Carla Lonzi a Pinot Gallizio
(Augusta è la moglie di Pinot, Giorgio il figlio)
Gli originali sono in Archivio Gallizio, Torino.
CARTOLINA POSTALE con immagine, b/n di Livigno centro (m.1816)
Al pittore Pinot Gallizio e fam.
Alba (Cuneo )
Livigno 23- VII - 60
Caro Pinot, sono qui con Mario per una decina di giorni. Poi sul lago di Como a Urio " Villa fiorita": farete un salto da
noi? Come va il tuo lavoro? Andrete da qualche parte per le ferie?Speriamo di vederci presto. Ricordami a tua moglie e
a Giorgio a te un tutto particolare saluto Carla
Ci vedremo? Vogliamo sapere dei successi veneziani! Saluti Mario
LETTERA
MANOSCRITTA.
Milano 7- XII-60
Caro Pinot, a vedermi sempre sotto gli occhi la riproduzione della Gibigiana mi è venuta un'idea più precisa del tuo
lavoro e delle sue possibilità di sviluppo. Della Gibigiana mi piacciono interamente e senza riserve il II e gli ultimi due.
Li sento più inventati e con una scioltezza del segno, una fantasia dove la forza non esclude la delicatezza e una specie
di enigma sottile.In altri ci sento qua e là come un appoggio più descrittivo che appesantisce l'idea e rende la materia di
una esplicitazione più “popolare". Popolare per me significa in questo caso, riduzione dei registri espressivi. Penso
anch'io che devi raccontare, ma sempre più attraverso “ l'incarnazione del segno", la topologia, ecc e sempre meno
attraverso descrizioni. Nel VII quadro ad es. il sole è magnifico, l'uomo rende un po' meno. Ogni opera procede per un
superamento di un limite interno a se stessa, per questo mi sento giustificata nel dirti la mio opinione in proposito anche
perché, da quello che mi ài accennato l'altra sera (lettura di Mathieu, ecc.), mi pare che la pensiamo allo stesso modo.
Mi ha fatto piacere che al pranzo non ti sia venuto da piangere: la tua forza è l'onestà con cui capisci le situazioni e la
duttilità con cui ti adegui ad esse senza essere forzato dal “personaggio". Caro Pinot questo libro è stato un'ottima idea
e anche a me a rivelato cose nuove. A "teorema di Pitagora" ultimato (ti dispiace cancellare il sottotitolo? Farebbe parte
della direzione in cui vedo inoltrarsi la tua opera) verrò ad Alba. E credimi, insieme a Augusta la vostra Carla L.
P.S. Raccontare alla maniera "uomo di Alba" può essere una formula riduttiva se uno non si pone grosse ambizioni:
come ad es. il ladro di burattini è una formula riduttiva rispetto al ladro vero e proprio. Perché? Perché in previsione di
un pubblico elementare, appoggia l'invenzione a convenzioni elementari. Insomma credo che devi prendere
pienamente coscienza delle possibilità del tuo lavoro. Ai già nelle mani un linguaggio ricco, articolato e autonomo.
LETTERA DATTILOSCRITTA
Firenze 11/1/61
Carissimo, ancora non mi sono potuta occupare della tua topologia, ho avuto una serie di disavventure che non sto a
specificarti e che si concluderanno con il collegio per il bambino, almeno finchè non avrò cambiato appartamento
perché in quello di Vle D'Annunzio non ci è voluta star neanche la serva, tant'è vero che se ne è tornata al paese.
Mario e in Germania.
Spero di essere a Milano i primi della settimana prossima e di acquistare un paio di volumi che ti interessano in breve
tempo e risapertene poi dire qualcosa, ma non volermene se tardo un po' è stato un periodo talmente infortunato che ho
pensato seriamente di lasciar cadere questa maledetta pittura... Non ce l'ho fatta neppure a mettere insieme la
presentazione per la mostra di Jorn da Luciano e non puoi immaginare quanto mi sia dispiaciuto, ma andrò a vedere i
quadri e spero che ci potremo incontrare, magari anche con Jorn.
A che punto è il tuo lavoro? Sai che il gangster è ancora a casa mia? Ti saluto affettuosamente. Ricordami a Augusta
Tua Carla (autografo)