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di ammassati a denti stretti si fan provviste di merci utilitarie non avrai
la lozione evanescente dell'immunità che rende un miraggio a occhi sfavil-
lanti ridere e ridere..." (1959)
Mi chiama Ritva da Roma per chiedermi un piacere e mi dice "Ho voglia di
vederti". Non so fingere "Era oray.
Adesso mi chiedo se sono contenta di rivedere Ritva, forse è ancora troppo
presto, comunque si è fatta viva in tempo quando avevo già deciso per conto
miodi aspettare con fiducia il suox ritorno e di non sottrarmi a questo
stato di subordinazione ai suoi tempi.
Ho telefonato a Lidia: ha letto alcune poesie, se le ricordava quasi a memo-
ria, non sa perchè, forse perchè l'avevano colpita molto. Le sembra che do-
vrebbe vedere delle varianti per capirle meglio, non avverte il gusto per
l'accostamento dalle parole, ma sente che vengono fuori da un procedimento
tutto interiore. Non mi è chiaro se, secondo lei, questo è un pregio o un
difetto.
Da un librettino conosco Marianne Moore. Sarà che tutte le poetesse o scrit-
trici sono inglesi, pubitane, signorine, fatto sta che salta fuori un misto
di creazione-liberazione che non avverto negli uomini. Anche lei poi era ni-
pote e sorella di un pastore. Come le Brönte, la Dickinson, la Austen... Pe-
rò mi sembra propriella condizione femminile xxxkaXLİKAUNEXX capire chia
Piero
Srima ancora di produrre da sè. Per quel poco che ho letto la Moore è
un po' rigida, anche la sua foto non è accostante. RixtraxdixXXXheXxxigtia
xxkikaxhenxyz Forse alla Moblr manca questa componente religiosa, cosi è
un po' troppo letteraturam, non riesce a recuperare un perno per la sua po-
vera testa. Io anche ho un'origine religiosa che è il contrario dell'eman-
cipazione, della modernità, della rivoluzione sessuale, tutti cul de sac,
trappole dobe le ragazze sprofondano in massa o sognano di sprofondare. Quar
do mi sono accorta che il mondo è un inganno per le donne, non ho fatto che
riagganciarmi al distacco che mi avevano sollecitato le suore per le cose
che passano e non danno stabile nutrimento all'anima.
Per la prima volta ho sentito un distacco di Laura verso di me, ho sentito
la sua diversità, l'ho vista su una sua strada, ho capito le sue fatiche, ho
captato la sua indole, ho rispettato le sue pause. Ha scritto una favola
per un libro di favole: di una bambina che vede uno strano bellissimo cava-
liere con armatura, lui non l'ascolta perchè è occupato a uccidere il dra-
go, poi la bambina scopre che ci sono tanti cavalieri. Ho intuito che si ab-
bandona a se stessa. Le ho raccontato i miei dilemmi a proposito del pezzo
di testimonianza su Gallizio e mi venivano fuori trascorsi più o meno gra-
tificanti nel mondo maschile, ma da cui capisco che ho tratto fiducia.
Vedendo la foto della Moore a 65 anni, non vorrei essere riconosciuta poe-
tessa troppo tardi.
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