Lo spettacolo della natura

Museo Regionale di Scienze Naturali

A più di due secoli dalla nascita di Charles Darwin, il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino ha inaugurato la quarta e nuova esposizione permanente. Il percorso espositivo si sviluppa su una superficie di circa 1.500 metri quadrati, articolato in tre macro-aree.

Ideazione e direzione del progetto scientifico sono di Giorgio Celli, noto etologo, scrittore e divulgatore scientifico italiano scomparso nel giugno del 2011.

La diversità della natura
La prima macro area de "Lo spettacolo della natura", è una sorta di moderna Wunderkammer attraversata da un imponente nastro rosso, elemento scenografico e strutturale che accoglie rari reperti del museo.

La visita si apre sui minerali, splendidi esemplari di quarzo che fanno parte della collezione di mineralogia e petrografia del museo, ancora oggi una delle raccolte più prestigiose d'Europa.

Il drago alato, riprodotto in grande formato sulla parete ovest, proviene dal fondo librario antico del Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino.

Una piccola foresta di cilindri e lastre trasparenti accolgono tronchi di sughera, di palma, di fusti legnosi di bambù dorato, e ancora fiori, foglie e rami come in un grande stupefacente erbario.

Nove grandi lastre in metacrilato includono esemplari vegetali essiccati e presentano l'evoluzione dei vegetali verdi: alghe, briofite, pteridofite, gimnosperme e angiosperme.

La diversità della natura, zoologia. Esemplari della collezione ornitologica.

Il nastro rosso conclude il suo cammino con la zoologia. E' uno spazio dove convivono pacificamente l'inoffensiva testuggine e l'armadillo, insidiosi rettili, l'alce e la tigre.

L'allestimento paleontologico è corredato da grandi immagini e citazioni letterarie. Sono riconoscibili i modelli in resina di un Stephanorhinus elatus (al centro) e di un Herrerasaurus ischigualastensis (a sinistra).

Rinoceronte fossile, riprodotto in grande formato sulla parete ovest, proviene dal fondo librario antico del Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino.

La diversità della natura, paleontologia. Herrerasaurus ischigualastensis, modello in resina.

Sullo sfondo spicca una parete in resina che mostra la colonna stratigrafica "Villafranchiano", dal Pliocene al Pleistocene, dell'area astigiana, e la vetrina dei reperti paleontologici.

Spirale evolutiva, dall'origine della Terra ad oggi. Poster a corredo dell'allestimento paleontologico della macro-area "La diversità della natura".

Adattamenti ed evoluzione
Adattamento, evoluzione e variabilità sono i temi sviluppati nella seconda macro-area, composta da due sezioni, che permettono di scoprire i meccanismi che danno origine alla diversità della vita.

I concetti di selezione naturale, selezione artificiale, nonchè il significato di adattamento all'ambiente e i meccanismi dell'evoluzione, sono esplorabili attraverso postazioni interattive e diorami evocativi dei poli e della savana.

Adattamenti ed evoluzione, zoologia. Esemplari della collezione.

I concetti di selezione naturale, selezione artificiale, nonchè il significato di adattamento all'ambiente e i meccanismi dell'evoluzione, sono esplorabili attraverso postazioni interattive e diorami evocativi dei poli e della savana.

Adattamenti ed evoluzione, zoologia. Esemplari della collezione.

Nella prima sezione un posto d'onore spetta a Charles Darwin e ai suoi lunghi viaggi intorno al mondo, da cui ricavò le osservazioni sulla teoria dell'evoluzione, raccolte nel fondamentale testo "Sull'origine delle specie per mezzo della selezione naturale".

Adattamenti ed evoluzione, zoologia. Esemplari della collezione.

Il viaggio di Charles Darwin del 1831 è ripercorso attraverso una multivisione che permette di seguire le rotte del Beagle.

All'origine della variabilità
Adattamento, evoluzione e variabilità sono i temi sviluppati nella seconda macro-area, composta da due sezioni, che permettono di scoprire i meccanismi che danno origine alla diversità della vita.

La sezione racconta i meccanismi biologici alla base della trasmissione dei caratteri e le modalità con cui le mutazioni e la ricombinazione del materiale genetico determinano nuovi adattamenti.

Riproduzione e variabilità

Dal gene alla proteina

James Dewey Watson, il premio Nobel che con altri scienziati scoprì la struttura del DNA.

Progettazione e allestimento de "Lo spettacolo della natura" sono stati affidati ad un gruppo di aziende ed esperti, coordinato dalla Società Euphon Communication S.p.A.

Riconoscimenti: storia

Curatrice: Enrica Ferrero, redattrice web e nuovi media, Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino.

Direzione: Marisa Long, Dirigente responsabile del Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino.

Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino: aree Comunicazione, Conservazione e Ricerca, Informazione e Documentazione, Museologia e Didattica.

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
In alcuni casi, la storia potrebbe essere stata realizzata da una terza parte indipendente; pertanto, potrebbe non sempre rappresentare la politica delle istituzioni (elencate di seguito) che hanno fornito i contenuti.
Traduci con Google
Home page
Esplora
Qui vicino
Profilo