400 d.C.

IL MARMO APUO-VERSILIESE

Unioncamere

“Al paragone con qualsiasi altro marmo, se si eccettuano quelli dell’antica Grecia che lo pareggiano ma non lo superano, si nota l’eccezionale bianchezza e l’assoluta obbedienza ai colpi dello scalpello...”
 M. Pieri – 1958

La Storia

Il territorio apuo-versiliese ospita una delle più antiche attività produttive che la regione Toscana conosca, svolta senza interruzione dal periodo pre-romano ad oggi con varie intensità e caratteristiche, ma sempre con una rinomanza di produzione e una indiscutibile “personalità”, che costituisce un filo storico costantemente rintracciabile nel corso del tempo.

Le particolari qualità specifiche del marmo apuo-versiliese ne hanno fatto un materiale di uso pregiato e ricercato, dai tempi in cui i romani lo usavano per monumenti, statue e oggetti d’uso nelle case patrizie, alle opere di Michelagelo e sino ai nostri giorni, in cui il bellissimo statuario, il celebrato Bianco “P” (marmo bianco senza venature), sostanzia le sculture e le opere dei maggiori artisti viventi.

Gli atelier, aperti in tutto il comprensorio, sono meta frequentata da allievi e maestri di scultura provenienti da ogni parte del mondo a conferma di un prestigio attuale e particolarmente vissuto. Michelangelo Buonarroti, il grande scultore dell’epoca rinascimentale, per volontà di Papa Leone X trascorse tre anni sulle Apuane, costruendo una strada che giungeva fino al mare e adoperandosi per aprire le cave di Trambiserra e La Cappella.

Il Rinascimento compì il miracolo che il Papa Mediceo aveva sognato per la terra apuana aprendo e coltivando cave di marmi bianchi, venati, bardigli e brecce policrome, proseguendo la strada di Michelangelo fino al cuore della montagna, da cui Giambologna trasse il primo blocco di marmo statuario.

Gli operatori stranieri che hanno rapporti d’affari e che frequentano gli studi, i laboratori e le aziende del comprensorio lapideo non mancano di stupirsi di fronte al grandioso e formidabile paesaggio delle cave, riconoscendo a questa regione un primato che non è soltanto memoria storica.

Le Fasi di Produzione

Una prima parte di attività viene svolta a monte e riguarda l’estrazione del marmo locale con uso di tecnologia avanzata. A valle si svolgono poi le altre attività di trasformazione.

Il blocco viene tagliato in molti modi: prevalentemente in lastre o in masselli che vengono poi sagomati, lucidati e rifiniti in fogge e dimensioni diverse. L’introduzione recente di nuovi macchinari computerizzati ha portato a nuove forme e realizzazioni in tempi veloci e con modalità molto più accurate.

Le macchine waterjet  per i tagli a laser d’acqua consentono di ottenere con relativa facilità intarsi precisi e forme complesse. Lo stesso vale per le tecniche di invecchiamento artificiale dei prodotti, che riproducono l’azione del tempo, e offrono un manufatto antichizzato che viene molto apprezzato.

L’ingresso dell’automazione e dell’elettronica ha compiuto il cambiamento più profondo del ciclo di lavorazione della pietra, spostando dall’uomo alla macchina alcune delicate funzioni di controllo e conferendo all’uomo un altro ruolo.

Anche il profilo professionale per lo svolgimento di alcune mansioni interne al ciclo si è progressivamente modificato, portando nella filiera lapidea il bisogno di competenze tecniche più specifiche.

Rimangono, accanto ai profili più qualificati, anche quelli più tradizionali, parte importante, talvolta, anche del percorso tecnico, perché insegnano a conoscere la materia e quindi ad applicarvi meglio il processo automatizzato, oltre che avere uno spazio di tutto rilievo in alcune nicchie produttive di eccellenza.

Sono proprio queste produzioni artigianali che permettono al distretto di conservare la leadership di mercato e consentono di ancorare il settore ad un know-how locale, che ne costituisce il patrimonio fondamentale creativo e distintivo.

Nelle botteghe artigiane e nei laboratori artistici prendono forma sculture, pezzi di arte funeraria e di arredo urbano, arredi per interni, oggettistica e splendidi mosaici.

Il Territorio

Le Alpi Apuane sono note in tutto il mondo per le famose cave di marmo. Qui si estraggono i preziosi marmi bianchi, che poi, abilmente lavorati, sono inviati in tutto il mondo.

Tanti sono i giacimenti da cui provengono i blocchi nella loro ricca varietà di colori e di grana: Calacatta, Arabescato, Bardiglio, Cardoso, Brecce e Cipollino hanno fatto la storia di grandi imprese e sono utilizzati per gli impieghi più vari.

Il Distretto è caratterizzato da vari fattori di competitività, elementi distintivi ed importanti per il suo sviluppo.

L’alta specializzazione che caratterizza le maestranze permette alle aziende e ai laboratori l’immissione nel mercato globale di prodotti ad alto valore aggiunto che coniugano i contenuti di una conoscenza ed un expertise secolari nella lavorazione della pietra per la soddisfazione di un mercato sempre più esigente e mutevole.

La pietra lavorata nel distretto apuo-versiliese ha raggiunto le più importanti costruzioni ed opere architettoniche nel mondo, segno di un prestigio e di una tradizione consolidata nel tempo.

Un valore che proviene dall’applicazione di severi standard di qualità, da un diffuso utilizzo delle più avanzate tecnologie e da una profonda e radicata cultura del marmo.

Nei caratteristici laboratori della Versilia, in particolare nelle cittadine di Pietrasanta, Querceta e Seravezza, prendono vita le opere d’arte che vanno ad impreziosire palazzi governativi, chiese, musei e parchi pubblici.

Nei centri antichi dei paesi, le botteghe artigiane sono meta continua di visitatori provenienti da tutto il mondo.

Qui si tramandano gli antichi mestieri di scalpellino, ornatista, sbozzatore.

Il distretto oggi si distingue anche per la presenza nella sua area di qualificati centri servizi per la formazione ed il trasferimento dell’innovazione tra i quali il Cosmave, consorzio per lo sviluppo dell’attività marmifera della Versilia e l’IMM (Internazionale Marmi Macchine).

Riconoscimenti: storia

Curatore — Camera di commercio di Lucca

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
In alcuni casi, la storia potrebbe essere stata realizzata da una terza parte indipendente; pertanto, potrebbe non sempre rappresentare la politica delle istituzioni (elencate di seguito) che hanno fornito i contenuti.
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