Henriette Fortuny: ritratto di una musa

Palazzo Fortuny

La Donna dietro l'Artista

Ritratto di una Musa
Henriette Nigrin Fortuny fu una donna che con la sua intelligenza e sensibilità seppe affiancare, ispirare e sostenere uno degli artisti più fervidi e raffinati del secolo scorso, diventando parte essenziale di uno straordinario sodalizio artistico.
Henriette Fortuny
Adèle Henriette Élisabeth Nigrin nasce a Fontainebleau il 4 ottobre 1877. Le scarne notizie biografiche non ci raccontano molto, ma certo è che per ben 47 anni, Henriette fu al fianco di Mariano Fortuny, contribuendo in misura determinante al successo delle sue straordinarie creazioni tessili.
1902: l'innamoramento con Mariano Fortuny
L'incontro con Fortuny avvenne nel 1902, a Parigi, probabilmente nella cerchia di conoscenze di Federico “Cocò” de Madrazo, cugino di Mariano, e assiduo frequentatore dei più esclusivi circoli artistici della capitale francese.

Mariano Fortuny

Artista già noto, Mariano Fortuny è un bell’uomo colto, alto, robusto, nato in Spagna ma educato in Francia, risiede a Venezia con la madre Cecilia de Madrazo e la sorella María Luisa.

Cupola Fortuny

Da qualche mese è a Parigi dove, nella casa di boulevard Berthier, ha installato un laboratorio per approfondire gli studi sul teatro e per perfezionare, in particolare, un complesso sistema illuminotecnico denominato Cupola Fortuny.

L'inizio della storia d'amore

Henriette è bella, diafana, aggraziata e leggiadra, dalla figura delicata e armoniosa. Il bel volto, dall’ovale leggermente allungato, è incorniciato da morbidi capelli biondo-rame, gli occhi sono luminosi e lo sguardo intenso. Mariano ne è conquistato. Inizia, così, una profonda storia d’amore e una lunga avventura creativa.

Venezia

Nel 1907, nel vasto sottotetto di Palazzo Pesaro degli Orfei in campo san Beneto, prende avvio l’avventura nel settore tessile. Dichiara Mariano: “Ma Femme et moi, nous avons fondé, au Palazzo Orfei un atelier d’impression suivant une méthode entièrement nouvelle […]. Cette industrie a commencé par des châles en soie et s’est développée avec des robes […]”.

Henriette condivideva materialmente le passioni di Mariano. Una fotografia la ritrae accanto a un grande tavolo da lavoro mentre, assorta, si appresta a stendere del colore su una matrice in legno: sono le prime sperimentazioni per lo scialle Knossos.

La vera inventrice dell'abito Delphos
Con un’annotazione autografa posta a margine del brevetto, Fortuny riconosce in Henriette la vera ideatrice del Delphos.

Il Delpohs

Il Delphos, secondo modello prodotto dall’atelier Fortuny dopo lo scialle Knossos, è una tunica in taffetà di seta, caratterizzata da una finissima plissettatura, che ricorda il chitone ionico del severo Auriga, statua in bronzo rinvenuta a Delfi nel 1896.

Henriette, abbigliata con queste vesti - Delphos e Knossos -, sarà immortalata, da Fortuny stesso, in un dipinto di grande formato dal titolo Ritratto in costume pompeiano.

La sua eredità

Henriette è la musa che lo ispira, la compagna fedele che, sempre al suo fianco ne condivide i canoni estetici, lo sostiene e lo conforta, è l’amica alla quale confidare dubbi e incertezze, colei che protegge e tutela gli spazi interiori dove l’artista trova la propria forza creatrice.

Nella casa laboratorio di Palazzo Pesaro degli Orfei Henriette affianca il marito nella produzione dei pregiati tessuti stampati e delle lampade in seta, coordinando le numerose maestranze che con loro collaborano.
Si fa anche carico dei delicati rapporti con una committenza sempre più numerosa e internazionale.

E Mariano non si stancherà mai di ritrarla in centinaia di fotografie e dipinti. In fondo, chi più di lei poteva con i gesti, la postura, le espressioni del viso e del corpo, accompagnare la genesi laboriosa del processo creativo e incarnarne l’ideale artistico?

A Palazzo Fortuny, in occasione della mostra “Henriette. Ritratto di una Musa” (2015-2016) sono stati esposti numerosi suoi ritratti pittorici e fotografici: un vero e proprio "libro-della-vita" della Donna dietro l'Artista e del suo amore per lei.

Dopo la morte del marito (1949) e ceduta la Società Anonima Fortuny all’amica Elsie McNeill, Henriette dedica il resto della sua vita a ottemperare alle disposizioni testamentarie di Mariano – donando numerose opere a musei italiani e spagnoli – e all’inventario dei beni del palazzo, che alla sua scomparsa affida alla città di Venezia.

Riconoscimenti: storia

Museo Fortuny Venezia Palazzo Orfei

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
In alcuni casi, la storia potrebbe essere stata realizzata da una terza parte indipendente; pertanto, potrebbe non sempre rappresentare la politica delle istituzioni (elencate di seguito) che hanno fornito i contenuti.
Traduci con Google
Home page
Esplora
Qui vicino
Profilo