Torino, 1 giugno 1994
le DONNE di TORINO che da tempo sono impegnate attra-
verso studi, ricerche, proposte, ad arricchire la propria
storia, chiedono un pò di spazio per esprimere, anche loro,
qualche osservazione sulle recenti divergenze fra Nilde Jotti
e Irene Pivetti a proposito del
Femminismo. Movimento che,
dal rilievo dato all'argomento, constatiamo non essersi esauri
nonostnate l'ostilità dell'opinione pubblica in una sempli
ce moda.
Ma non è il Fattore F. a dividere - come si legge - nag-
gioranza e opposizione.
E' la confusione che, creando ostilità e disagi, regna
diffusa anche fra le donne più autorevoli; la confusione fra
processo di emancipazione della Donna (dove la donna vorrebbe
diventare "come" "pari" "uguale" all'uomo) e processo di
liberazione della Donna (dove la Donna vorrebbe diventare se
stessa).
Certamente attraverso un processo di emancipazione
Irene Pivetti ha raggiunto il successo. Il successo della
Donna emancipata. Ma non sappiamo findove ella, "donnaemanci
pata", reggerà allo sforzo di sentirsi "cittadino" come lei
si è presentata (ma come ella non è) rinnegando, con la sua
identità, l'appartenenza a quell'arcipelago femminile" al
quale fa torto sottraendo se stessa.
Pare non ci sia liberazione per la Donna che nega se
stessa.
E ci chiediamo se una donna veramente liberata, nel
potere di farlo, avrebbe negato l'Aula parlamentare per la
commemorazione di Matteotti, l'Aula nella quale Matteotti
ebbe a difendere con la libertà di tutti anche la libertà