Repubblica Dominicana       
Scopri l'Arca del Gusto di Slow Food, un patrimonio agroalimentare da salvare

La Repubblica Dominicana si trova nella parte orientale dell'isola di Hispaniola che, a sua volta, è al centro dell'arcipelago delle Antille. Il caffè fu introdotto dai coloni spagnoli attorno al 1780 nella parte più occidentale dell'isola, al confine con Haiti, per poi diffondersi in gran parte del paese.

Una delle aree maggiormente vocate si dimostrò sin dal principio la Sierra di Neyba. 

Dichiarata Parco Nazionale nel 1995, la Sierra di Neyba occupa parte delle province di Elías Piña, San Juan, Indipendencia e Bahoruco e si sviluppa tra due catene montuose parallele (Montagnes Noires e di Trou d'Eau di Haiti). Il Presidio è nato nella zona a cavallo delle province di Indipendencia, Bahoruco e Elias Piña della Sierra di Neyba.

Qui i piccoli produttori, organizzati in associazioni e cooperative, coltivano sopra i 1250 metri un eccellente caffè di montagna, solo delle varietà di arabica typica e caturra. Le piccole piantagioni crescono su terreni arenosi ed argillosi all'ombra di alberi ad alto fusto e la lavorazione del caffè è quella tradizionale, che prevede - dopo la raccolta - la spolpatura, una breve fermentazione, la lavatura e l'essiccazione. Tutte le fasi sono realizzate su piccola scala a livello locale ed è escluso qualsiasi trattamento chimico.

Nei primi anni '90 la coltivazione del caffè era particolarmente sviluppata nella zona: più di 450 famiglie, organizzate in diverse associazioni di produttori, erano totalmente impegnate nella difficile arte della produzione di caffè.

A seguito della grave crisi cafetalera a metà degli anni '90 più del 70% delle famiglie che coltivavano caffè dovette lasciare l'attività. L'abbandono della coltivazione del caffè si è tradotta in tre fenomeni: la massiccia emigrazione verso le baraccopoli delle città, la sostituzione del caffè con pascoli e produzioni a ciclo breve come la yautìa (un tubero locale) e, come inevitabili conseguenze deforestazione, suoli impoveriti, riduzione della disponibilità di acqua.

Per recuperare l'antica tradizione e migliorare la produzione di caffè, dal punto di vista quantitativo e qualitativo, è stato necessario puntare su alcuni elementi cruciali: innalzare la soglia altimetrica delle piantagioni; incentivare l'impianto della varietà typica, originaria della zona, e caturra, più rustica e produttiva; introdurre alberi ad alto fusto: di avocado, zapote, guanàbana, agrumi, mango e altri ancora.

Riconoscimenti: storia

Photos — Archivio Slow Food

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