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Tesi di laurea, Oggetto 112

01 aprile 1955 - 1957

La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea

La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea
Roma, Italy

Sono presenti le carte relative all'attività del soggetto produttore finalizzata al reperimento del materiale necessario per la stesura della tesi di laurea, la documentazione bibliografica stessa nonché varie elaborazioni scritte. Carla Lonzi si laurea con Roberto Longhi il 19 dicembre 1956 con una tesi intitolata I rapporti fra la scena e le arti figurative alla fine dell'800.

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  • Title: Tesi di laurea, Oggetto 112
  • Date Created: 01 aprile 1955 - 1957
  • Transcript:
    in cui 11 diluvio fini coll'allagare la sala ... (9) FUOCO E LUCE Il fuoco era anch'esso vero e grandioso "Artificiellement fait par eau de vie " di cui erano inbevuti dei battufoli gettati sugli apostoli. I diaboli e i dannati sparivano sempre nel fuoco o con" qualche ischiop- pietto o baleno di fuoco" come nel miracolo del Monaco(v.d'Ancona,p.4250. cli incendi veri non furono privativa di Nerone . Le scene di Gerusalem- me venivano spesso distrutte veramente. La luce artificiale era usata nonnostanche che gli spettacoli avvenis- sero di giorno : angeli volanti con grand splendeur de flambe " e tal- volta "un grant soleil resplendissant" come nel Vecchio Testamento. Gli Ingegn 1" o congegni teatrali,' secre-ts o feyntes ) erano tanto piú difficili e complicati , quanto piú sprovvisti di mezzi i tempi. La macchina creata dal Cecca per simili giostre aeree, che guasta un tempo, fu rimossa dalla Chiesa del Carmine perché dice il Vassari Tirava giú i cavalli X che reggono il tetto" era come quella di San Felice qui descritta. Le lucerne di olio non si sversavano, an- che girando con gli angioli, perché tutto andava gradatamente aumentando 11 le ruote grandi fatte a guisa d'arcolai " che dal centro alla su- perfice movevano in bellissimo ordine dieci giri pei dieci cioli erano accodati... con una schiodatura che sempreché la ruota girava resta- vano in piombo". Cos1 pure non era ignorato il perfetto che- potevasi trabbe da giochi pirotecnici. Il d'Ancona cita un idolo che rovina da una colonna, scoppiando, nel Mistero di San Rossore. In quello di San Romolo" viene una saetta del cielo o fallo rovinar tutto in pezzi" l'idolo. Nella Pessione "apron- si li monumenti e vengono 11 tremori,e tenebri apariscono" gettando veli,pensa il d'Ancona,o anche spognendo lumi,riparando rifżessit, con
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