Guerra e Pace, la parabola del novecento

La Galleria Nazionale

Convergenze –divergenze nelle collezioni Bucarelli e Brandi-Rubiu

Il grande critico e teorico del restauro Cesare Brandi e la grande Direttrice della Galleria Nazionale d’Arte Moderna iniziano contemporaneamente la propria carriera nei ruoli delle Belle Arti intorno alla metà degli anni Trenta, rimanendo in buoni rapporti professionali per l’intero arco delle rispettive prestigiose carrriere; a soli tre anni di distanza, la Bucarelli nel 1998 e il figlio adottivo di Brandi, e critico d’arte a sua volta, Vittorio Rubiu, nel 2001, formalizzano entrambi la donazione delle rispettive collezioni private alla Galleria Nazionale

Si tratta di due raccolte private, strettamente connesse con le frequentazioni e le predilezioni artistiche e professionali di entrambi, e che costituiscono due “spaccati” al contempo paralleli e divergenti del passaggio dagli anni trenta-quaranta della seconda guerra mondiale alla rinascita sociale economica e culturale dei cinquanta-sessanta in Italia.

In entrambe è documentato l’ambito ovattato di una produzione di piccolo formato, febbrile e come ripiegata su se stessa, fortemente introspettiva e a tratti allucinata, oscillante tra la solitudine di Morandi e l’espressionismo della Scuola Romana, e il successivo passaggio ad un’arte nuovissima, vagamente neocubista prima, poi astratta e informale, dilagante nel Paese e a Roma a partire dagli anni cinquanta.

Da questo momento in poi, la collezione di Palma Bucarelli si connota per una decisa apertura all’arte internazionale, mentre quella di Cesare Brandi, iniziando ad aprirsi all’esperienza astratta di Burri e di Afro, cui il critico dedica importanti monografie, prosegue, nei sessanta nel segno di un felice equilibrio tra gli interessi di Brandi e le predilezioni del figlio adottivo Vittorio Rubiu. Egli lo introduce alla frequentazione della Scuola di Piazza del Popolo- Angeli, Schifano, Tacchi, Mambor, Ceroli ed altri ancora- della meteora artistica di Pino Pascali, fino a personalità ancora più recenti quali Ontani e Cucchi. Il gioco, qui, consiste nel tentativo di instaurare una specie di parallelo tra convergenze –divergenze nell’ambito delle due collezioni.

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
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