Sorprendenti artigiani calzolai a Torino

Palazzo Madama

Calzolerie Cavallera, Sacchetti e Beltramo, protagonisti di un secolo di moda a Torino

Scarpe femminili con placca ovale
1923

Michele Beltramo, nato nel 1882, ha laboratorio a Torino in Corso Duca di Genova, oggi Corso Stati Uniti. Alla fine degli anni Venti si trasferisce in via Santa Teresa 11, rilevando il negozio e le attrezzature di Hermann Sola, produttore di calzature sportive. Il figlio Emanuele continua la sua attività e vince nel 1964 l’Oscar per la calzatura.

Bartolomeo Cavallera
Bartolomeo Cavallera, classe 1898, apre il laboratorio a Torino in via San Francesco d’Assisi 26 subito dopo la fine della Prima Guerra Mondiale. Già nel 1935 le sue calzature accompagnano le sfilate di alta moda al Valentino, ma è nel secondo dopoguerra che conosce la propria fortuna. Il negozio si trasferisce in via Pietro Micca 17 e Cavallera associa il suo nome ai grandi della moda torinese e italiana. Nel 1948 le sue scarpe sfilano al gran galà di Palazzo Madama insieme a quelle di Ferragamo. L’anno successivo sono al Lido di Venezia, con gli abiti di Schubert e le pellicce Rivella. Ava Gardner indossa un modello appositamente creato da Cavallera per il film “La contessa scalza”, nel 1954. Creativo, Cavallera elabora modelli e tecniche di decorazione originali, quale la lavorazione della pelle a fitte impunture colorate che creano raffinati effetti sfumati. Questa tecnica viene ripresa e sviluppata da Aldo Sacchetti, cui Cavallera cede la propria attività e il proprio archivio nella seconda metà degli anni Sessanta.

Pantofole femminili dal corredo nuziale di Anna Maria Cavallera
1951

La lavorazione a fitte impunture colorate sulla tomaia che creano raffinati effetti sugli sfumati ideata da Bartolomeo Cavallera sarà caratteristica anche dell’artigianato torinese di Aldo Sacchetti.
Le pantofole facevano parte del corredo nuziale di Anna Maria Cavallera.

Scarpe da sera dorate
1960 - 1965

Scarpa in pelle dorata con inserti geometrici in pelle a colore in contrasto.

Scarpe da sera con cinturino in pelle bianca
1960 - 1970

Décolleté con cinturino in pelle bianca e con inserto in pelle dorata e impunturata.

Scarpe da sera in pelle color geraneo
1960-1970

Scarpe anni Sessanta in pelle color geraneo, con cinturino a intreccio sul davanti e laterale. Tacco a rocchetto.

Scarpe da sera
1960 - 1970

Aldo Sacchetti
Aldo Sacchetti, nato nel 1922, inizia a lavorare nella bottega di calzolaio del padre e apre il suo negozio in via Arsenale a Torino nel 1948. Si lancia nel mondo della moda fin dai primi anni Cinquanta, con le sfilate delle giovani firme organizzate da Anna Vanner al Teatro Carignano. Ben presto l’Alta Moda si accorge del suo talento: inizia allora la sua collaborazione con le grandi maison italiane per le passerelle di Firenze e Roma. Eccezionale inventore, Sacchetti crea nuovi modelli di scarpa: sua è la ballerina profilata di elastico, di cui vende il brevetto a un produttore americano. Negli anni Sessanta, inventa una scarpa composta soltanto di tacco, per lo stilista Jacques Esterel, e le scarpe di sola suola e tacco, per esaltare al meglio le calze colorate nelle sfilate a Palazzo Pitti. All’ideazione Sacchetti unisce grande abilità tecnica e conoscenza dei materiali. Famose sono le sue lavorazioni in pelle a mosaico, le scarpe gioiello tempestate di strass e attraversate da nervature d’oro e d’argento che realizza in modo artigianale con pochi lavoranti esperti. Quando, alla fine degli anni Sessanta, rileva l’attività di Bartolomeo Cavallera e si trasferisce in via Pietro Micca, possiede oltre duemila forme in legno di carpino, tra le quali quelle per Maria Callas, Audrey Hepburn, la Regina Elisabetta. Aldo Sacchetti ha chiuso il suo laboratorio nel 1993 e ha donato le sue creazioni al Musée des Arts Décoratifs di Parigi e al Museo della Calzatura di Vigevano.

Scarpe décolleté bicolori
1950-1955

Scarpe décolleté bicolori, con punta, tacco e inserto pieghettato verde penicillina su fondo color mastice.

Scarpe femminili senza tomaia
1965

Scarpe senza tomaia con speciali poussoirs tra l’interno e l’esterno della suola che fermano le calze. Create per le sfilate a Palazzo Pitti di Firenze, le scarpe presentano sulla punta il giglio simbolo della città. La calza colorata era retta da una giarrettiera visibile all'orlo degli abiti cortissimi.

L'indossatrice Wanda Maifredi, protagonista della moda Torinese tra gli anni 60 e gli anni 70.

Scarpe da sera bicolori
1984-1985

Scarpe bicolori verde smeraldo e fucsia con cinturino alla caviglia.

Scarpe da sera color fucsia in raso di seta impunturato con filo dorato, strass
1984 - 1985

Scarpe in pella lavorata ad intarsio con colori a contrasto con listino
1985

Stivali con profili a contrasto
1980 - 1985

Stivali in pelle scamosciata con profili in pelle dorata
1990-1993

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