Belgio
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Oostduinkerke, lungo la costa occidentale belga sul Mare del Nord, è l’unico posto in Europa dove si pratica ancora l’arte della pesca dei gamberi a cavallo.

I gamberi grigi (Crangon crangon), detti localmente crevette grise o grijze garnaal in francese e fiammingo rispettivamente, sono di colore grigiastro-marrone e si trovano nelle acque poco profonde. Sono tipicamente lunghi 30-50 mm, sebbene siano stati trovati anche esemplari di 90 mm. Si nutrono di notte e durante il giorno restano sotto la sabbia per sfuggire a uccelli e pesci predatori. Fuoriescono solo le antenne.

I gamberi sono pescati per due-tre ore al giorno, normalmente tra i mesi di marzo e maggio e poi di nuovo a settembre. In primavera e per un breve periodo in autunno, i cavalli attraversano le acque del mare all’altezza del Schipgatduinen (una preziosa quanto fragile riserva naturale di 45 ettari) e nei pressi di Groenendijk. I pescatori siedono su selle di legno attaccate a larghe reti trascinate dietro i cavalli.

Ogni rete è mantenuta orizzontale da due assi laterali: il fondo della rete è quindi trascinato sulla sabbia mentre la parte superiore galleggia. Il metodo è in uso, immutato, da generazioni, sebbene le reti odierne siano solitamente larghe otto metri rispetto ai quattro del passato e realizzate con nylon più resistente.

I cavalli, grandi e robusti (il belga da tiro), avanzano nell’acqua fino a immergere tutta la gamba. Di tanto in tanto cavalieri e cavalli tornano a riva per svuotare le reti e depositare i gamberi catturati nelle ceste appese ai due fianchi degli animali.

Nel dicembre 2013 l’UNESCO ha aggiunto la pesca a cavallo dei gamberi all’elenco del patrimonio culturale immateriale dell’umanità. I gamberi catturati dai pescatori a cavallo sono eccezionalmente freschi e una vera delizia quando sono cucinati. Sono molto apprezzati in Belgio e nei paesi vicini.

Sono l’ingrediente alla base del piatto chiamato tomate-crevette, dove i gamberi sono uniti alla maionese e serviti dentro un pomodoro fresco svuotato. La crocchetta ai gamberi è un’altra specialità belga: i gamberi sono posti all’interno di una crocchetta in pastella, insieme al formaggio fuso. I gamberi grigi freschi, con tutto il carapace, sono spesso serviti come snack di accompagnamento a una birra, tipicamente una lambic o una rossa fiamminga come la Rodenbach.

In passato, questa attività era diffusa in tutto il mare del Nord, dove la spiaggia dalle acque basse la rendeva possibile. Gli archivi di Bruges del 1510 testimoniano che la pesca di gamberi a cavallo era già praticata all’epoca con la cosiddetta tecnica “seynevissen”, ossia la pesca con una sciabica trascinata da due cavalli.

Nell’abbazia Ter Duinen, fondata dall’ordine dei Cistercensi nel comune di Koksijde, il contabile registrò nei libri del 1564 alcune spese per l’acquisto di seynen (reti) e articoli correlati. Quest’ordine religioso solo raramente mangiava carne al posto di prodotti ittici, in occasione di feste comandate. Così, sebbene non praticassero direttamente la pesca a cavallo, certamente sostenevano tale attività locale Ancora oggi, durante l’ultimo fine settimana di giugno, la tradizione della pesca a cavallo è celebrata durante la festa locale del gambero, un’ode al mare e ai gamberi, con protagonisti i pescatori a cavallo.

Ancora oggi, durante l’ultimo fine settimana di giugno, la tradizione della pesca a cavallo è celebrata durante la festa locale del gambero, un’ode al mare e ai gamberi, con protagonisti i pescatori a cavallo.

Tuttavia, nel 2014 erano rimasti attivi solo 12 pescatori a praticare questa tecnica. Il loro numero è fluttuato negli anni: nel 1785 erano 27 nell’attuale area di Koksijde; nel 1905 erano 15 i pescatori registrati; dopo il 1918 il loro numero tornò a 20 e intorno agli anni ’40 era arrivato a 40. Senza giovani che portino avanti la tradizione, questo metodo di pesca e la cattura locale di gamberi grigi rischiano di scomparire.

Riconoscimenti: storia

Photos and videos — Francesco Weber
Photos — Duru Ozupek

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
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