Padiglione del Montenegro Aleksandar Duravcevic

Montenegro - Biennale Arte 2015

Ti ricordi Sjećaš li se You remember

Aleksandar Duravcevic (Montenegro 1970) vive a Brooklyn, NY. Ha studiato alla Facoltà d'Arte dell'Università del Montenegro "Veljko Vlahovic" a Cetinje in Montenegro (Yugoslavia) dal 1990 al 1992, alla Scuola Internazionale di Specializzazione in Grafica d'Arte "Il Bisonte" di Firenze dal 1993 al 1995; ha conseguito un MFA al Pratt Institute di Brooklyn (NY). È stato Visiting Associate Professor al MFA del Pratt Institute di New York ed è Visiting Professor al MFA dell'Hunter College di Brooklyn (NY).
Come mi manchi
"Su carta nera, supporto molto usato dall'artista per i suoi disegni, Aleksandar Duravcevic traccia con la grafite una memoria passata, un frottage di un'incisione che si trova su un angolo di un palazzo veneziano, una lettera d'amore, la speranza di un amore. Come mi manchi." Daria Filardo

SV.LE.LABRA.E.NEL. CORE.
SEMPRE.MI.SIA.
IN.VITA.E.IN.MORTE.
IL.NOME.TUO.O.MARIA

"Lo trasferimento mimetico di un messaggio secolare è l'occasione per dimostrare il potere riflessogena del gioco d'identità." Anastazija Miranovic

Red
"Articolando il simbolismo del colore rosso nel gruppo di video opere suggestivamente intitolate Red, Duravcevic lucidamente e concisamente contestualizza le identità tradizionali tipiche del territorio – dalla natura morta "da camera", radicata nel genere, con melograni in un cesto di vimini, alle carcasse di animali scuoiati, i feroci combattimenti di cani e le mani di una donna anziana che puliscono e raccolgono con pazienza i chicchi di melograno. Dall'essenza di vita all'essenza di morte – succo o sangue, rosso è il colore della bandiera montenegrina." Anastazija Miranovic

A scene of a dogfight was taken in Podgorica, where kids were fighting dogs all the time. In other words, instead of fighting amongst themselves, which they also did, they would fight dogs.

Artist noted that the fourth video, picturing the slaughter of a calf in a public market, makes a strong reference to Rembrandt's “Carcass of Beef" that also inspired Soutine's “Side of Beef".

Room No.2
"Room No.2 è una grande installazione in cui è ricreata una stanza con pareti di legno, intagliato dall'artista. Il legno è complicato da ornamenti, è denso di curve, presenza forte di un tempo pieno di materia. Non superfici lisce e semplici, ma al contrario un luogo articolato e ricco. La stanza appare annerita, è stata bruciata lungo tutta la superficie (nella faccia rivolta al visitatore). È la memoria di una rovina, di una materia che porta i segni della sua distruzione, un luogo che riconosciamo ma che non sappiamo più usare, una reliquia." Daria Filardo

"...non si tratta del rudere romantico (della poetica del decadimento materiale), ma degli effetti rovinosi (in un vero e proprio senso materialista) della negazione romantica e non dialettica della tecnologia in quanto produzione storica." Philip Glahn

Identity
"Una grande scritta dove le lettere acquistano una dimensione scultorea e suggeriscono un'idea di permanenza attraverso il materiale classico. Alla lettura però, il testo racconta di una labilità e difficoltà nella definizione dell'identità a partire dallo sguardo dell'altro." Daria Filardo

Artist noted that this work, remade in bronze, is self-explanatory and it’s playing with stereotypes and with the ways that we see each other in the 21st century.

Waiting
"L'unica cosa che rimane negli intermezzi dell'implacabile attesa sono i ricordi che abbiamo. Sono sempre presenti, non ci tradiscono mai, tranne quando glielo permettiamo. Le persiane e i davanzali bianchi incorniciano il nero della camera vuota e tranquilla, riempita dall'ansia e dell'attesa che appare e scompare. Per quanto sbagliato possa essere, il ruolo passivo della donna è dettato dalla tradizione e la storia montenegrina. È lei quella che attende, intrappolata in una passività paralizzante, mentre Lui, il "predatore" invisibile, è il protagonista dell'azione, colui che decide in tutte le questioni della vita. La donna è un sostegno sensibile e sicuro della manifestazione della potenza del principio maschile. Tutto il palcoscenico della vita del Mediterraneo dimostra una simile divisione stereotipata dei ruoli." Anastazija Miranovic
Riconoscimenti: storia

56. Esposizione Internazionale d’Arte
Padiglione del Montenegro

Prodotto da: Nenad Soskic
Artista: Aleksandar Duravcevic
Commissario: Anastazija Miranovic
Commissario Aggiunto: Danica Bogojevic

Produzione della mostra e del catalogo: Centro d'Arte Contemporanea del Montenegro, Podgorica

2015
Ptoduz

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
In alcuni casi, la storia potrebbe essere stata realizzata da una terza parte indipendente; pertanto, potrebbe non sempre rappresentare la politica delle istituzioni (elencate di seguito) che hanno fornito i contenuti.
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