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Stesura dattiloscritta con note manoscritte del testo (inizia da p. 154; mancano le pagine finali); appunti con indicazioni per modifiche o correzioni.

Details

  • Title: Taci, anzi parla, Oggetto 348
  • Creator: Lonzi Carla
  • Date Created: [1977 - 1978 ca.]
  • Transcript:
    -462- di ammassati a denti stretti si fan provviste di merci utilitarie non avrai la lozione evanescente dell'immunità che rende un miraggio a occhi sfavil- lanti ridere e ridere..." (1959) Mi chiama Ritva da Roma per chiedermi un piacere e mi dice "Ho voglia di vederti". Non so fingere "Era oray. Adesso mi chiedo se sono contenta di rivedere Ritva, forse è ancora troppo presto, comunque si è fatta viva in tempo quando avevo già deciso per conto miodi aspettare con fiducia il suox ritorno e di non sottrarmi a questo stato di subordinazione ai suoi tempi. Ho telefonato a Lidia: ha letto alcune poesie, se le ricordava quasi a memo- ria, non sa perchè, forse perchè l'avevano colpita molto. Le sembra che do- vrebbe vedere delle varianti per capirle meglio, non avverte il gusto per l'accostamento dalle parole, ma sente che vengono fuori da un procedimento tutto interiore. Non mi è chiaro se, secondo lei, questo è un pregio o un difetto. Da un librettino conosco Marianne Moore. Sarà che tutte le poetesse o scrit- trici sono inglesi, pubitane, signorine, fatto sta che salta fuori un misto di creazione-liberazione che non avverto negli uomini. Anche lei poi era ni- pote e sorella di un pastore. Come le Brönte, la Dickinson, la Austen... Pe- rò mi sembra propriella condizione femminile xxxkaXLİKAUNEXX capire chia Piero Srima ancora di produrre da sè. Per quel poco che ho letto la Moore è un po' rigida, anche la sua foto non è accostante. RixtraxdixXXXheXxxigtia xxkikaxhenxyz Forse alla Moblr manca questa componente religiosa, cosi è un po' troppo letteraturam, non riesce a recuperare un perno per la sua po- vera testa. Io anche ho un'origine religiosa che è il contrario dell'eman- cipazione, della modernità, della rivoluzione sessuale, tutti cul de sac, trappole dobe le ragazze sprofondano in massa o sognano di sprofondare. Quar do mi sono accorta che il mondo è un inganno per le donne, non ho fatto che riagganciarmi al distacco che mi avevano sollecitato le suore per le cose che passano e non danno stabile nutrimento all'anima. Per la prima volta ho sentito un distacco di Laura verso di me, ho sentito la sua diversità, l'ho vista su una sua strada, ho capito le sue fatiche, ho captato la sua indole, ho rispettato le sue pause. Ha scritto una favola per un libro di favole: di una bambina che vede uno strano bellissimo cava- liere con armatura, lui non l'ascolta perchè è occupato a uccidere il dra- go, poi la bambina scopre che ci sono tanti cavalieri. Ho intuito che si ab- bandona a se stessa. Le ho raccontato i miei dilemmi a proposito del pezzo di testimonianza su Gallizio e mi venivano fuori trascorsi più o meno gra- tificanti nel mondo maschile, ma da cui capisco che ho tratto fiducia. Vedendo la foto della Moore a 65 anni, non vorrei essere riconosciuta poe- tessa troppo tardi.
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  • Notes: Dattiloscritto utilizzato per la pubblicazione di: Carla Lonzi, Taci, anzi parla. Diario di una femminista, postfazione di Annarosa Buttarelli, Et al., Milano 2010.

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