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Rassegna stampa, Oggetto 369

Lonzi Marta18 ottobre 1969 - 23 ottobre 2001

La Galleria Nazionale

La Galleria Nazionale
Roma, Italy

Details

  • Title: Rassegna stampa, Oggetto 369
  • Creator: Lonzi Marta
  • Date Created: 18 ottobre 1969 - 23 ottobre 2001
  • Transcript:
    ARNALDO TESTI, L'end progressi sta negli Stati Uniti, il Mulino, Bologna 1984. PP. 367. Lit. 30.000 Libri di Testo L'insegnamento della storia americana MALDWIN A. JONES, Storia degli Stati Uniti un popolo e la sua l- berts, Bompiani, Milano 1984, ed, orig. 1983, trad. dall'inglese di Enzo Peru, Giorgio Bombi, Anna Maria Lichtenberger, Ros- sella Bernascone, pp. 597, Lit. 45.000 GIUSEPPE MAMMARELLA, L'Ame: nica da Roosevelt Reagan. Sto ne degli Stati Uniti dal 1939 a oggi Laterza, Bari-Roma 1985, pp. VIII-553. Lit. 55.000. I saggi raccolti da Arnaldo Testi in questa antologia preparata per la se zione di storia nordamericana della collana Problemi e prospettise-Serie di storia del Mulino presentano un panorama molto articolato e stimo lante di quanto la recente storiogra fia statunitense è andata elaborando sull'età progressista. Gli anni tra il 1900 ed il 1917 - entro questi limi- ti viene pressoché concordemente incasellata l'età progressista - furo no quelli in cui la cultura politica e sociale americana espresse il massi mo sforzo riformista. Ciò avvenne in parallelo ed in ragione della crescita e della stabilizzazione di una mo- derna società industriale, di massa, burocratizzata ed in parte ammini- strata dal governo federale. Questi anni hanno costituito dal secondo dopoguerra un settore di ricerca molto frequentato dalla storiografia statunitense, come afferma Testi nella sua bella introduzione, "la progressive era è diventata un vero e proprio laboratorio di studi, un ter- ritorio privilegiato dove si sono eser citate, in un complesso intreccio, nuove ipotesi storiografiche, rifles. sioni politico-culturali, e ambizioni professionali". Il perché di tanto in teresse appare evidente, quando si consideri che i meccanismi di fun. zionamento della società contempo- ranea, il complesso rapporto tra ca pirale e lavoro, tra economia e poli tica, tra moodo produttivo e stato furono elaborati negli Stati Uniti proprio in quegli anni più e meglio che in altri paesi occidentali che pu- re avevano la stessa necessità di ope- rare la trasformazione da un capitali smo lasciato a se stesso ed alle leggi del mercato ad un capitalismo rego lamentato in qualche misura dallo Stato. Nel primo quindicennio del No- vecento gli Stati Uniti dovettero ap- punto far fronte ad una necessità strutturale di mutamento che veniva richiesta da più soggetti sociali e che si era manifestata fin dagli ultimi decenni dell'Ottocento. Il ripetersi di crisi finanziarie seguite da gravi depressioni (nel 1873, nel 1884, nel 1893), l'espansione dei rusks, la cat tiva distribuzione della ricchezza, il manifestarsi di una forte conflittua lità sociale in scioperi che talvolta portavano a scontri violenti, il pres soché endemico disagio dei farmers, le misere condizioni del proletariato industriale ncgli sur la crescita della "nuova immigrazione, la cor- ruzione politica evidente soprattutto nelle grandi città, le denunce dei krakers, tutto ciò aveva tese evi- dente l'esistenza di malfunzioni nel sistema capitalistico e la necessità di intervenire onde garantire la pace sociale in cui il capitalismo potesse continuare a svilupparsi Testi e studioso noto di problemi della società americana all'inizio del Novecento, avendo pubblicato anni addietro una originale ricerca sui so cialisti del Wisconsin, che fu uno degli stati più avanzati nell'esperi- mento progressista. E pertanto con sicura competenza che egli ha scelto i saggi di questa antologia e steso la L'INDICE pag. 20 N. 9 di Anna Maria Martellone analizzato da James Weinstein, al culturalermo dí Herbert Gutman ed alla new social bistory. Testi ha preferito scegliere i saggi dell'antologia tra i contributi più re- centi, elaborati dalle varie subdisci- pline della social history (storia poli- tica, etnoculturale, storia delle don ne, storia delle amministrazioni lo. Manuali di buona qualità di Guido Quazza CARLO CARTIGLIA, Storia e lavoro storico, 3 voll. Loescher, Torino 1985, pp. XI-386, VIII-384. VIII-400, s.i.p. lucida introduzione. In essa l'autore inizia con il passare in fassegna le di- verse interpretazioni dell'età pro- gressista fornite dalla storiografia americana dagli anni Quaranta ad oggi. E naturale che queste interpre tazioni risentano tutte del momento storico in cui vennero elaborate, e negli ultimi anni anche di acquisi- zioni metodologiche nuove che han- no introdotto nell'indagine storica specificità prima scarsamente o nien te affatto presenti come tali, quali la storia urbana, la storia quantitativa, la nuova storia politica, la nuova la bor history, la storia delle donne, la storia dell'immigrazione. Testiti percorre con grande chiarezza le tap- pe di quarant'anni di lavoro sul pro gressismo, dalla scuola storica del CORTERIO, che ha avuto il suo massi mo esponente in Richard Hofstad ter, agli organizzati ai quali apri la strada un famoso libro di Robert Wicbe, The Search for Order, alla scuola revisioniste rappresentata da William Appleman Williams e GA- briel Kolko, al corporate liberalism Nella sempre crescente quantità di ma- nali di storia per la scuola media continas scarseggiare la buona qualità, e il fatto e la to pin sorprendente e dannoso se si considera che anche i programmi ministeriali del '79 NON JONO pripi di giusti stimoli. Il testo di Cartiglis appare come un autentico sforzo di innoware, di innovare wel nodo centrale d'ogni manuale, che è dentro il rapporto fra didattica e ricerca scientifica. Lo sforzo 2 cer tamente favorito dalla consergenza sugli stru- menti che si stabilits fru l'inventività dell'autore e la disponibilità dell'editore. Lo dimostrano, fra i segni in evidenti, l'adozio ne dell'agile formato medio-grande, l'usoge meroso dei colori, dei segni dei caratteri e dei corpi, la collocazione e il rilievo dei titoli, il struzioni, la grande ricchezza di queste e delle carte, dei diagrammi, delle tabelle, dei dise- gni L'ispirazione e l'impianto di Carriglia mi TANO CON coerenza e tenacia a scomporre la di- versa e composita realtà dei problemi di mi gliaia di anni per ricomporla in proposizioni nitide ed essenziali secondo linee disegnate CON dubbio metodico cartesiano ma modula. te secondo uno schema costante. Cið permet te l'uso generale, per non dire organico, della comparazione, che il nocciolo d'ogni discor- SO si valori. Cartiglia parte sempre dalle con dizioni del terreno e dalle sue possibilità di sfruttamento per indicare la generi degli aspetti che veramente contano: la diversifica zione sociale che la lavorazione di esso s via ricana A proposito di didattica universi taria della storia americana, è da no. tare come questa collana di america nistica del Mulino stia poniendo ti medio ad una carenza di buoni testi, pensati da docenti italiani per stu. denti italiani. Rimane tuttora un considerevole spazio vuoto nella ma via producendo, le gerarchie di potere che ne nascono, il sorgere delle esigenze di organiz zuzione colletti, le spiegazioni e riflessioni sull'esperienza individuale e sulla convivenza colletting Particolarmente esemplari mi paiono, IN confronto alla ripetitività della stragrande maggioranza dei manuali, i capitoli dedicati alle lontanissime prime età della presenza umana e agli antichi imperi. Gia in essi si ar perte, come con pienezza Apiene poi nel se- condo e nel terzo volume, un rilettura diret la della produzione specialistica. La facilità di un dettato che non scade mai nell'ovvio con Segue - ecco il dubbio metodico - dalla piena consapevolezza della provvisorietà dei risultati storiografici e dalla necessaria plura- lità delle ipotesi di ricerca. In questo quadro perfino l'histoire bataille trova il suo posto senza che si perda la primazia dell'intreccio fra il sociale e , privato e il Spiace che lo spazio non consente di ana- Jizzare le vie specifiche del metodo wsato da Cartiglia. Cerco di riassumere l'essenziale. Una narrazione che procede senza indulgenze per i dati secondari attraverso una definizione dei concetti generali seguita dall'indicazione degli esempi pið eloquenti della loro realiz- zazione. Un riferimento sempre esplicito all'esperienza attuale dei ragazzi ma integra- to col richiamo alla lentezza e lunghezza del cammino compiuto da situazioni radicalmer- te diverse: si leggato in proposito le pagine sulla scoperta del fuoco, della ruota e sulla lo- il vivere quotidiano dell'uomo, o quelle sul ro enorme potenzialità di sviluppo per tutto nualistica per l'insegnamento della storia generale, nella quale il solo diagene er en specifici di quel wasto Raimondo Luraghi si è cimentato. e grande respiro di tutta la storia ame- ricana. La cosidetta storia generale e cali, e cost via), che hanno recupera to l'analisi di momenti particolari e vece di focalizzare l'indagine, come era stato di parecchie interpretazioni precedenti, sulla visione di lunga durata del progressismo, sulla sua processualità, le cui lunghe radici e lunghe propaggini ci porterebbero dal populismo al New Deal (tale e ad esempio, l'interpretazione di Hofstadter nella sua Em deile rifor L'antologia si raccomanda oltre che per l'interesse dei saggi e per la concisa ma esauriente panoramica storiografica contenuta nell'introdu zione, anche per quella considerevo le parte dell'introduzione medesima che Testi dedica a narrare la storia dell'età progressista, non trascuran do nessuna delle sue molteplici sfac- cettature. Pertanto, dalla lettura di questo libro potrà trarre vantaggio non solo il lettore medio, ma anche e soprattutto lo studente universita- rio che segue un corso di storia ame- assai difficile da condensare senza per quanto riguarda gli Stati Uniti, semplificarla brutalmente, necessita di molti agganci alla storia economi- ca ed ha inoltre tempi rapidissimi, dato che sovente accadono più cose e cambia più il corso degli eventi in un mandato presidenziale di quattro XIV. Quando poi la si vuol imparti- anni che non in tutta l'era di Luigi re a studenti di solito digiuni della materia se non per cognizioni molto superficiali e generiche, è difficile trovare un taglio interpretativo che la renda praticabile con profitto in un anno di frequenza universitaria. Le traduzioni di ricostruzioni d'in sieme americane sono scarse, e que sti libri sono in genere poco adatti alle esigenze d'informazione e disti molo intellectuale dello studente italiano, perché troppo interpreta tivi e scarni di fatti, o perché soddi sfacenti nell'informazione ma in sopportabilmente patriottici e privi di qualsiasi accenno a diversità non inquadrabili in una visione consen suale della storia americana. E dun- que molto interessante sfogliare questa tempestiva (l'edizione ingle. se e del 1983) traduzione italiana del libro dell'inglese Maldwin A. Jones, storico di solida fama, che anni ad- dietro si cimento con pieno successo in una esemplare storia dell'immi- grazione in America Il grosso volume di Jones (titolo originale The Land of Liberty American History, 1607-1980) è sta- to preparato per la collana The Sbor Oxford History of the Modern World della Oxford University Press e tale destinazione collana di sto ria fout court, senza ulteriori specifi cazioni quali sociale", "politica", "economica" - ha indotto l'autore a scrivere una storia narrata cronolo- gicamente in cui ha cercato di dar conto di tutto, dalla politica all'eco- nomia alle arti alle lettere. La narrazione, molto sintetica all'inizio, si fa via via più dettagliata con gli ultimi cento anni che occu- pano più di trecento pagine e più di settanta pagine dedicate agli anni dal dopoguerra all'elezione di Rea. gan , nel trattare dei quali Jones non dimentica i numerosi problemi delle minoranze, la crisi delle città ed il movimento di liberazione femmini- le. In questa enorme mole di mate. riali Jones si muove con sicura com- petenza, come è provato dalle più di venticinque pagine di bibliografia ragionata che chiudono il volume e che includono una gran parte degli studi pis importanti di storia ameri cana usciti in lingua inglese negli ul. timi quarant'anni. La trattazione di Jones è quindi perfettamente al cor- rente dei maggiori dibattiti socio- grafici su tutti gli argomenti trattati, anche se poi la scelta di coprire tutto l'arco della storia degli Stati Uniti induce l'autore a richiami molto fuggevoli a posizioni storiografiche importanti richiami impliciti che l'assenza di note di riferimento bi bliografico, consuetudinaria in ape. re di questo tipo, tende decifrabili solo a chi abbia presente lo svolgersi e lo stato attuale di vari dibattiti sto riografici E questo il caso, tanto per rimane re sul progressismo, dell'accenno al le testi revisioniste di pagina 332 ("infine il mondo degli affari e i fi- nanzieri, pur essendo spesso l'obiet tivo delle riforme progressiste, ne erano a volte anche i sostenitori più attivi"), che nelle stesse pagine si in treccia ad una menzione delle tesi interpretative di Hofstadter con il quale l'autore si dichiara non del tutto d'accordo ("Alcuni storici met tendo in risalto la provenienza dei suoi (del movimento progressista] leaders dalla media borghesia hanno ipotizzato che costoro fossero moti- vati dal desiderio di riguadagnare lo status sociale che avevano perso alla nuova aristocrazia corporativa. Ma non c'è nulla a sostegno di questa tesi e sembra che quello che preoc- cupava veramente i progressisti fosse la tendenza dell'industrializzazione e della centralizzazione a distrugge re l'armonia sociale) e immediata mente dopo ad un richiamo al fon- damentale The Search for Onder di Robert Wiebe con l'asserzione che i progressisti erano ispirati, oltre che da interessi economici, da desideri di efficienza, ordine, unità sociale, >
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