Malesia
Scopri l’Arca del Gusto di Slow Food, un patrimonio agroalimentare da salvare

Unico e diverso al tempo stesso, il pepe nero è forse la spezia più conosciuta e usata al mondo, patrimonio delle cucine di popoli differenti e lontani. Il pepe rappresenta un quarto del commercio mondiale del settore e risulta quindi la spezia con il maggior peso economico. Ciononostante, o forse proprio a causa della sua enorme diffusione, sono pochi a conoscere la provenienza di questo prodotto

Originario del Sudest asiatico, il Piper nigrum si diffuse in Malesia oltre 2000 anni fa nella fertile zona del Sarawak (uno dei due stati malesi dell'isola del Borneo), dove ancora oggi si coltiva in circa 13.000 ettari.

Il fiume Rimbàs scorre in una zona interna, agricola e lontana da grandi centri abitati, dove vivono gli Ibans, la popolazione nativa più numerosa del Sarawak, che coltivano ancora il kuching, varietà locale di pepe nero.

Il villaggio di Babu Sedebau è composto da 12 famiglie che vivono tutte sotto lo stesso tetto, nella caratteristica struttura su palafitte detta longhouse, esemplificazione del forte senso comunitario degli Ibans: a ogni famiglia corrispondono una porta e un appartamento, ma tutte si affacciano su una lunga veranda comune. Tr. Nyuang, capo della comunità, sancisce il possesso della terra al primo che la coltiva, di modo che il passaggio della terra di padre in figlio avvenga in modo corretto, e controlla che tutti i campi intorno alla longhouse siano coltivati.

I campi di pepe sono piccoli (la grandezza media è di circa un ettaro, con 200-300 piante) e i filari sono disposti su un dolce declivio, indispensabile per evitare l'eccesso di acqua nel terreno, causato dalle abbondanti piogge tropicali.

La pianta ha la forma di un cespuglio e cresce intorno a un palo di ironwood (belian), il legno più duro e resistente in natura, l'unico in grado di reggere il clima equatoriale. I grani di pepe vanno raccolti quando dal verde iniziano a tendere al giallo paglierino, sono dunque lavati in acqua e poi lasciati ad asciugare al sole.

Il pepe è una coltura poco redditizia rispetto all’albero della gomma o alla palma da olio, richiede molto lavoro e, a differenza del riso, non è un bene primario; per questo motivo alla cura delle piante le famiglie dedicano solo il tempo residuo.

Il principale obiettivo del Presidio consiste nel migliorare la qualità del pepe, aumentando il numero dei raccolti annuali e il processo di lavorazione, dal lavaggio all’essiccazione. In questo modo i produttori potranno spuntare prezzi migliori e dedicare più tempo alla coltura di questa varietà di pepe, altrimenti destinata all’estinzione.

Che cos’è un Presidio Slow Food?

I Presìdi Slow Food sono progetti che sostengono le piccole produzioni tradizionali che rischiano di scomparire, valorizzano territori, recuperano antichi mestieri e tecniche di lavorazione, salvano dall'estinzione razze autoctone e varietà di ortaggi e frutta.

Visita il nostro sito: http://www.fondazioneslowfood.it/presidi

Riconoscimenti: storia

Photos — Alberto Peroli

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
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