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Gaṇeśa danzante

Autore sconosciutoX secolo dC - X secolo dC

MAO - Museo di Arte Orientale

MAO - Museo di Arte Orientale

La scultura a stele, che mostra la figura di Gaṇeśa dalla mole pesante, è alleggerita non solo dal movimento di danza accennato dalla divinità, ma anche dall’interessante gioco di pieno e vuoto ricercato dall’artista: la stele, piena nella parte superiore, si svuota nella parte inferiore, solo circoscritta dai larghi bordi che incorniciano la scultura. L’immagine danzante di Gaṇeśa, definita dai tozzi arti inferiori piegati di lato nel passo di danza, da otto braccia disposte a ventaglio, dal ventre pingue, anche se in modo misurato e dalla grande testa di elefante, sembra quasi volersi sgravare dal peso della pietra. L’arto inferiore sinistro segue il profilo del fianco sporgente, assecondando il movimento di danza; l’indice e il pollice della mano sono uniti ad anello, con il polpastrello del pollice girato innaturalmente verso l’esterno. Il braccio che segue verso l’alto, tenuto all’altezza del petto, regge la consueta ciotola colma di laḍḍu, mentre le altre due braccia del lato sinistro, alzate sopra la testa, sono lacunose per la frattura dell’avambraccio. L’arto inferiore destro è disteso in verticale lungo il corpo, con la mano aperta e tenuta parallela rispetto al terreno, come in un gesto di protezione nei confronti del devoto in añjalimudrā posto ai suoi piedi. Con la mano successiva Gaṇeśa tiene una piccola akṣamālā circolare, stretta fra l’indice e l’anulare. La lettura dell’attributo tenuto dalla mano seguente, sebbene l’arto sia fratturato, è resa possibile dalla presenza della lama del paraśu che compare vicino all’orecchio destro - l’arma era dotata di un lungo bastone. La mano dell’ultimo braccio, proteso verso l’alto, è avvolta dalla testa del cobra che la divinità tiene steso sopra il capo, come un laccio (pāśa): la coda del serpente era tenuta probabilmente dall’arto speculare sul lato sinistro. Gaṇeśa indossa diversi monili, sobri e sottili nella fattura: una larga collana a fascia, braccialetti ai polsi, ai gomiti e agli omeri, cavigliere e un fine diadema sul capo. Più marcato è il nāga yajñopavīta indossato dal dio, con la testa del cobra che si erge sulla parte sinistra dell’addome, verso l’ombelico. Dietro la testa d’elefante, con i bordi delle orecchie arricciate in un morbida volumetria, spicca un’ampia aureola radiale con la parte centrale liscia. La grande figura di Gaṇeśa è incorniciata ai quattro lati dai due piccoli personaggi collocati ai suoi piedi - un devoto a sinistra e una suonatrice di flauto a destra, quasi protetti dal gesto delle due mani inferiori - e da una coppia di gandharva e apsarā, posti agli angoli superiori: le quattro figure semidivine sono rappresentate in volo mentre offrono ghirlande di fiori alla divinità.

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  • Titolo: Gaṇeśa danzante
  • Creatore: Autore sconosciuto
  • Data: X secolo dC - X secolo dC
  • Origine: Madhya Pradesh
  • Provenienza: Comune di Torino
  • Tipo: Scultura
  • Diritti: All Rights Reserved - MAO - Museo d'Arte Orientale, Turin
  • Materiale: Arenaria beige scolpita

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