Francia
Scopri l'Arca del Gusto di Slow Food, un patrimonio agroalimentaire da salvare 

Particolarmente adatta ai lavori agricoli che esigono una certa potenza, calma e resistenza alla calura, la razza bovina mirandaise (detta anche “gasconne aréolée”, per via del contorno rosato degli occhi e delle mucose), originaria della località di Mirande nel Gers, era largamente diffusa fino alla metà del XX secolo.

I buoi, di grande stazza e rinomati per la loro forza (possono raggiungere i 1100 chili), erano indispensabili per lavorare i suoli duri di quel territorio.   Il manto della mirandaise è spesso bianco con macchie grigie e il muso e gli zoccoli solitamente neri.    

A fine carriera, i buoi erano ingrassati e fornivano una carne ricca di grassi interstiziali, rinomata per la consistenza tenera e il sapore eccezionale.

La meccanizzazione dell’agricoltura portò all’abbandono di questa razza e, alla fine degli anni Settanta, non restavano che 150 vacche e un solo toro di razza pura presso alcuni agricoltori rimasti a margine del movimento dominante di standardizzazione, che spingeva ad allevare frisone da latte. Nel primo decennio degli anni 2000 non restavano che circa 1400 capi.    

Nonostante la vacca mirandaise non sia più impiegata per lavorare la terra, è comunque tuttora apprezzata dagli allevatori per la sua buona capacità di riproduzione e l’attitudine all’ingrasso. In una regione in cui le colture estensive fanno sempre più concorrenza all’allevamento, la sua rusticità le conferisce un innegabile vantaggio nella riconquista delle colline da pascolo anche più impervie.

Riconoscimenti: storia

Photos — Archivio Slow Food

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