in cui 11 diluvio fini coll'allagare la sala ... (9)
FUOCO E LUCE
Il fuoco era anch'esso vero e grandioso "Artificiellement fait par
eau de vie " di cui erano inbevuti dei battufoli gettati sugli apostoli.
I diaboli e i dannati sparivano sempre nel fuoco o con" qualche ischiop-
pietto o baleno di fuoco" come nel miracolo del Monaco(v.d'Ancona,p.4250.
cli incendi veri non furono privativa di Nerone . Le scene di Gerusalem-
me venivano spesso distrutte veramente.
La luce artificiale era usata nonnostanche che gli spettacoli avvenis-
sero di giorno : angeli volanti con grand splendeur de flambe " e tal-
volta "un grant soleil resplendissant" come nel Vecchio Testamento.
Gli Ingegn 1" o congegni teatrali,' secre-ts o feyntes ) erano tanto
piú difficili e complicati , quanto piú sprovvisti di mezzi i tempi.
La macchina creata dal Cecca per simili giostre aeree, che guasta
un tempo, fu rimossa dalla Chiesa del Carmine perché dice il Vassari
Tirava giú i cavalli X che reggono il tetto" era come quella di
San Felice qui descritta. Le lucerne di olio non si sversavano, an-
che girando con gli angioli, perché tutto andava gradatamente aumentando
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le ruote grandi fatte a guisa d'arcolai " che dal centro alla su-
perfice movevano in bellissimo ordine dieci giri pei dieci cioli erano
accodati... con una schiodatura che sempreché la ruota girava resta-
vano in piombo".
Cos1 pure non era ignorato il perfetto che- potevasi trabbe da giochi
pirotecnici.
Il d'Ancona cita un idolo che rovina da una colonna, scoppiando, nel
Mistero di San Rossore. In quello di San Romolo" viene una saetta del
cielo o fallo rovinar tutto in pezzi" l'idolo. Nella Pessione "apron-
si li monumenti e vengono 11 tremori,e tenebri apariscono" gettando
veli,pensa il d'Ancona,o anche spognendo lumi,riparando rifżessit, con
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