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Stesura dattiloscritta con note manoscritte del testo (inizia da p. 154; mancano le pagine finali); appunti con indicazioni per modifiche o correzioni.

Details

  • Title: Taci, anzi parla, Oggetto 219
  • Creator: Lonzi Carla
  • Date Created: [1977 - 1978 ca.]
  • Transcript:
    Facendo l'amore con Pietro, mi sono chiesta se con una donna sarei ugualmente riluttante. E vivere qui con un'amica cosa cambierebbe? E' il problema delllo- mosessualità che ritorna, vero o falso? Cosa copre? In realtà ho voglia di un uomo, un bel ragazzo divertente allegro. Devo concedermi questo diversivo, una riscoperta più che del sesso dell'erotismo bix Finalmente abbiamo messo un accocco di tavolo comodo e sono stata molto feli- ce di mangiare confortevolmente. Chissà perchè sono cosi poco cosciente di quel- lo che rende la vita più facile. Anche Pietro è cosi. Carla A. mi aiutava in questo senso. E' un rifiuto della figura materna, forse. E anche la sensazione che se mi metto su quel piano divento perfezionista. Per fortuna l'intensità (o l'ossessione) mi si concentra e scarica nei rapporti umani. Però adesso mi sento proprio matura per alcune scoperte: per es., un tavolo da pranzo, un ar- madio, una stanza da bagno. 7 genn, Sognim molto belli, divertenti, vitali. Vado ospite da Maria e mi accorgo che sul retro della sua casa c'è il mare. Un mare invernale, vivo, con tante creste e piccole onde. Il figlio, che guida la macchina su cui stiamo arrivando a casa, la spinge fin dentro l'acqua. Che bel- lo! Scendiamo a bagnarci i piedi e io faccio per buttarmi dentro tutta vesti- ta. Maria e suo figlio mi afferrano al volo cosicchè mi bagno solo a metà: che pazzia fare cosi, non so che l'acqua è gelata e a tuffarsi si rischia di mori- re? Cosa mi ha preso, che strana esibizione ho fatto, che brutta figura! Co- munque Maria ha una casa attrezzatissima dove mi posso asciugare e cambiare. Sono stupita quando mi accorgo di non avere una mia stanza e che devo dormire con lei, nel suo letto. Finirò per dormire poco e il giorno dopo sarò stan- chissima e brutta. Andiamo a letto, così mi accorgo che in realtà il letto gran- de sono due letti vicini. Speriamo bene. Ma non c'è notte. E' subito mattina e i bambini vanno a scuola, vengono a salutare la mamma accompagnati dalla go- vernante. Viene anche il figlio grande, quello che guida la macchina, scambia- mo due parole, poi lui se ne va per discrezione. Maria dorme, o cerca di dor- mire. Ci alziano e mi chiedo come starò in piedi senza aver dormito, eppure non mi sento stanza. C'è un uomo un po' anziano, che però si rivela insoppor- tabile, corretto e distinto di modi, però tiene prigioniera, dopo averla sedot- ta, una ragazza molto buona e bella. Maria ne ha gran pena, ma che farci? La casa di Maria è piena di gente, di figli e amici, succedono molte cose. Lei è bionda e piacente come mia madre. A un certo punto decidiamo di fare una riu- nione femminista, una ragazza li vorrebbe venire, va a chiederlo al suo pre- cettore. Ci troviamo in una specie di piazzax-bar, separata dal resto del mon- do da una vetrata. Mi accorgo che sulle scalinate ai bordi della piazza ci sono tante ragazze e ragazzi venuti per noi. Che sbadataggine, non abbiamo avverti- to che le riunioni sono solo per donne. Non importa, ho qualcosa da dire che sistema la faccenda: loro possono a loro volta fare delle riunioni maschili. Comincio a parlare gridando, ma la voce si perde, bisogna avvicinarci e pren- dere contatto cosi. Il nostro gruppetto, composto per lo più di sconosciute è tutto eccitato: una ragazza con la faccia bruciata, una faccia tutta croste, e che in un primo momento mi era parsa sospettosa, adesso si sta sciogliendo e mi parla con fidicia. Io faccio per abbracciarle la vita -vorrei abbraccia re tutto il gruppo- e dico "se riesco a convincermi che non sono stupida, il problema è risolto; mica verrà qualcuno, quando sono morta, a redarguirmi "guar- da che avevi sbagliato questo e questo *Intanto stiamo dirigendoci verso le ragazze sulle scalinate e io sono in quel particolare stato di euforie che mi conosco cosi bene, un po' fanfarone, un po' buffonesco, quando non mi sento so- la, ma insieme alle altre, e tutto sembra possibile, 8 genn. Sogni pieni di erotismo, di sensazioni travolgenti.
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  • Notes: Dattiloscritto utilizzato per la pubblicazione di: Carla Lonzi, Taci, anzi parla. Diario di una femminista, postfazione di Annarosa Buttarelli, Et al., Milano 2010.

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