Schiaparelli e il surrealismo

The Victoria and Albert Museum

Scopri il genio artistico di Elsa Schiaparelli e come questo ha trasformato la moda.

Provocatrice per vocazione, la stilista Elsa Schiaparelli si divertiva a sfidare le nozioni che costituiscono la base di un abito.
La stilista lavorava rispettando i confini della sartoria tradizionale ma amava giocare con le silhouette classiche aggiungendo dettagli sovversivi quali stampe, ricami, abbellimenti o materiali inusuali, che hanno reso i suoi capi delle vere e proprie dichiarazioni di stile. Tali dettagli, che possono sembrare delle aggiunte forse bizzarre o ridicole, invitano l'osservatore a guardare e riguardare i suoi capi più volte.
"Nel surrealismo come nella moda, il corpo si intreccia con la fantasia e la sua immagine viene letteralmente ricreata." Ghislaine Wood, "The Surreal Body: Fetish and Fashion"
La Schiaparelli era attratta dalla libertà immaginativa nell'opera degli artisti surrealisti, con i quali aveva stretto amicizia negli ambienti della vita sociale parigina portando a termine numerosi progetti di collaborazione. La fissazione del surrealismo per le rappresentazioni corporee e i ritratti del corpo diede vita a delle naturali connessioni con il mondo della moda.

I progetti di collaborazione della Schiaparelli con tali artisti spaziavano dalla fotografia al disegno di accessori, flaconi di profumo, tessuti e capi d'abbigliamento. I suoi confini creativi, in questo modo, si potevano spingere oltre gli scopi puramente commerciali del mondo della moda e questa era per lei una sensazione esaltante.

"Lavorare con artisti come Bebe Berard, Jean Cocteau, Salvador Dali, Vertes, Van Dongen e con fotografi come Hoyningen Huene, Horst, Cecil Beaton e Man Ray regalava un senso di euforia. Ci si sentiva sostenuti e capiti, a differenza della più superficiale e noiosa realtà della realizzazione di un abito da mettere in vendita."
Elsa Schiaparelli, "Shocking Life", pag. 75

Questo cappotto in jersey di seta blu scuro fu il risultato di una collaborazione tra la Schiaparelli e l'artista Jean Cocteau. Nella sua autobiografia, la Schiaparelli ricorda: "Jean Cocteau realizzò per me alcuni disegni di volti. Io riprodussi alcuni di quei volti sulla parte posteriore di un cappotto da sera e uno, dalla folta chioma bionda che arrivava alla vita, su un abito di lino grigio."

Il cappotto fu indossato da Doris Castlerosse, una cliente di spicco della Schiaparelli che acquistò molti dei suoi pezzi dal negozio di Londra aperto a Mayfair nel 1934.

La parte posteriore di questo cappotto da sera presenta i profili di due volti che insieme formano un vaso pieno di rose posto in cima a una colonna centrale. Il cappotto venne ricamato dalla maison di Lesage, una delle principali sartorie di Parigi nel settore della haute couture. Le cuciture di metallo dorato demarcano i sottili contorni del disegno di Cocteau. Le labbra rosse sono realizzate con del nastro metallico piatto e gli occhi azzurri definiti da un filo di seta sormontato da gioielli di pasta di turchese completano le semplici fattezze dei volti.

Le rose che si riversano sulle spalle dell'indumento sono realizzate in nastro di diverse gradazioni di rosa e intervallate da pallide foglie verdi in filo di seta satinato.

La parte frontale del cappotto, completamente priva di decorazioni, presenta solo dei semplici risvolti fissati da un lato con uno dei simboli della Schiaparelli: l'originale bottone di ceramica che nasconde un gancio di chiusura in metallo.

Questo particolare bottone assume la forma di un sottovaso decorato dal cui centro protende una gamba femminile con piede a punta.

Il vestito "etrusco" di Elsa Schiaparelli del 1936 si ispira alla scultura antica. Il collo alto e la gonna lunga ne fanno un capo contegnoso, ma il modo in cui esso sottolinea il seno nascosto dall'indumento lo rende un capo più che appariscente.

L'abito da sera in crêpe marrone ha due tondi trapuntati sul petto che ricordano i seni divisi delle sculture femminili etrusche.

Sul dietro dell'indumento, la scollatura a V è attraversata da una semplice fascia all'altezza del collo legata con un bottone di metallo dorato impresso con un rilievo naif di un cavallo, a imitazione di una moneta etrusca.

Questo completo da sera del 1937 è composto da un lungo cappotto da sera e da una stola realizzata interamente in maglia dorata intrecciata. Si tratta di uno dei primi esempi di sperimentazione della Schiaparelli con tessuti e sostanze inusuali. Richiamando l'interesse del surrealismo per l'alchimia, questo cappotto viene trasformato in un capo d'abbigliamento dorato, "il peso del quale deve aver donato la sensazione di sentirsi letteralmente avvolti dall'oro" (Ghislaine Wood).

Una delle collaborazioni più fruttuose della Schiaparelli, che si avviò intorno alla fine del 1936, fu quella con il pittore Salvador Dali. Il cappello a forma di scarpa in feltro e velluto, della collezione A/I 1937-1938, fu disegnato per essere indossato come una scarpa sottosopra. Fu ispirato da un'immagine di Dali con la scarpa della moglie Gala sulla spalla.

L'amore della Schiaparelli per il porre "oggetti ritrovati" sulla testa, si estese anche a un cappello a forma di costoletta di agnello. Il motivo riapparve poi su una giacca da cocktail nella collezione estiva del 1938.

Quattro costolette di agnello sottolineate da frammenti a specchio colorati in modo esuberante ornano la parte frontale dell'indumento.

La Schiaparelli collaborò con Dali su alcuni disegni per la sua collezione estiva del 1938, ispirata al mondo del circo.

Dali designò il tessuto di questa giacca di seta rosa intrecciata, caratterizzata da cavalli ornati da piume in posizione di impennata. Fissata con bottoni in ceramica a forma di acrobati in picchiata, la giacca fu indossata su un vestito da sera in crêpe di seta con orlo della gonna a culotte drappeggiato.

Il motivo di Dali del cavallo impennato apparve nuovamente su un'altra giacca da cocktail della stessa collezione, questa volta stampato nei bottoni in metallo sul davanti di una giacca in crêpe di lana rosso scuro. L'indumento è decorato con metallo colorato e applicazioni di perline di vetro lungo la parte centrale sul davanti e sulle tasche.

Uno dei pezzi più significativi della collezione estiva del 1938 fu l'abito "scheletro". Un lungo abito a tubino in crêpe nero arricchito da forme scheletriche rialzate e trapuntate in superficie.

Il disegno fu abbozzato da Dali, le "ossa" delle gambe sono collegate al "bacino" da eleganti ganci che ricordano i nodi dei gioielli. Fu presentato con un velo nero sovrastato da un vorticoso copricapo dorato. Il vestito apparteneva all'attrice Ruth Ford, sorella del poeta surrealista Charles-Henri Ford. L'indumento fu un dono da parte dell'avventore di Dali, Edward James, grande sostenitore del movimento surrealista.

Il vestito "Tear", anch'esso dalla collezione Estate 1938, è un elegante abito da sera che viene trasformato con una stampa trompe-l'oeil di strappi e brandelli di pelle che ricordano la carne lacerata.

Il velo abbinato utilizza lo stesso motivo ma, invece di una stampa, è creato su strisce applicate che pendono e rivelano uno strato rosa scuro sottostante.

Il dipinto di Dali del 1936, "Tre giovani donne surrealiste che tengono sulle loro braccia le pelli di un'orchestra" ritrae una figura femminile vestita di bianco con degli strappi molto simili alla superficie dell'abito.

Riconoscimenti: storia

Riconoscimenti
Victoria and Albert Museum

Londra, REGNO UNITO
Il Victoria and Albert Museum è il principale museo d'arte e design del mondo, che ospita una collezione permanente di oltre 2,3 milioni di oggetti che coprono più di 5.000 anni di creatività umana.
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