Iris van Herpen: Transforming Fashion

High Museum of Art

High Museum of Art, Atlanta

Transforming Fashion
Iris van Herpen (olandese, nata nel 1984) lavora sul legame tra moda, design, tecnologia e scienza. Grazie a una linea creativa dinamica fuori dagli schemi, è stata acclamata a gran voce come una nuova pioniera della moda. Ha realizzato la sua prima collezione nel 2007, poco dopo aver terminato gli studi all'istituto d'arte ArtEZ, in Olanda. Residente per lo più ad Amsterdam, lontana dall'alta moda parigina (è membro della Chambre Syndicale de Haute Couture dal 2012), van Herpen divide il suo tempo tra il lavoro indipendente del suo studio, la sua rete globale di collaboratori e il palcoscenico internazionale della moda, sul quale vengono regolarmente presentati i suoi modelli, durante le sfilate biennali di Parigi. La moda è caratterizzata da scadenze rapidissime, piattaforme internazionali e un'insaziabile sete di novità. È una disciplina che richiede una grande energia creativa, per produrre ed esibirsi costantemente. Van Herpen è nota per la sua voglia di sperimentare, per le sue esplorazioni di nuovi tessuti, creati combinando acciaio e seta o limature di ferro e resina, mettendo insieme materiali insoliti che spaziano da parti metalliche di ombrelli a calamite, ampliando i confini di tecnologie come la stampa 3D. La linea creativa di van Herpen sfida costantemente le aspettative, evolve e forgia idee e ispirazioni sempre nuove, tratte tanto dalla natura quanto dal mondo contemporaneo. I risultati, definiti "couture" nel mondo della moda, vengono solitamente collezionati ed esposti nei musei e sono più spesso considerati opere d'arte, piuttosto che indumenti indossabili precursori della prossima moda. Questa mostra documenta l'evoluzione dell'alta moda di Iris van Herpen tramite una selezione delle sue collezioni dal 2008 fino al 2015 e mostra in che modo lei continui a trovare ispirazione spingendosi oltre il mondo dell'artigianato e della mano d'opera tradizionali. "Iris van Herpen: Transforming Fashion" è organizzata in collaborazione con l'High Museum of Art di Atlanta e il Groninger Museum in Olanda; fotografie di Bart Oomes, No 6 Studios. La mostra in questo momento sta girando l'America del Nord e farà tappa al Grand Rapids Art Museum dal 23 ottobre 2016 al 15 gennaio 2017; al Carnegie Museum of Art dal 4 febbraio al 1º maggio 2017; al Dallas Museum of Art dal 27 maggio al 27 agosto 2017; al Cincinnati Museum of Art dal 14 ottobre 2017 al 7 gennaio del 2018; al Phoenix Art Museum dal 4 febbraio al 6 maggio 2018 e al Royal Ontario Museum da giugno ad agosto del 2018.
Chemical Crows: gennaio 2008
Chemical Crows (Corvi chimici) è stata ispirata soprattutto dall'osservazione di un gruppo di corvi che vivono attorno allo studio di Iris van Herpen. La sua passione per gli uccelli è iniziata quando era piccola e possedeva delle giovani taccole. I corvi sono noti per la loro intelligenza e per la predilezione per gli oggetti luccicanti, inoltre sono tradizionalmente associati ai misteri e al simbolismo. Van Herpen è affascinata anche dalla magia nera e dall'alchimia. Condivide con gli alchimisti la passione per il controllo e la trasmutazione dei materiali, che spiega come mai lei abbia sviluppato il desiderio di trasformare i corvi in oro. Così come gli alchimisti provavano a trasformare i metalli comuni in oro, van Herpen ha trasformato elementi metallici dorati di ombrelli in bizzarre forme a ventaglio per rappresentare i corvi. Inoltre ha utilizzato migliaia di metri di filato industriale per creare texture a più strati che danno l'impressione di un abito di piume in movimento. Grazie alla passione e all'ossessione per padroneggiare i materiali, van Herpen ha trasformato questi ultimi in una collezione meravigliosa. Chemical Crows è la prima collezione importante di van Herpen ed è stata interamente realizzata a mano. I tre lavori illustrati qui fanno parte della collezione del Groninger Museum, in Olanda.
Refinery Smoke: luglio 2008
Refinery Smoke (Fumo di raffineria) si basa sulla straordinaria bellezza, sull'ambiguità e soprattutto sull'inafferrabilità dei fumi industriali. Visto da lontano, il fumo offre sempre uno spettacolo affascinante e mutevole: a tratti sembra vivo, ma nasconde anche qualcosa di sinistro e può perfino essere tossico. Queste caratteristiche, insieme alla consistenza soffice e fluente, ha fatto chiedere a Iris van Herpen se fosse possibile controllare il fumo al punto di poterlo indossare sul corpo. Van Herpen ha espresso questo concetto utilizzando una mussola metallica, intrecciata da lei specificamente per la collezione Refinery Smoke. Questo materiale, insolito nel mondo della moda, consiste in innumerevoli fili di metallo sottili. Van Herpen ha trasformato questo materiale rigido in un tessuto indossabile dall'aspetto soffice e leggero. I vestiti inizialmente erano grigio argento, ma si sono ossidati nel corso del tempo e sono diventati rosso bruni, riflettendo serendipicamente la natura duale del fumo industriale. I tre lavori illustrati qui fanno parte della collezione del Groninger Museum, in Olanda.
Mummification: gennaio 2009
Mummification (Mummificazione) riflette l'interesse di Iris van Herpen per la bellezza macabra della mummificazione egizia e per l'intensa devozione che riguardava il processo. I concetti di fasciatura, avvolgimento e copertura sono chiaramente distinguibili in molti modelli della collezione, così come i motivi geometrici e grafici caratteristici delle mummie egizie. Il modo in cui gli egiziani eseguivano queste pratiche tradizionali per creare forme l'ha ispirata nel progettare il proprio mondo, con una dedizione simile. Van Herpen ha faticosamente realizzato a mano questa collezione, utilizzando pelle trattata con tecniche diverse e combinandola a lacci, decine di migliaia di asole, catene a sfera, catene di moto e migliaia di sfere metalliche. Van Herpen spiega il profondo legame tra le credenze egizie e la sua collezione Mummification: "Gli egiziani provarono a creare la realtà per mezzo della loro arte. Consideravano ciò che avevano inventato per i loro morti una cosa reale, mentre la loro vita di tutti i giorni non era altro che un'illusione. In altre parole, non credere a ciò che sembra ovvio, ma inventati la tua realtà". I tre lavori illustrati qui fanno parte della collezione del Groninger Museum, in Olanda.
Radiation Invasion: gennaio 2009
Una conversazione telefonica internazionale ha spinto Iris van Herpen a interrogarsi sull'enorme flusso di informazioni digitali che ci circondano come raggi in ogni momento e in ogni luogo. Nonostante l'ubiquità di queste informazioni, possiamo accedervi soltanto utilizzando strumenti specifici. Cosa faremmo se fossimo in grado di vedere la nostra overdose quotidiana di onde elettromagnetiche e la raffica di informazioni digitali? Nella collezione Radiation Invasion (Invasione radioattiva), l'indossatrice sembra circondata da un intrico di raggi ondulati, motivi baluginanti, particelle vibranti e pieghe riflettenti. Il tema è l'affascinante e inquietante presenza dell'energia radiante (in particolare quella generata dagli apparecchi elettronici), dalla quale siamo costantemente circondati. In questa collezione van Herpen rappresenta cosa si vedrebbe se potessimo individuare e manipolare le radiazioni, se, come calamite, potessimo attrarle o respingerle. Questa collezione affronta per la prima volta un tema che pervade il lavoro di van Herpen: il ruolo della tecnologia e la sua relazione con il corpo. I tre lavori illustrati qui fanno parte della collezione del Groninger Museum, in Olanda.
Synesthesia: febbraio 2010
La sinestesia è una particolare condizione neurologica che genera una combinazione delle percezioni sensoriali. Per esempio, alcune persone possono sentire il sapore dei colori o vedere i suoni. Iris van Herpen interpreta questo fenomeno come una sensazione illusoria. Il corpo è trattato come un oggetto malleabile, sensibile e fragile. Nella collezione Synesthesia (Sinestesia), le parti del corpo vengono ampliate sfruttando la trasparenza, il movimento e la continua ripetizione che enfatizzano la raffinata abilità artigianale nella realizzazione dei modelli. Partendo dall'idea di un futuro in cui i vestiti potrebbero integrare o rafforzare le percezioni sensoriali, van Herpen ha disegnato alcuni elementi, come strumenti vibranti ipersensibili o extra-sensori, che permettono a chi li indossa di sperimentare il mondo in modo completamente diverso. Utilizzando una pelle trattata in modo particolare, coperta da lamine di metallo scintillanti, ha ottenuto un impressionante effetto visivo che rende difficile per chi guarda riconoscere esattamente cosa sta vedendo. Synesthesia segna la prima collaborazione di van Herpen con United Nude per una collezione di scarpe realizzata sullo stesso tema. I tre lavori illustrati qui fanno parte della collezione del Groninger Museum, in Olanda.
Crystallization: luglio 2010
Il progetto per l'ampliamento dello Stedelijk Museum di Amsterdam, che è valso a quest'istituzione il soprannome di "vasca da bagno", ha ispirato la collezione Crystallization (Cristallizzazione) di van Herpen. Il suo obiettivo era disegnare un vestito che creasse l'effetto di una cascata attorno all'indossatrice, come uno spruzzo d'acqua. Le proprietà dell'acqua nei suoi differenti stati, il suo potenziale nel caos e nella natura incontaminata quando è liquida e la bellezza matematica delle strutture cristalline che si formano quando ghiaccia, sono chiaramente riconoscibili in questa collezione. Queste associazioni sono anche una metafora del processo artistico, quando un'idea iniziale si cristallizza in una collezione tangibile. Per creare questa collezione, van Herpen ha utilizzato materiali e tecniche non convenzionali, estranei al mondo della moda. Il capo che ha l'aspetto di un'imitazione realistica di uno schizzo d'acqua potrebbe sembrare il risultato di qualche processo industriale, ma, di fatto, è stato faticosamente realizzato a mano, utilizzando una pistola ad aria calda, un paio di pinzette e del plexiglas. Questo vestito dal design straordinario che evoca il modo in cui i depositi di calcare si induriscono formando conchiglie, è il primo indumento stampato in 3D che abbia mai sfilato in passerella. Van Herpen lo ha realizzato in collaborazione con l'architetto Daniel Widrig. I tre lavori illustrati qui fanno parte della collezione del Groninger Museum, in Olanda.
Escapism (Evasione): gennaio 2011
La fuga dalla realtà attuata attraverso l'intrattenimento digitale in van Herpen suscita non solo un senso di vuoto, ma anche associazioni con il grottesco, l'estremo e il fantastico. Un'altra importante fonte di ispirazione sono le esuberanti sculture barocche dell'artista americano Kris Kuksi, in cui l'eccentrico e il bizzarro vengono fusi in elementi spirituali e sereni. Van Herpen ha espresso questi temi sperimentando con i materiali più diversi. Per esempio, ha trasformato dei fogli di acrilico nero-trasparenti in eccentrici capi di abbigliamento con ornamenti sferici o a forma di ali, utilizzando sia tecniche a mano tradizionali, sia nuove tecnologie. La prototipazione rapida le ha permesso di materializzare, in collaborazione con l'architetto Daniel Widrig, i disegni digitali utilizzando una stampante 3D, creando una struttura a lacci senza bisogno di aghi e filo. Per un certo numero di modelli, che sembrano in parte sostituiti da strutture simili al corallo, van Herpen ha utilizzato varie tecniche per realizzare a mano il plissé (ruvido o piegato). In contrasto con il plissé moderno piegato meccanicamente, l'effetto della lavorazione a mano è molto più organico. I tre lavori illustrati qui fanno parte della collezione del Groninger Museum, in Olanda.
Capriole: luglio 2011
Iris van Herpen ha debuttato a Parigi come ospite della Chambre Syndicale de la Haute Couture con questa collezione. Capriole costituisce una raccolta del meglio delle collezioni precedenti e include cinque nuovi modelli straordinari che evocano le sensazioni immediatamente prima e durante un lancio con il paracadute in caduta libera. Capriole è una parola francese che significa "salto nell'aria". Van Herpen spiega: "Poco prima di lanciarmi dall'aereo tutte le energie mi si concentrano nella testa e mi sento come se, ciononostante, la mia mente stesse serpeggiando tra migliaia di curve. Il momento della caduta libera è l'esatto opposto: l'energia si concentra nel corpo, posso sentire ogni fibra, mentre la mia mente non funziona più. Quando sono di nuovo a terra, al sicuro, mi sento rinata". Il "vestito serpente" consiste in forme serpentine create con fogli di acrilico che si agitano intorno all'indossatrice. Utilizzando questo stesso materiale acrilico, van Herpen ha creato dei modelli con spunzoni seghettati che ricordano dei banchi di ghiaccio. Questi sono stati ispirati dalle opere algoritmiche scultoree dell'architetto Michael Hansmeyer. Il "vestito scheletro" stampato in 3D evoca il momento della caduta libera, quando il corpo ha la sensazione di crescere in tutte le direzioni. I tre lavori illustrati qui fanno parte della collezione del Groninger Museum, in Olanda.
Micro: gennaio 2012
Per creare la collezione Micro, Iris van Herpen ha osservato da vicino il mondo dei microorganismi, ispirata dallo straordinario lavoro del fotografo scientifico Steve Gschmeissner, che utilizza un microscopio elettronico a scansione per mettere a fuoco l'incredibile bellezza di questo mondo parallelo. I disegni di questa collezione riflettono il desidero di van Herpen di mostrare una realtà che ci circonda tutti i giorni che solitamente è nascosta alla vista (come succede con le informazioni digitali di Radiation Invasion). Van Herpen è rimasta affascinata dalle micrografie di Gschmeissner e dal fatto che gli esseri minuscoli in esse rappresentati vivono molto vicino alla nostra pelle, eppure non sappiamo quasi niente di loro. Questo l'ha spinta a disegnare una collezione in cui combina il lavoro a mano e la tecnologia. I risultati sono sorprendenti: modelli scultorei le cui forme richiamano strutture delle cellule, plasma e tentacoli. Peculiari rigonfiamenti, forme corazzate e squame suscitano nel pubblico la curiosità riguardo a cosa siano e da dove vengano, ma invitano anche alla riflessione sull'evoluzione delle forme microscopiche. I tre lavori illustrati qui fanno parte della collezione del Groninger Museum, in Olanda.
Hybrid Holism: luglio 2012
L'opera Hylozoic Ground dell'artista e architetto canadese Philip Beesley ha ispirato la collezione Hybrid Holism (Olismo ibrido). L'ilozoismo è l'antica credenza secondo la quale tutta la materia in qualche modo è viva. Muovendo da questa idea, Beesley sta apparentemente vivendo i respiri, gli spostamenti e i movimenti dell'ambiente in risposta alla gente che lo attraversa, lo tocca e lo percepisce. Ha incorporato microprocessori per dotare l'ambiente di un'intelligenza primitiva, simile a quella di un insetto, come quella di un banco di corallo o di un grande sciame. Questi lavori suggeriscono che le città future potrebbero comportarsi come esseri viventi. Affascinata dall'idea di poter costruire sistemi semi-viventi, van Herpen ha immaginato un nuovo tipo di moda, in cui il disegno può crescere, evolvere e perfino esistere indipendentemente da noi. In una cultura in cui i design obsoleti vengono spesso scartati, van Herpen propone che i vestiti e gli oggetti possano invece evolvere e trasformarsi nel tempo. Grazie a una combinazione di raffinata maestria artigianale e tecnologia d'avanguardia, inclusa la stampa 3D, van Herpen ha tradotto questa visione futuristica in una collezione estremamente complessa e incredibilmente assortita in termini di forma, struttura e materiali. Due delle opere illustrate sono di proprietà della stilista e una fa parte della collezione del High Museum of Art, Atlanta
Voltage: gennaio 2013
Nella collezione Voltage (Tensione) Iris van Herpen esplora l'elettricità dei corpi. Il lavoro dello sperimentatore neozelandese Carlos Van Camp, il quale realizza coreografie utilizzando strumenti ad alto voltaggio (bobine di Tesla) che interagiscono tramite i movimenti dell'artista, ha giocato un ruolo importante nell'evoluzione di questa collezione. Van Herpen ha utilizzato tecnologie all'avanguardia per creare dei modelli che evocano tanto la bellezza quanto il pericolo. I suoi disegni cercano di ritrarre sia i movimenti imprevedibili sia il potere di trasformazione dell'elettricità. È stato detto che van Herpen ha un approccio alchemico alla moda, la stilista è alla costante ricerca di nuove collaborazioni con artisti, architetti e ricercatori, per fondere la loro scienza con la propria visione personale. Van Herpen condivide la passione dell'architetto canadese Philip Beesley per i materiali nuovi e ha stabilito una collaborazione continua con lui, per la creazione di modelli che reagiscono all'energia dell'ambiente circostante. Interessata ai modi in cui la chimica e l'elettricità possono far cambiare forma alle strutture, la coppia ha sviluppato diversi tessuti in 3D che rispondono ai movimenti del corpo dell'indossatrice attraverso delle vibrazioni dinamiche. I tre lavori qui riprodotti sono di proprietà della stilista.
Wilderness Embodied: luglio 2013
Le potenti e sfrenate forze della natura sono state il punto di partenza per Wilderness Embodied (Rappresentazione dello stato selvaggio). Questa collezione esplora le manifestazioni delle forze selvagge e del mondo naturale nel o sul nostro corpo. Van Herpen considera le proprietà rituali e relative alla trasformazione di piercing, scarificazione e chirurgia come esempi per enfatizzare l'aspetto selvaggio della forma umana. Grazie all'accostamento delle tecniche artigianali tradizionali e dell'innovazione tecnologica, il design di van Herpen evoca complesse forme naturali che sembrano emergere dal corpo e persino impossessarsene. L'artista canadese David Altmejd, le cui figure umanoidi ibride e i cui ambienti echeggiano l'interesse di van Herpen per la fusione tra natura e cultura, è stato per lei di grande ispirazione. Per questa collezione, van Herpen ha collaborato con l'artista olandese Jólan van der Wiel, il quale ha spesso adoperato tecniche e materiali non ortodossi per rappresentare la forza della natura nei suoi progetti. L'uso che fa del magnetismo per far "crescere" gradualmente una serie di "Gravity Stool" ha ispirato i due stilisti nella creazione di vestiti la cui topografia caratterizzata da crateri viene sviluppata attraverso un fenomeno di attrazione e repulsione. Due delle opere illustrate sono di proprietà della stilista e una fa parte della collezione del Groninger Museum, Olanda.
Biopiracy: marzo 2014
In un'era in cui è possibile acquistare brevetti sui nostri geni, i confini tra pubblico e privato si fanno sempre più labili. La collezione Biopiracy (Biopirateria) di Iris van Herpen esplora l'integrità fisica, l'individualità e l'autonomia, ponendosi fondamentalmente una domanda: siamo ancora i proprietari unici dei nostri corpi? Collaborando con l'artista Lawrence Malstaf, specializzato nelle interazioni tra biologia e fisicità, van Herpen ha realizzato una delle sue sfilate più sconvolgenti. Modelle sottovuoto tra strati di PVC trasparente galleggiano in un'animazione sospesa meditativa, ricordando degli embrioni. Preziosi elementi, quali bolle di opali di fuoco in vetro soffiato, inseriti in un indumento e parzialmente nascoste alla vista, creano un effetto sontuoso e unico. Un vestito con un alone traslucido nero realizzato in bolle di vetro soffiato emana dal corpo come un'aureola. Un altro vestito, realizzato da Van Herpen in collaborazione con Julia Koerner, crea un effetto di energia cinetica. In questo caso il risultato della fusione tra artigianato e tecniche moderne è stato un vestito stampato in 3D che sembra danzare e amplificare i movimenti dell'indossatrice. Dopo essere stato stampato, il vestito è stato ricoperto di silicone per creare una rifinitura elastica e soffice. Due delle opere illustrate sono di proprietà della stilista e la terza fa parte della collezione del Phoenix Art Museum.
Magnetic Motion: settembre 2014
All'inizio del 2014 Iris van Herpen e Philip Beesley hanno visitato il CERN, l'Organizzazione europea per la ricerca nucleare, per vedere il Large Hadron Collider, il cui campo magnetico è 100.000 volte il più potente della Terra. Van Herpen è rimasta affascinata dall'interazione tra le forze magnetiche, ha detto: "C'è della bellezza nella continua modellazione del caos, che rappresenta perfettamente il potere primitivo del comportamento della natura". Le strutture a strati tridimensionali, frutto di una combinazione di tecniche innovative quali la stampa 3D e un complesso lavoro realizzato a mano esplorano le forze dinamiche di attrazione e repulsione. Van Herpen ha collaborato con Beesley per creare tessuti brillanti tridimensionali, costituiti da minuscole ragnatele in acrilico tagliato al laser che amplifica i movimenti del corpo. All'interno della collezione, la struttura precisa dei vestiti, come quella di un vestito trasparente stampato in 3D, viene controbilanciata da accessori dalle forme uniche e persino caotiche. Van Herpen ha collaborato con l'artista Jólan van der Wiel per creare una serie di scarpe utilizzando la stessa tecnica della crescita magnetica che la coppia aveva già utilizzato per Wilderness Embodied. Due delle opere illustrate sono di proprietà della stilista e una fa parte della collezione del High Museum of Art, Atlanta
Hacking Infinity: marzo 2015
Hacking Infinity (Attacco all'infinito) esplora il concetto di formazione della terra: modificare la superficie di un altro pianeta per renderlo simile alla Terra. Questa collezione prende in considerazione la possibilità di nuove geografie e del nostro posto al loro interno. Van Herpen ha utilizzato il cerchio, la forma dei corpi planetari e il simbolo dell'infinito, come punto di partenza formale per il profilo e il taglio della sua collezione. La stilista estende i confini del corpo umano producendo terreni sintetici e nuove figure. Ha sviluppato un tessuto chiaro e traslucido, creato intrecciando insieme sottilissimi fili di acciaio inossidabile. Ogni modello è stato brunito a mano per imprimere nel tessuto d'acciaio una lucentezza multicolore. Il tessuto d'acciaio caldo è stato quindi piegato a mano nella forma a ventaglio detta plissé per suggerire la forma del corpo. Qui van Herpen prosegue con la sua esplorazione della tridimensionalità creando voluminosi tessuti innovativi, come la rete ad aureola di acrilico flessibile tagliato al laser combinata con pelle, seta e cristalli. In un altro modello, minerali traslucidi stampati in 3D racchiudono il corpo con una topografia cristallina. I tre lavori qui riprodotti sono di proprietà della stilista.
Riconoscimenti: storia

Ringraziamenti
High Museum of Art

Atlanta, GA
Tutti i modelli sono progettati e realizzati da Iris van Herpen. Nei lavori individuali sono segnati i nomi dei collaboratori, individui o aziende, ove possibile.

"Iris van Herpen: Transforming Fashion" è organizzata in collaborazione con l'High Museum of Art di Atlanta e il Groninger Museum in Olanda. La mostra è stata curata da Sarah Schleuning, High Museum of Art, Mark Wilson e Sue-an van der Zijpp, Groninger Museum.

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
In alcuni casi, la storia potrebbe essere stata realizzata da una terza parte indipendente; pertanto, potrebbe non sempre rappresentare la politica delle istituzioni (elencate di seguito) che hanno fornito i contenuti.
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