Bosnia and Herzegovina: Currents of water and art

Imago Mundi

Artisti contemporanei dalla Bosnia e Herzegovina

PONTI D’ARTE
L’Immagine del Mondo è un gigantesco tappeto musivo. È composto da migliaia di tessere del formato 10x12 cm. Ogni tessera è un microcosmo nel macrocosmo. Ogni tessera racconta di un mondo interiore e di uno spazio nell’universo. Ogni tessera è inserita in una struttura espositiva che è un piccolo mosaico di un ipotetico gigantesco mosaico.

Narcis Kantardžic - Untitled (2015)

I primi mosaici della storia risalgono al V secolo a.C ma è stato in epoca bizantina che questa tecnica ha raggiunto il massimo splendore. Nelle decorazioni parietali e sui pavimenti delle basiliche delle città imperiali, le tessere vetrose, smaltate e in oro zecchino, creano con la luce intensi, scintillanti effetti cromatici e delicate sfumature. Dietro ogni ciclo musivo vi era un programma iconografico preciso e coerente. Ogni singola tessera concorreva alla creazione di un unicum, un insieme, una specifica narrazione.

Nebojša Šerić Shoba - Untitled (2013)


Jasenko Gavric - Decision (2015)


Così, nel Mosaico del Mondo ogni tassello ha una vita propria, rivela la propria identità ma partecipa a un programma unitario.
Per realizzare il suo progetto, un enorme mosaico di opere contemporanee, Luciano Benetton ha chiesto la partecipazione di artisti di tutto il mondo, a comporre, con le proprie energie, un coro polifonico di singole voci. L’arte, per diventare fruibile, deve essere supportata da un progetto narrativo, un tema che le assegni un valore e che la renda comprensibile ai più.

Damir Šabić - Bodyscapes (2015)


In questo specifico caso, il sogno che sottende il progetto è la creazione di un grande Museo dell’Arte Contemporanea mondiale, una fotografia globale del nostro tempo. E mentre le mostre, le Biennali, le Triennali, le Esposizioni internazionali, che dagli inizi degli anni Novanta sono in continuo aumento, vengono organizzate in un luogo specifico e, dopo un certo tempo vengono smantellate, questo colossale museo continua a vivere, ad arricchirsi di sempre nuova linfa vitale e a essere a sua volta ospite dei grandi musei del mondo.

Admira Bradarić - Untitled (2015)


Tra i già molteplici paesi che hanno aderito all’iniziativa, ve ne è uno piccolissimo, di appena 3 milioni e settecentomila abitanti: la Bosnia ed Erzegovina, da Bosna, il fiume che nasce vicino a Sarajevo e che significa “acqua che scorre”, ed Erzegovina che etimologicamente significa Ducato.
Si potrebbe fantasticamente chiamarla il “Ducato dell’acqua che scorre”. Un paese con una storia millenaria e complessa che forse varrebbe la pena raccontare brevemente per contestualizzare la produzione artistica.

Miodrag Manojlovic - Don’t ask me… (2015)


Terra di attraversamenti, conquiste e migrazioni, come l’Italia, viene annessa nel IV secolo all’Impero Romano e conosce quindi un grande sviluppo. Al suo declino, la linea di separazione tra Impero Romano d’Occidente e Impero Romano d’Oriente, corre lungo il fiume Drina e la Bosnia ed Erzegovina diventa una specie di cuscinetto tra i due mondi, terra di frontiera e porta di accesso e transito tra Occidente e Oriente. Dopo la caduta di Roma tutta l’area danubiana subisce varie invasioni dagli Slavi ai Turchi che, nel 1463, annettono la Bosnia all’Impero Ottomano e fanno di Sarajevo la capitale della nuova provincia. Nei quattrocento anni di dominazione turca il paese diviene una zona di incontro-scontro tra il mondo occidentale e quello orientale, tra il mondo cristiano e quello musulmano. Nel XIX secolo le rivolte nazionalistiche contro la Turchia si concludono con l’assoggettamento della Bosnia ed Erzegovina all’Impero Austro-Ungarico. Il risentimento per la
nuova occupazione culmina con l’attentato all’Arciduca Francesco Ferdinando d’Asburgo, casus belli della prima Guerra Mondiale che si conclude con lo smembramento dell’Impero Austro-Ungarico e l’annessione della Bosnia ed Erzegovina nel regno di Jugoslavia. Invaso nel 1941 dalla Germania,
il paese viene liberato dalle forze partigiane jugoslave, guidate dal maresciallo Josip Broz Tito, e ottiene lo statuto di repubblica in seno alla Federazione Jugoslava. La morte di Tito, avvenuta nel 1980, segna il tramonto del socialismo e l’emergere, all’interno della Federazione, di nazionalismi e rivendicazioni indipendentiste che sono all’origine degli ultimi e drammatici eventi storici.

Emir Krajišnik - The other side (2015)

La Bosnia ed Erzegovina è un territorio prevalentemente montuoso, coperta da fitte foreste e ampi fondovalle solcati da corsi d’acqua che ne modellano significativamente il territorio. È chiamata la terra dell’oro
blu o anche la terra dei fiumi. Nell’alveo della Neretva, dell’Una, della Sava, della Sana, della Drina, della Bosna e del Vrbas scorrono acque smeraldine. In primavera, quando la neve si scioglie, il colore verde sfida la tavolozza cromatica; gli abitanti di queste zone affermano che molti di questi fiumi sono potabili. L’unico fiume a sfociare nell’Adriatico è la Neretva e si getta nel mare in modo trionfale. Gli altri rigano il territorio, in modo solenne e pacifico o con impeto ed esuberanza.

Mladen Miljanovic - Occupo 2013 (2015)

Marijana Pažin-Ivešić - Untitled (2015)

Negli anni, ho attraversato in lungo e in largo la Bosnia. Occuparmi di arte contemporanea in questo paese mi è sembrato il logico coronamento di un percorso personale.

Amela Hadžimejlic - I have a wish (2015)

Per capire la Bosnia mi sono affidata alla lettura di Ivo Andrić e del suo capolavoro “Il ponte sulla Drina”, scritto settant’anni fa e un poco dimenticato. Attraverso la storia di un ponte a undici arcate voluto nel XV secolo dal visir Mehmed Pascià Sokolovic a Visegrad, sotto cui “la Drina sembra sgorgare con tutto il peso della sua massa d’acqua, verde e schiumosa, da una catena ininterrotta di nere e ripide alture”, Andrić narra dello scorrere del tempo in questo angolo di mondo, crocevia di popoli e culture, a cavallo com’era tra l’occidente e l’oriente. Racconta “il grande ponte di pietra, che secondo gli intendimenti e la pia decisione del visir Mehmed Pascià Sokolovic doveva unire, come l’anello di una catena, le due parti dell’impero, e facilitare ‘per amore divino’ il transito da occidente a oriente e viceversa”.

Esmir Prlja - Introduction to complexity (2013)


Un ponte non è mai semplicemente un ponte, come afferma Heidegger. Esso infatti può esprimere ancora molte cose e diventare un simbolo. Il suo esistere fisicamente e architettonicamente contribuisce a organizzare lo spazio fisico ma manifesta altresì una serie di significati. Il ponte consente il passaggio da una sponda all’altra, la comunicazione tra le due rive, e costituisce, metaforicamente, un punto di congiunzione tra culture e mondi diversi, perché la diversità arricchisce la convivenza.

Boris Hodak - I scream, you scream, we all scream for icecream (2015)


Il titolo della collezione “Correnti d’acqua e arte” vuole significare molte cose. Ricordare le acque naturali che fluiscono sotto i numerosi ponti e accostarle allegoricamente alle varie forme di espressione che “scorrono” nell’epoca contemporanea.

Selma Selman - Self portrait (2015)

Dalida Karić-Hadžiahmetovic - Freedom (2013)


La collezione è composta da opere di professionisti affermati, insegnanti nelle Accademie e negli Istituti più prestigiosi, presenti da decenni sulla scena nazionale e internazionale, e da giovani artisti emergenti che stanno timidamente cercando una propria dimensione nel panorama artistico. Lo spazio esiguo della tela non ha costituito un limite alle molteplici forme di espressione che si caratterizzano per alcuni con la rottura con il passato e una maggiore manifestazione diretta dell’animo, per altri con un recupero della tradizione e un’adesione ai canoni di un solido classicismo.

Maja Bajrić - Self portrait (2015)


Molti artisti hanno fatto ricorso ai linguaggi e alle tecniche più svariate che contraddistinguono l’arte contemporanea, luogo cardinale della sperimentazione e anche trasgressione: non solo pittura, a olio o acrilica, ma anche fotografia, ricamo, uncinetto, utilizzo dei materiali e oggetti più svariati. In molte di queste piccole tele l’importanza sensoriale è marcata: i colori sono intensi, brillanti, pastosi. A volte si prolungano addirittura sul retro, come continuazione o come ulteriore sviluppo di un pensiero. Il risultato è uno straordinario ed eterogeneo insieme di immagini, parte di un’idea globale, una Mappa Mundi dell’arte contemporanea.

Alisa Čaber - Fare thee well (2015)


Tutto questo mi riporta con la mente a un oggetto che qualche anno fa mi ha affascinato perdutamente: un gigantesco mappamondo del peso di 34 kg realizzato nel 1869, esposto nel Museo Nazionale dei Gioielli che si trova nell’enorme cassaforte della Banca Centrale dell’Iran a Teheran. Vi si accede attraverso una porta d’ingresso dello spessore di 25 cm e sofisticati sistemi di sicurezza. Questo straordinario globo è composto da 51.366 pietre preziose: i mari sono di smeraldo, la terra ferma di rubini, l’Iran, l’Inghilterra e la Francia sono tempestate di diamanti. Ogni pietra preziosa, minuziosamente collocata una accanto all’altra, è uno stato, un pezzetto di territorio, una superficie abitata, una preziosa e singolare Immagine del Mondo.

Maja Dodig - Untitled (2015)

Ševko Husić - Untitled (2015)


Mi piace pensare che anche la Bosnia ed Erzegovina con la sua partecipazione al progetto abbia trovato uno spazio concreto in questo enorme mosaico, emozionante Wunderkammer!

Manuela Da Cortà — Curatrice del progetto Imago Mundi Bosnia ed Erzegovina

Sadko Hadžihasanovic - Super shoot (2013)


http://imagomundiart.com/collections/bosnia-and-herzegovina-currents-water-and-art

Riconoscimenti: storia

Curator
Manuela Da Cortà
Adnan Hozo

Organization
Valentina Granzotto

Editorial coordination
Enrico Bossan

Texts
Luciano Benetton
Manuela Da Cortà
Vildana Dervisbegović

Editing and Translation
Manuela Da Cortà
Sara Favilla
Adnan Hozo
Dijana Kačavenda
Nabila Yacub

Art direction
Daniele Tonon

Photography
Marco Zanin

Production
Marco Pavan

Cover
Adnan Hozo

Special thanks to
Safet, Ivana e Hana Zec
Antonio De Polo
Žana Vukicevic
Milenko Kačavenda
Susanna Valle
Massimo Moratti

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
In alcuni casi, la storia potrebbe essere stata realizzata da una terza parte indipendente; pertanto, potrebbe non sempre rappresentare la politica delle istituzioni (elencate di seguito) che hanno fornito i contenuti.
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