Guatemala
Scopri l'Arca del Gusto di Slow Food, un patrimonio agroalimentare da salvare

Il cardamomo fece la sua comparsa in Guatemala all'inizio del XIX secolo. Introdotto da un giovane tedesco, Oscar Kloeffer, per aromatizzare medicine, ben presto si diffuse in gran parte del Paese.

Una delle zone in cui la sua coltivazione si è radicata maggiormente è il municipio di Ixcán, nella regione del Quiché, dove si ottiene un prodotto di eccellenza.

Il municipio, uno dei teatri più sanguinosi della guerra civile che ha segnato il paese tra gli anni Ottanta e Novanta del XX secolo, terminando nel 1996, è abitato da indigeni di cinque etnie differenti (Q'eqchì, Q'anjob'al, Mam, Kichè e Ladinos) dedite prevalentemente all'agricoltura.

La diffusione della produzione di cardamomo ha avuto un grande sviluppo nella zona soprattutto negli anni a cavallo del XXI secolo, quando i prezzi di vendita erano decisamente elevati data la grande domanda internazionale (Stati Uniti, Europa e soprattutto i paesi arabi). Tuttavia, la contrazione del mercato degli ultimi anni ha determinato una riduzione drastica dei prezzi con inevitabili conseguenze a livello economico e sociale per la popolazione locale.

Oggi, la coltivazione di cardamomo copre circa il 32% dell'area agricola e coinvolge poco meno del 50% della popolazione contadina di Ixcán, costretta a vendere il proprio prodotto al prezzo di costo nonostante la sua buona qualità.

Coltivato in zone tropicali tra i 600 e i 1500 metri, il cardamomo è il frutto di piante della famiglia delle Zinziberaceae. Si presenta come una serie di piccoli semi scuri racchiusi in gusci verdi. L'aroma è agrodolce, simile a quello del limone.

La raccolta avviene circa tre volte all'anno (in ottobre, novembre e dicembre) ed è manuale.

Successivamente, il cardamomo viene sottoposto a essiccazione per circa 24 ore e dunque preparato per la vendita (è commercializzato direttamente il seme, in grani o in polvere). Il cardamomo è antisettico, facilita la digestione ed è considerato un vero e proprio antidoto contro i malanni legati all'età.

Per tutelare questa produzione Slow Food ha avviato un Presidio che coinvolge circa 130 famiglie che coltivano la varietà di cardamomo più pregiata per dimensione, colore e aroma: il “verde”.

Nel 2000 è nata la Asociación Integral de Productores Orgánicos de Ixcán (Asipoi), che opera per promuovere nelle comunità del municipio processi di sviluppo sostenibili dal punto di vista ambientale, economico, sociale e culturale. Il Presidio ha coinvolto le comunità e le famiglie di produttori interessate al progetto e ha lavorato alla stesura di un disciplinare di produzione per migliorare la filiera produttiva.

Il lavoro del Presidio si è focalizzato sullo studio di trasformati a base di cardamomo (in particolare un infuso e un liquore) e sulla loro promozione sul mercato nazionale. Inoltre, grazie anche al contributo della Fondazione Slow Food per la Biodiversità, è stato costruito un magazzino per stoccare il cardamomo.

Che cos’è un Presidio Slow Food?

I Presìdi Slow Food sono progetti che sostengono le piccole produzioni tradizionali che rischiano di scomparire, valorizzano territori, recuperano antichi mestieri e tecniche di lavorazione, salvano dall'estinzione razze autoctone e varietà di ortaggi e frutta.

Visita il nostro sito: http://www.fondazioneslowfood.it/presidi

Riconoscimenti: storia

Photos — Luca Rinaldini

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
In alcuni casi, la storia potrebbe essere stata realizzata da una terza parte indipendente; pertanto, potrebbe non sempre rappresentare la politica delle istituzioni (elencate di seguito) che hanno fornito i contenuti.
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