugubre profezia: distru- zioni e lutti si addensarono sul capo del popo- lo russo. "Una partita straordinaria, di M. Pascenko e B. Dezkin É la storia di una vivace partita di cal- cio combattuta in un negozio di giocattoli, ambiente non certo nuovo per i disegni ani- mati sovietici. Oggi ci sono soltanto i giocattoli liberi nel negozio solo e chiuso. Da una parte, un gruppo di birilli dall'aria di uomini meccanici e con un sorriso strafot tente sulle labbra, dall'altra le bambole, gli animali e i bambolotti. Il banco diviene una strada, lo scatolone un ufficio telegrafico ei per- sonaggi assumono rapidamente un loro carattere preciso. I birilli - robot sono gli sportivi presuntuosi, consci della loro forza fisica e quindi poco preoccupati di tutto quello che con- cerne allenamenti e correttezza sportiva, spe- cie di semidei," selvaggi,, del pallone. A loro va la sfida dei bambolotti Piccoli, ma decisi a non farla far da gradassi ai loro avvesari. Il gruppo dei bambolotti si allena coscenziosamen- te per l'incontro di calcio. Entrano in campo i contendenti: da una parte i birilli, che si atteggiano a divi di fron- te ai flash dei fotografi ed alle camere della televisione, dall'altra i bambolotti che conti nuano imperterriti il loro allenamento. Incon- tro, fasi alterne della partita, giuoco pesante
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  • Notes: Sulla conferenza di György Lukács cfr. anche la lettera conservata nel fascicolo I.2.3.2 indirizzata a Marisa Volpi del 16 maggio 1956 e la fattura relativa all'acquisto del volume Breve storia della letteratura tedesca presente nel fascicolo I.2.2.2.

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