Moltissimi documenti di ogni epoca sono presenti nella Biblioteca Teresiana: altri codici medioevali, numerosi testi manoscritti o a stampa provenienti dalla comunità ebraica, carteggi delle casate nobiliari, preziose collezioni cartacee appartenute alle famiglie mantovane, cinquecentine, seicentine, incunaboli, mappe. Ecco quattro semplici esempi, che riguardano fra l’altro l’Orfeo, mito che ricorre più volte nella storia della città, da Virgilio, a Poliziano, a Monteverdi.

La grande mappa
La bellezza singolare della città mantovana, isola racchiusa da laghi, ha portato nel corso del tempo alla stesura di numerose mappe, in gran parte conservate nella Biblioteca Teresiana. Oltre a documentare in alcuni casi con grande precisione la situazione urbanistica della capitale gonzaghesca epoca per epoca, questi prodotti hanno certamente un valore artistico perché interpretano secondo vedute con diversa prospettiva la compattezza e la fioritura di un esemplare luogo rinascimentale, protetto nei secoli dalla sua eccezionale posizione idrogeologica. In particolare, questo splendido esemplare può essere considerato il completamento dell’originaria edizione del 1596. L’impostazione rimane la medesima, ma il tracciato registra puntualmente tutti i mutamenti avvenuti nel tessuto urbano nel lasso di tempo intercorso. L’autore (Mantova, 1570 - Mantova, 1626) lavorò probabilmente molto a lungo sull’esemplare di base per arricchirlo ed arrivare a questa stesura, pubblicata due anni dopo la sua morte. Per sua volontà testamentaria, le opere incompiute avrebbero dovuto essere consegnate al collegio dei Gesuiti per essere ultimate; due anni dopo la carta fu stampata a cura del non meglio identificato Ludovico Delfichi. L’esemplare, di cui si conoscono soltanto tre copie, può essere considerato un prototipo che ha prodotto numerosissime filiazioni in Italia e all’estero e costituisce lo strumento di base per la ricostruzione urbanistica mantovana dell’epoca.
Una Mantova moderna
La carta non registra innovazioni e progressi significativi dal punto di vista tecnico. Tuttavia risulta particolarmente interessante per lo studio della situazione idrografica della città nel corso del XIX secolo.
La città sospesa sui laghi
La splendida veduta adotta un’impostazione scenografica che viene largamente ripresa nel corso del secolo da molti autori. L’ampiezza della visuale, che consente di godere una panoramica completa della città, le dimensioni del formato e il notevole livello di esecuzione tecnica, conferiscono all’esemplare una resa grafica eccezionale. Per questi motivi la carta godette lunga fortuna e produsse numerose filiazioni. Fu stampata sia sciolta che inserita in varie raccolte.
Il territorio mantovano
È questa una delle poche carte seicentesche che non presentino alcun riferimento diretto o indiretto alla produzione maginiana (Giovanni Antonio Magini, Padova, 1555 - Bologna, 1617). Dal punto di vista cartografico non segna progressi degni di rilievo, anzi, pur presentando caratteri originali, è nettamente inferiore rispetto a quella del Magini. La supera invece per quanto riguarda il piacevole effetto decorativo, pur non raggiungendo il medesimo livello tecnico.
Una sintesi riuscita
È un altro esempio di rappresentazione della pianta della città con i soli contorni fortificati, una delle tante carte militari prodotte e diffuse in Francia in coincidenza delle guerre di successione spagnola.
L'Orfeo del Poliziano
Il codice contiene, alle cc. 32r-36v, la prima redazione dell’Orfeo di Angelo Poliziano, composto secondo molti studiosi a Mantova, per una rappresentazione di corte probabilmente avvenuta nel 1480. L’avvenimento riveste un’eccezionale importanza storica. La presenza di Agnolo Ambrogini (1454, Montepulciano - 1494, Firenze), detto Poliziano dal nome latino del suo paese d’origine, è ampiamente documentata a Mantova presso la corte dei Gonzaga. Alcuni studiosi ritengono che egli sia anche effigiato nella Camera degli Sposi di Andrea Mantegna. Lo stesso poeta toscano nella lettera dedicatoria a Carlo Canale scrive: “Così desideravo ancora io che la fabula di Orpheo, la quale a requisizione del nostro reverendissimo Cardinale Mantuano, in tempo di dua giorni, intra continui tumulti, in stilo vulgare perché dagli spectatori meglio fusse intesa havevo composta, fussi di subito, non altrimenti che esso Orpheo, lacerata”. La dedica implicita al cardinal Francesco Gonzaga è importante per due motivi: la ripresa del tema dell’Orfeo nella città in cui nasce Virgilio, estensore del mito nelle sue Georgiche; l’interesse crescente della corte Gonzaghesca per il teatro, amore poi fortemente corroborato dalla venuta a Mantova di Isabella d’Este.
L'Orfeo di Monteverdi
Si tratta della Favola d’Orfeo musicata da Claudio Monteverdi (Cremona, 1557 - Venezia, 1643) sulle parole del mantovano Alessandro Striggio, e rappresentata nell’Accademia degli Invaghiti durante il Carnevale del 1607. Per quanto l’Orfeo di Monteverdi non rappresenti il primo episodio in assoluto dell’unione tra musica e testo volgare, resta tuttavia il primo grande capolavoro del melodramma italiano. La sua fama attraversa i secoli. Dopo un periodo di oblio seguito alla morte del compositore, diviene, a partire dal diciannovesimo secolo, una delle opere più acclamate e rappresentate, grazie alla perfezione del suo tessuto musicale e alla bellezza della storia narrata. E’ interessante notare come, ancora una volta in territorio mantovano, venga ripreso il tema di Orfeo che cerca di salvare dalla morte la sua Euridice; questo era già avvenuto nell’Orfeo del Poliziano, seguendo il suggerimento dei versi virgiliani. Inoltre, la Corte dei Gonzaga si conferma, anche all’inizio del diciassettesimo secolo, centro europeo di prima grandezza nella produzione teatrale.
Voltaire
Ecco due lettere di Voltaire (Francois-Marie Arouet, Parigi, 1694 - Parigi, 1778) conservate nel Carteggio bettinelliano, testimonianza di stima e considerazione da parte del mondo culturale europeo per il gesuita mantovano Saverio Bettinelli (Mantova, 1718 - Mantova, 1808). Costui entrò per la prima volta in contatto con il filosofo francese nel novembre 1758 a Ginevra, omaggiandolo in quell’occasione del suo volume, recentemente stampato, contenente le Lettere virgiliane.
Riconoscimenti: storia

Ideato e promosso da / Founded and Promoted by:
Mattia Palazzi (Sindaco del Comune di Mantova)
con Lorenza Baroncelli (Assessore alla rigenerazione urbana e del territorio, marketing urbano, progetti e relazioni internazionali del Comune di Mantova)

Coordinamento Scientifico / Scientific Coordinator:
Sebastiano Sali

Curatore testi e immagini / Superintendent texts and images:
Giovanni Pasetti

Foto di / Photo by:
Gian Maria Pontiroli

Redazione/ Editors:
Erica Beccalossi
Sara Crimella
Carlotta Depalmas
Veronica Zirelli

In collaborazione con / In collaboration with:
Biblioteca Teresiana

Un ringraziamento speciale a / A special thanks to:
Cesare Guerra
Pasquale Di Viesti
Emma Catherine Gainsforth

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
In alcuni casi, la storia potrebbe essere stata realizzata da una terza parte indipendente; pertanto, potrebbe non sempre rappresentare la politica delle istituzioni (elencate di seguito) che hanno fornito i contenuti.
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