Paolina Ala Ponzone (1843-1923) di nobile antica famiglia cremonese, sposa il conte napoletano Federico Cimino di Valenzano, pittore. Per tutta la vita si dedica all'aiuto dei poveri e bisognosi, con particolare attenzione ai soldati in guerra durante il primo conflitto mondiale, e poi ai reduci di quel massacro, ai mutilati, agli invalidi e alle loro famiglie. Quando muore nomina erede universale la Regia Scuola Ala Ponzone di Cremona, prevedendo un lascito di 250.000 lire per l'Ospedale milanese Ciceri-Fatebenesorelle. Con questo Ospedale la legavano antichi vincoli familiari: infatti era stata la sua bisnonna, Laura Ciceri Visconti, a comprare un convento prospiciente la piccola chiesa milanese di Sant'Ambrogio ad nemus (nell'attuale zona Sempione), dove poi una suora, Giovanna Lomeni, aveva provveduto a ricoverare le prime malate, dando vita all'opera pia Ciceri-Fatebenesorelle; le successive donazioni di Paola Agnesi e della figlia Maria, a sua volta maritata Ala Ponzone, faranno sì che il Ciceri-Agnesi Fatebenesorelle diventi un vero e proprio Ospedale all'interno della città. La commissione del ritratto viene affidata al pittore cremonese Aldo Biazzi, la profondità volumetrica delle cui opere da parte di alcuni critici viene paragonata a quella delle sculture di Adolfo Wildt.
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