Salvatore Ferragamo: Equilibrim e cosa significa camminare

Museo Salvatore Ferragamo

Scopriremo cosa lega le ricerche di Salvatore Ferragamo con il mondo della scienza e dell’arte, dell’architettura e dell’archeologia, con il circo e la danza.

Ferragamo nella mostra >b/>

84 modelli di scarpe storiche create da Salvatore Ferragamo dagli anni trenta alla fine degli anni cinquanta del Novecento

27 brevetti di Salvatore Ferragamo

100 100 forme in legno dei piedi di alcuni
clienti famosi dagli anni venti ad oggi:
Bingham, Buitoni, Priyanka Chopra,
Bette Davis, Marlene Dietrich,
Duchessa d’Aosta, Duchessa di
Windsor, Kang Dong-won, Greta
Garbo, Ava Gardner, George
Alexander Louis di Cambridge,
Rita Hayworth, Audrey Hepburn,
Katharine Hepburn, Kim Hye-soo,
signore e signora Horenstein, Patty
Hou, Angelina Jolie, Michael Jordan,
Carina Lau Kar-ling, Wong Kar-Wai,
Sonam Kapoor, Ayako Kawahara,
Nicole Kidman, signore e signora
Kierman, Ang Lee, Tony Leung, Chi
Ling Lin, Sofia Loren, Madonna,
Anna Magnani, Riho Makise, Lee Mi
Yeon, Carmen Miranda, Karen Mok,
Marilyn Monroe, Margherita Pasquini,
Dev Patel, Mary Pickford, Soraya di
Persia, Claretta Petacci, Freida Pinto,
Kim So Yeon, Gloria Swanson, Yoo
Ji-tae, Takahashi, Lana Turner, Ken
Watanabe, Kim Yunjin, Zhang Ziyi

Sviluppo di una calzata da donna in cinque misure e da uomo in quattro

Sviluppo di un modello dalla forma alla fase finale in 11 altezze di tacco
Gessi, suole, studi e misuratore di forme degli anni cinquanta del Novecento provenienti dall’Archivio di Jerry Ferragamo
Uno dei pendoli originali utilizzati da Salvatore Ferragamo nei suoi studi, 1950-1960
Bilancia degli anni trenta del Novecento, proveniente dalla farmacia in via Porta Rossa a Firenze, utilizzata da Salvatore Ferragamo per le prove di leggerezza delle sue calzature
Installazione con il modello Viatica in
vernice rossa, riproduzione del
2012-2013 del décolleté originale
realizzato negli anni Cinquanta per
Marilyn Monroe

La mostra: Equilibrium
Il tema dell’equilibrio, il senso del camminare, la funzione dell’arco del piede, il rapporto tra piede e testa, quello tra piano orizzontale e verticale, la deambulazione e la danza, la postura e la vertigine del vuoto, la scalata e la conquista del sé, la leggerezza e la fatica, la camminata e il paesaggio, l’andare a piedi e la città. Sono questi i temi affrontati nelle interviste, corollario alle opere d’arte, ai manufatti, ai preziosi volumi, come le prime edizioni della Divina Commedia di Dante e i trattati anatomici di Andrea Vesalio e Jean-Jacques Manget. Una successiva sezione sarà dedicata alla fenomenologia del camminare. Saranno mostrate in un allestimento assai spettacolare una serie di camminate esemplari: da quelle dei regnanti (la regina Elisabetta II di Inghilterra) e dei leader politici (Mao Tse Tung, John F. Kennedy, Fidel Castro), a quelle dei comici (Charlie Chaplin) e dei dittatori (Hitler e Mussolini), assieme a quelle di Mohandas Ghandi e di Papa Giovanni Paolo II.
“Quando cominciai a studiare anatomia – scrive Ferragamo – individuai il primo indizio per la soluzione del problema nella distribuzione del peso del corpo sull’articolazione del piede. Scoprii che quando stiamo in piedi il nostro peso poggia direttamente sull’arco plantare: una piccola superficie di pochi centimetri sostiene tutto il nostro peso che, quando camminiamo, si sposta da un piede all’altro”.
Le risposte di Salvatore Ferragamo a queste domande.

La stora dell'uomo cominci dai piedi

A detta del grande paleontologo André Leroi-Gourhan la storia dell’umanità inizia con i piedi. Nel
corso di questa avventura, l’arco del piede ha avuto un compito di fondamentale importanza: sostenere
il corpo umano in posizione sia statica che dinamica, sul posto e in marcia. In questo senso
il piede sarebbe la chiave di volta della storia umana, più della clava o del fuoco prometeico, prima
della ruota o dell’aratro.

Da quando l’uomo ha iniziato a poggiare il piede in terra per camminare
con la colonna vertebrale in asse col cielo, l’arco del piede non ha mai smesso di sostenere il peso
del corpo in equilibrio, rendendo possibile ogni suo spostamento, dal più semplice al più complesso,
dal più leggero al più faticoso, dal più lento al più veloce: stare in piedi, camminare, marciare,
danzare, avanzare come un acrobata o un funambolo.

Scopri la storia della magnifica mostra Equilibrium con la curatrice Stefania Ricci

Camminare in scarpe comode e sentirsi felici è stata la prima preoccupazione di Salvatore Ferragamo. Ma come fare? Come poter aiutare i piedi a stare bene all’interno delle calzature? Come sostenere il peso del corpo umano in movimento, costringendo il piede in forme non indispensabili in natura, visto che l’uomo è stato creato per camminare a piedi nudi?
L'arco del piede
In America, giovanissimo, si iscrisse ai corsi serali di anatomia della University of Southern California di Los Angeles convinto che la conoscenza approfondita dello scheletro lo avrebbe aiutato a realizzare le scarpe perfette. Grazie alle sue ricerche, Ferragamo brevetta una lamina d’acciaio, il cambrione, che, sostenendo l’arco plantare, permette al piede di muoversi come un pendolo inverso. Le articolazioni del metatarso e il tallone non sorreggono più alcun peso e in tal modo le scarpe guidano l’equilibrio del corpo che cammina, anziché opporsi a esso.
“Con le mie scarpe, le clienti si sentivano diverse, potevano camminare senza soffrire. Il che del resto è l’unico compito delle scarpe – insomma si sentivano felici”.

L’arco del piede è stata la massima preoccupazione di Salvatore Ferragamo

Sull'arco plantare egli scrisse:
“La natura, il supremo architetto di cui l’uomo ha preso e adattato tante delle sue idee, ha creato il piede umano con questa
forma ad arco perché, come qualunque architetto vi potrà spiegare […] l’arco può sostenere più
peso di una superficie piana. Il compito dell’arco plantare, però, va ben oltre il sostegno di un peso
statico, non somiglia all’arco del portale di una chiesa, deve sostenere il nostro peso in movimento.
Perciò la natura ha munito il piede di articolazioni e perni che ci permettono di camminare comodamente...
Questo semplice meccanismo si muove e si distende quando camminiamo scalzi; le articolazioni
e le dita eseguono la loro funzione liberamente, tornando alla loro posizione naturale dopo ogni
passo, pronte per il prossimo. Ci si sente comodi e liberi, com’è giusto che sia. Si tratta di movimenti
naturali”.

“... molti piedi vengono rovinati dalle scarpe. Non vorrà forse dire che quando il
piede è nella scarpa non può più muoversi in modo naturale? Forse, imprigionato come un uccello in
gabbia, diventa incapace di funzionare nel giusto modo, e questo potrebbe avere degli effetti sull’arco
plantare. Se è così, significa che l’arco non solo dovrebbe, ma deve essere sostenuto”.

A' Plomb

Nella sua autobiografia Salvatore Ferragamo racconta come sua prima preoccupazione sia stata
quella di far poggiare bene il piede a terra, sostenerlo e fare in modo che tutto il peso del corpo
fosse ben scaricato al suolo. Per far questo Ferragamo dedicò molto tempo a studiare la meccanica
del piede, la sua anatomia, e poi le leggi scientifiche che regolano la camminata, l’architettura
dello scheletro, il funzionamento della muscolatura in modo da capire come funzionasse l’arco
del piede, come e quanto fosse importante la sezione aurea, la distribuzione del peso tra centro
dell’arco plantare ed estremità (tallone e dita).

Ferragamo dette, cioè, grandissima importanza all’à
plomb, concetto fondamentale nella danza sia classica sia contemporanea. Infatti, egli controllava
personalmente, e con gli strumenti opportuni, il punto aureo della calzatura: ovvero, come gli architetti
e i costruttori di cattedrali e archi trionfali, utilizzava il filo a piombo per controllare che il peso
del corpo si scaricasse nel punto giusto, per mantenere la persona in asse. Salvatore Ferragamo
ricavava la linea mediana che dall’alto del corpo (la testa) scende verso il piano orizzontale (il suolo)
dove poggia la pianta del piede, linea verticale, di collegamento tra cielo e terra, asse dell’equilibrio
che cade al centro dell’arco del piede e viceversa.

Da qui si deduce che nel suo lavoro il calzolaio
procedeva con un metodo di lavoro simile a quello dell’artista e dell’architetto medievale e rinascimentale,
per cui la conoscenza dell’anatomia e delle leggi fisiche, in relazione a quelle musicali e
cosmiche, era indispensabile per il conseguimento della perfezione formale. Ferragamo era dunque
interessato alla meccanica del piede, intuendo che da questo dipendeva il benessere dell’individuo
e la salute della sua clientela, salute non solo fisica ma anche mentale.


“È su questa scoperta – non sul disegno, sullo stile o sulla lavorazione artigianale, ma sul comfort delle centinaia e migliaia di persone per cui ho fatto scarpe – che ho fondato la mia fortuna”.
Testimonianze esclusive

Dentro la mostra: la Signora Wanda Miletti Ferragamo offre una testimonianza esclusiva della storia dell'equilibrio attraverso le generazioni.

Dentro all'atelier con James Ferragamo

Mio nonno non solo era un genio nella sua creatività, estetica, nella selezione dei materiali, per la sua abilità nel creare un prodotto leggero ma allo stesso tempo per la sua grande attenzione alla calzata.

Dentro la mostra: Cecil Balmond sulle dinamiche dell'Equilibrium"

"La cosa interessante del piede è che si potrebbe pensare che sia un'arco, e lo è. Ma è anche la parte più complessa del corpo umano, secondo la mia opinione."

Dentro la mostra: L'artista Cecil Balmond sull'Equilibrium

"L’equilibrio è basilare per la vita, in quanto è il modo con cui percepiamo lo spazio quando ci muoviamo al suo interno. Così, ci sentiamo sicuri, ma con un margine di rischio. Quando ci muoviamo attraverso una foresta, su una montagna, ascoltiamo un brano musicale, o eseguiamo un progetto architettonico, magari ci sentiamo sicuri alla fine dell’esperienza, ma abbiamo percepito il rischio che è insito nel processo. L’equilibrio, perciò, per me, è un orchestra di elementi tenuti insieme da una composizione. La composizione può essere statica o dinamica."

Dentro la mostra: Eleonora Abbagnato sulle punte

"Per noi ballerine il rapporto con i piedi è fondamentale. Ricordo la prima volta quando ho messo le scarpette da punta..."

Dentro la mostra: Reinhold Messner sull'equilibrium istintivo

"Se io parlo di equilibrio penso all’equilibrio interno, che matura quando una persona è capace di conoscere se stessa..."

Dentro la mostra: Philippe Petit sulla mente e il corpo in equilibrio sul filo

"Il primo passo, per me che cammino su un filo, rappresenta il punto di non ritorno."

Visita privata di Equilibrium al Museo Salvatore Ferragamo

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
In alcuni casi, la storia potrebbe essere stata realizzata da una terza parte indipendente; pertanto, potrebbe non sempre rappresentare la politica delle istituzioni (elencate di seguito) che hanno fornito i contenuti.
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