La Chiesa altomedievale del Salvatore

I.C. C. Nivola

Fondazione Napoli Novantanove

Fondazione Napoli Novantanove

La chiesa è la più antica della città e si trova nel quartiere più popoloso di Serra Perdosa dove anche la scuola è ubicata. E’ nascosta tra palazzoni e poco conosciuta agli abitanti stessi. Gli alunni della scuola da tre anni fanno da guide turistiche durante la manifestazione regionale “Monumenti aperti”. La chiesa è sconsacrata dalla fine dell’ottocento. Nel 2006 si sono realizzati dei lavori di restauro che ne hanno permesso l’utilizzo pubblico. Purtroppo però è chiusa per quasi tutto l’anno e, poiché poggia su un terreno con una forte percentuale di umidità, le infiltrazioni hanno creato una estesa copertura di muffa e l’intonaco si stacca con facilità causando la caduta di calcinacci. Recentemente una rete di associazioni, partecipando ad un bando comunale, l’ha presa in gestione per realizzarci il progetto: i giardini della biodiversità. La chiesa infatti nella sua semplicità e nelle sue caratteristiche (di essere chiesa del popolo e per i viandanti) e per essere stata costruita con diverse tecniche (sarde, romane, bizantine) quindi da maestranze di diverse origini, rappresenta il luogo ideale per una valorizzazione identitaria e culturale e come luogo di incontro delle diversità. Il suo giardino, parte nel medioevo di terreni comunitari utilizzati per il pascolo degli animali da lavoro (su pardu, il prato), ha al suo interno un frutteto e dovrebbe ospitare un orto sinergico e un giardino dei semplici (erbe officinali). Gli alunni della classe, che quest’anno per il secondo anno dovrebbero fare da guida nel sito per Monumenti aperti, lo identificano come il bene culturale più importante del proprio quartiere. Senso di identità, valorizzazione e conoscenza si intrecciano come desiderio di impedirne l’abbandono. Come indicato dal Regolamento e Metodo a tutela della qualità del progetto, la nostra adozione si inserisce in una prospettiva formativa del senso civico e della responsabilità sociale, indicando quale strumento privilegiato per l’acquisizione delle proprie radici culturali e di atteggiamenti propositivi nei confronti del futuro, la conoscenza del bene culturale e la sua concreta valorizzazione e rivitalizzazione dal basso. La presentazione del bene con un filmato vuole essere un’esperienza creativa ed emozionale che porta gli alunni ad incontrare il proprio ambiente di vita e i suoi abitanti di ieri e di oggi.
La chiesa del Salvatore è uno dei monumenti più antichi della Sardegna, uno dei primi luoghi di culto della città di Iglesias. Secondo la maggior parte degli studiosi sarebbe stata costruita tra i secoli IX e XI. E’ una chiesa a croce latina con al centro, all’incrocio dei due bracci, un tiburio troncopiramidale coperto oggi dal tetto ligneo a spioventi, ma probabilmente in passato coperto da una cupola. Sia la navata principale che il transetto sono coperti da una volta a botte. La chiesa è orientata ad est e proprio in questo lato, originariamente, come emerge dai resti ritrovati delle fondazioni, c’erano tre absidi. La muratura della chiesa è costruita secondo la tecnica dell’opus incertum (ossia con pietre locali disposte su malta cementizia) e dell’opus latericium (ossia con mattoni cotti, posati a coppie di due di testa e due di taglio, delle misure sia bizantine che sarde). Sorge in una località chiamata Su pardu, il prato, nella valle del Cixerri, costituita da terreni fertili riservati al pascolo di cavalli e all’ingrasso di bestiame della città e successivamente, alla coltivazione del grano e di frutti

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  • Titolo: La Chiesa altomedievale del Salvatore
  • Creatore: I.C. C. Nivola
  • Sede: Italia, Sardegna, Cagliari, Quartu Sant'Elena

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