Il mercato, cuore pulsante della città
Oltre ad essere il luogo privilegiato dell’incontro tra la richiesta e l’offerta il mercato si mostra storicamente come "omphalos" attorno al quale si struttura e reifica l’organizzazione sociale della comunità, si conferma il principio in essa insito della reciprocità, si trova rassicurazione circa la ciclicità dell’esperienza umana attraverso l’alterna presenza dei prodotti che nel mercato si offrono come oggetti chiesti, contesi, rivendicati.

Non a caso i mercati funzionano abilmente come sintetici e sinestetici esempi di vita vissuta le cui vicende agiscono come performance di un teatro verista capaci di rappresentare uomini, prassi rituali, forme ludiche e articolazioni sociali di straordinaria efficacia.

Nei mercati, in particolare nei mercati siciliani, il piano dell’espressività trova piena sublimazione attraverso le modalità espositive e di reclame di cui tradizionalmente gli abili venditori e ambulanti danno prova attraverso la paratura ra putia (preparazione del negozio). Gli uomini del mercato rivelano infatti funzionali competenze “scenografiche” ed “estetiche” nell’allestimento delle strutture, spesso piramidali, utilizzate per fare mostra delle mercanzie come anche abilità “retoriche” e “canore” per la vendita degli articoli, il più delle volte alimentari, di cui celebrano le caratteristiche attraverso complesse forme metonimiche, metaforiche e allusive.

La composita anima di Palermo trova efficace rappresentazione nei suoi quattro principali mercati: Ballarò, Capo e Vucciria (intra moenia) e Buorgu viecchiu (extra moenia).

Ballarò
Il più grande dei mercati palermitani, Ballarò sorge nel quartiere Albergheria tra corso Tukory, via Maqueda e corso Vittorio Emanuele con una concentrazione maggiore nelle piazze Carmine e Ballarò. A fronte delle sostanziali trasformazioni economiche che hanno interessato la città, il mercato di Ballarò conserva ancora per la cittadinanza il suo valore funzionale di luogo del commericio, spazio delle identità, territorio degli alimenti.
Mercato Capo
Porta Carini rappresenta l’ingresso, fisico e simbolico, al mercato del Capo che si estende alle spalle del Tribunale di Palermo tra la via Porta Carini, piazza Capo, via Cappuccinelle e via Beati Paoli. Il mercato, specificatamente di ortofrutta, si allunga sul versante sud lungo la via Sant’Agostino dove si è specializzato nella vendita dei tessuti.
Mercato Vucciria
Il mercato della Vucciria si sviluppa tra la piazza San Domenico e corso Vittorio Emanuele. Il cuore del mercato è piazza Caracciolo dove sorgeva in epoca angioina il più grande macello cittadino che ha caratterizzato lo spazio commerciale come spazio per la vendita della carne. Di tale aspetto non è possibile osservare oggi alcun tratto ma il mercato si è riconfigurato come spazio per la vendita di ortaggi e frutta.
Mercato Buorgu viecchiu 
Il mercato Buorgu viecchiu sorge fuori dalle antiche mura della città di Palermo e in particolare all’interno del borgo marinaro di Santa Lucia, tra la piazza Don Sturzo, alle spalle del teatro Politeama, e l’area portuale di Palermo. La prossimità con il portò favorì lo sviluppo di questo mercato come luogo dello stoccaggio delle mercanzie.
Riconoscimenti: storia

Comitato Giovani della Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO

Comitato Giovani della CNI Unesco - Regione Sicilia:

Rappresentante: ing. Elvira Nicolini

Referente Progetto: dott. Giuseppe Milazzo

Soci: arch. Giorgio D'Anna, dott.ssa Iolanda Di Natale, dott. Alessandro Romano, dott.ssa Irene Salvo

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
In alcuni casi, la storia potrebbe essere stata realizzata da una terza parte indipendente; pertanto, potrebbe non sempre rappresentare la politica delle istituzioni (elencate di seguito) che hanno fornito i contenuti.
Traduci con Google
Home page
Esplora
Qui vicino
Profilo