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Gallizio Pinot, Oggetto 157

Lonzi Carla07 agosto 1960 - [1964]

La Galleria Nazionale

La Galleria Nazionale
Roma, Italy

Testi di Carla Lonzi, dattiloscritti, manoscritti e pubblicati in fotocopia; cartoline (sono spesso collettive: tra i firmatari figurano Luciano [Pistoi], Jorn, Anna [Piva], Marisa Volpi, Sandberg, Merz); tra le lettere segnaliamo quelle di Augusta Rivabella, moglie di Gallizio, e di Giorgio, loro figlio (è conservata anche una missiva da Farfa a Giorgio). Presente materiale documentario su Gallizio; oltre ai testi pubblicati figurano i comunicati dell'Internazionale situazionista ed il Manifesto della pittura industriale per un'arte unitaria applicabile; presente nota a firma di Sandberg inserita all'interno del volume La Gibigianna di Pinot Gallizio [cfr. III Sezione: Biblioteca]; fotografie raffiguranti le opere e lo stesso Gallizio.

Details

  • Title: Gallizio Pinot, Oggetto 157
  • Creator: Lonzi Carla
  • Date Created: 07 agosto 1960 - [1964]
  • Transcript:
    La pittura di Pinot-Gallizio ha tratto singolare stimolo dalle ac- censioni fantastiche di estrazione surrealista del movimento «Co- bra », sentito attraverso il messag- gio che, in un periodo di intensa comunanza di vita e di opera, pote recargli la prestigiosa personalità di Asger Jorn: nonostante ciò, è al momento di interpretare l'interna poetica di Jorn e Gallizio che se ne avverte il netto divergere da un comune sottofondo congenialità spirituale. Infaiti Gallizio inaugu- ra il suo discorso sulla base di un'avventura dell'esistere e dell'o- perare fondata sul concetto che il reale, in quanto esistente, non può essere rifiutato bensi ricuperato at- traverso l'acre originalità della ma- teria per cui nella tecnica dell'ope- rare, attraverso le leggi della dis. simmetria e delle modificazioni, si concreta la necessità interiore, Fuori dalle torbide suggestioni PINOT GALLIZIO di Mila Leva Pistoi del subconscio ed anche dall'abnor- me angoscia, egli trova la sua ve- rità nel sentimento ancestrale del le molteplici suggestioni del nostro essere ed identifica la forma più piena nella vitalità della materia stessa che nasconde nelle venature del legno, nelle pietre abrase del torrente, nelle crepe vecchie dei muri, il potenziale istinto di mersi come immagine. Egli crede nella natura di cui si sente parte- cipe e, come sempre, credere nella natura è credere in se stesso. Su questi valori fa tacitamente appello la rivolta che in Gallizio scaturisce dalla coscienza dell'op- pressione di cui sono vittime gli altri più che dal senso di una pro- pria condizione di oppresso: egli ha giocato il suo destino di ribelle nelle diverse esperienze che hanno preceduto e, in qualche modo pre- parato, per la loro completezza il suo volgersi alla pittura, ad Alba, nel cuore della Langa, in una va- sta casa patriarcale con anditi mi- steriosi e vasti laboratori, qui il pittore ritorna tuttora da Parigi, dalla Svezia, dalla Danimarca, per lavorare. solo o con altri artisti, La Lanterna. 1961. olio su tela cm. 85 x 110. per meditare o per mostrare la sua opera ai collezionisti o critici. Senza sotterfugi e senza la com- piacenza del proprio soffrire che ispirò a Prometeo incatenato il gri- do: «Ah! vedete quale ingiusti- zia io sopporto! ». Gallizio ha bru- ciato le tappe della sua esistenza archeologia, enologia, chimica, erboristeria, dolciaria prima che lo rendessero schiavo e cosi, nell'in- cessante fatica per una costruzione non arbitraria di se stesso, trovò finalmente sui cinquant'anni il ve. ro modo di esprimersi attraverso la materia pittorica. Quei segreti che egli da chimico esperto conosceva, quell'agglome- rarsi delle resine che l'avevano sem- pre affascinato, si agglutinarono nella poesia del dipingere tramite la maieutica di Jorn, cosa che sug- gerisce a Carla Lonzi, nella pre- sentazione della Mostra del 1960, l'idea che tutta la vita anteriore di Gallivio sembri concepita nell'at- tesa di Jorn. Nel 1955 Gallizio fu direttore ad Alba della Bauhaus Immagi- nista cui aderirono o simpatizza- rono Jorn, Constant, Kotik, Si. mondo. Garelli e Cherchi; due an- 53
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