L'acqua ha reso grande Roma e la Fontana di Trevi ne è l’esempio perfetto.

Roma, città d'acqua
Molti conoscono la Fontana di Trevi perché è il simbolo romantico della "Dolce Vita" italiana ma questa fontana era un tempo il cuore del sistema idrico della città.

Un regalo del Papa alla città

La fontana, così come la conosciamo oggi, venne completata nel XVIII secolo. Papa Clemente XII volle regalare alla città una fontana monumentale, così indisse un concorso pubblico per trovare un architetto. Nicola Salvi, il vincitore, impiegò quasi 30 anni per completare questo capolavoro tardo barocco, un trionfo di marmi e sculture.

“Trevi”, il punto d’incontro di tre vie
Ma in quel punto esisteva già da tempo una fontana. Infatti, la Fontana di Trevi venne costruita in epoca romana come fulcro del sistema idrico della città. Venne concepita per garantire ai cittadini l'accesso a una fonte d'acqua di prima qualità. La fontana si trovava, come oggi, all'intersezione fra tre vie. Da qui il nome "Trevi".

All'epoca aveva un aspetto molto più modesto: era una fontana con tre vasche separate, dove i passanti potevano bere, lavare i panni e rinfrescarsi. La fontana era il punto d’arrivo dell'Acquedotto dell'Acqua Vergine, l'unico acquedotto romano ancora funzionante, a più di 2000 anni dalla sua costruzione.
Roma fu la prima città a introdurre l'idea di fontane pubbliche con acqua potabile e, ancora oggi, è la città con la più alta concentrazione di fontane in tutto il mondo.

Più di 2500 “Nasoni”

In tutta Roma sono presenti più di 2500 fontanelle che i romani chiamano "nasoni". Le tradizionali fontane sono spesso anche dette "democratiche" perché possono essere trovate in qualunque quartiere della città.

La Fontana del Tritone e altri capolavori

Inoltre, in tutta la città è possibile ammirare molte altre splendide fontane, come la Fontana del Tritone in questa foto.

Uno standard di riferimento

Gli acquedotti romani rimangono uno standard di riferimento anche per i sistemi di approvvigionamento idrico moderni.

Solidità e funzionalità ancora imbattute

Gli acquedotti romani restano un esempio sia dal punto di vista della solidità strutturale che della funzionalità. Da un lato, quasi tutti gli acquedotti costruiti oggi durano in media 50 anni, mentre quelli di Roma sono ancora funzionanti dopo più di 2000 anni. Dall'altro, rappresentano in tutto il mondo un vero e proprio modello di ingegneria per la loro capacità di portare acqua in zone aride, come i deserti di Israele.

Riconoscimenti: storia

La mostra è stata curata dal Comitato Giovani della Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO - Lazio: Antonio Geracitano, Marco Anzellotti, Vittoria Azzarita, Andrea Bangrazi, Ilaria Cacciotti, Francesca Candelini, Giovanni Cedrone, Carlotta Destro, Caterina Francesca Di Giovanni, Alessandra Feola, Paolo Ianniccari, Marta Lelli, Laura Leopardi, Ginevra Odone, Dario Saltari, Paolo Scipioni.

Comitato Giovani della Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
In alcuni casi, la storia potrebbe essere stata realizzata da una terza parte indipendente; pertanto, potrebbe non sempre rappresentare la politica delle istituzioni (elencate di seguito) che hanno fornito i contenuti.
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