Kenya
Scopri l'Arca del Gusto di Slow Food e il patrimonio agroalimentare da salvare

In Kenya, nella regione del Pokot occidentale, da sempre le comunità dei villaggi di Tarsoi, Tartur, Lition e Chaunet producono un alimento insolito: uno yogurt fatto con latte di vacca (incroci fra razze locali e zebù) e di capra di razza galla, mescolato alla cenere di cromwo, un albero autoctono.

Conosciuto nel dialetto locale come mala ya kienyeji o kamabele kambou, lo yogurt con la cenere era di estrema importanza nella dieta della comunità di Pokot e, in particolare, rappresentava uno degli alimenti principali per i pastori in cerca di pascoli.

Lo yogurt con la cenere - ottenuto da latte crudo - ha una consistenza omogenea, densa ma fluida. Dal latte di vacca e di capra - che sono lavorati separatamente - si ottengono due diverse varietà di yogurt: il primo è riservato agli uomini, il secondo - dal sapore intenso e rinomato per il valore nutritivo - a donne e bambini.

Il sapore dello yogurt varia anche a seconda della durata della fermentazione. Gli animali sono alimentati al pascolo e la mungitura si effettua manualmente due volte al giorno.

Il latte si raccoglie nei calabash, tradizionali contenitori ricavati dalle zucche della varietà gourd, e si lascia riposare per almeno tre giorni.

Queste zucche - che hanno una buccia molto dura - sono scavate all'interno, essiccate e affumicate sul legno di cromwo, lo stesso albero dal quale si ricava la cenere.

Una volta scolato il siero, i contenitori sono richiusi e agitati con movimenti regolari. Quando lo yogurt è pronto, si aggiunge la cenere, che ha potere disinfettante, migliora il gusto (dando una nota aromatica) e conferisce un caratteristico colore grigio chiaro.

Oggi, l'allevamento è meno diffuso e, di conseguenza, è diminuita la disponibilità di latte, con una conseguente riduzione drastica della produzione di yogurt, ormai prodotto da poche famiglie per il consumo privato.

Nel 2009, in seguito a una ricerca sui cibi tradizionali della regione di Molo realizzata da studenti dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche (Pollenzo, Cuneo), si è deciso di avviare un Presidio Slow Food per tutelare lo yogurt dei Pokot.

La Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus, con la consulenza di alcuni tecnici, sta aiutando i produttori a migliorare la qualità, gestendo al meglio ogni fase di produzione: dalla salute degli animali alla mungitura alla lavorazione e conservazione del latte. Inoltre, il Presidio sta lavorando per far conoscere il prodotto nella regione e nelle aree circostanti e fornire ai produttori occasioni di scambi internazionali per poter condividere informazioni.

Che cos’è un Presidio Slow Food?

I Presìdi Slow Food sono progetti che sostengono le piccole produzioni tradizionali che rischiano di scomparire, valorizzano territori, recuperano antichi mestieri e tecniche di lavorazione, salvano dall'estinzione razze autoctone e varietà di ortaggi e frutta.

Visita il nostro sito: http://www.fondazioneslowfood.it/presidi

Riconoscimenti: storia

Photos — Oliver Migliore
Presidium supported by — Stiftung Drittes Millenium

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
In alcuni casi, la storia potrebbe essere stata realizzata da una terza parte indipendente; pertanto, potrebbe non sempre rappresentare la politica delle istituzioni (elencate di seguito) che hanno fornito i contenuti.
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