Carla LONZI
LE ARTI FIGURATIVE E IL TEATRO CONTEMPORANEO
Quando si parla di rapporti tra le arti figurative e la scéno-
grafia moderna, poichè questo è il termine in cui va inteso 1. que-
sto caso "teatro" generalmente si allude a quel legame diretto che
esiste con la pittura in particolare, tramite l'apporto degli arti-
sti da cavalletto che hanno collaborato in qualità di scenografi
agli spettacoli teatrali, siano essi ballettá, opera liri=
ca o prosa.
"Les peintres au théâtre" è stata chiamata questa iniziativa che
ha visto la scena ricorrere agli ausili della pittura quale veniva
evolvendosi nella sua propria dede. E non già, come era stato fino
alla fine dell'800 perchè essa riproducesse in trompe l'oeil og=
getti e ambienti per mezzo della scienza prospettica, ma appunto,
in quanto pittura, perchè essa portasse sul teatro forme e colori
capaci di creare di per sé una situazione spaziale poetica.
Ma vi è un altro modo di affrontare problema del rapporto tra
arti figurative e scenografia contemporanea e questo consiste nel
ricercare, con quali soluzioni spaziali dalla crisi del teatro na=
turalista si sia incrementata la vicenda scenica moderna. In somma
con quale orientamento il teatro, spinto da esigenze di carattere
simbolista, rifiutava il vecchio spazio del naturalismo per sosti-
tuirvene un altro, adatto a contenere le nuobe sollecitazioni poe=
tiche e ad esprimerle. Così, sfogliando i testi degli innovatori e
teorici della messa in scena agli inizi del secolo, dolphe Appia
e Edward Gordon Craig, lasciando agli esperti del teatro ogni in=
dagine specialistica, è interessante al nostro scopo cogliere bre=
vemente alcune annotazioni che attestano un mutamento radicale nei
confronti dello spazio scenico, che è poi spazio tout-court, cioè mi
sura di una situazione storica e ideologica.
Infatti la funzione che spetta sia alle arti figurative sia al
la scenografia, è quella di elaborare una nozione comune di spazio
come convenzione prima, eppure necessaria e feconda, ad accogliere
i segni, le visioni, le immagini delle varie società umane nelle
varie epoche. Questa funzione tipica di entrambe, permette di affron
tare i rapporti intercorrenti fra arti figurative e scenografia in
maniera più interna e sostanziale di cuanto abitualmente non si fac
cia sul piano del gusto e delle analogie di semplice riporto.
Spazio figurativo e spazio scenico agli inizi del XX° secolo
Venedo adesso a dare una scorsa alle concezioni spaziali dei teo
rici della scena moderna di cui dicevamo all'inizio, Appia e Craig,
sebbene sia stato acutamente notato (Argan) che in loro "...un desi
derio di agile mobilità di sfumature ... crei una voluta impossibi=
lità di definizioni figurative", è anche vero che il loro spazio
non prescinde dalle arti figurative, anzi ne è sottilmente impre=
gnato, sia pure con l'esigenza di una trasposizione in termini tea
tralmente efficienti. E proprio su una nuova sensibilità e valutazio
ne figurativa si appoggia il concetto teatrale che esige una "uni=
tà organica", plastica e drammatica, del palcoscenico attraverso la
soppressione delle incongruenze che esso comportava.
Una delle conseguenze importanti della scoperta di una nuova
coerenza figurativa della scena, fu nel senso di rievocare nello sce
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