Sorelle Fontana: illustrare il glamour della moda italiana

Fondazione Micol Fontana

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Sorelle Fontana: illustrare il glamour della moda italiana
Come è cambiato lo stile italiano dagli anni 40 agli anni 90? Dallo stile militare e le linee semplici e dritte degli anni 30, nato in seguito alle ristretezze belliche e alle sanzioni delle Nazioni Unite del '35, passando per le linee raffinate degli anni '60, fino ad arrivare alla moda minimalista e high tech degli anni '90. Un viaggio attraverso i bozzetti delle Sorelle Fontana, testimonianza immortale di uno stile che è cambiato attraverso i decenni.
Periodo stilistico anni '40-'50
Moda autarchica nata in seguito alle ristretezze belliche e alle sanzioni delle Nazioni Unite del '35. Il regime valorizza la produzione interna e fu grosso stimolo per la nostra industria tessile e per l'abbigliamento in generale. La fine degli anni '30 vede una donna vestita con stile militare spalle imbottite e squadrate, linea semplice e dritta; eleganza di recupero con tessuti assemblati; uso del jersey, del tricot (maglina), cotone di ogni sorta, faille e velluto per la sera, seta articiale (rayon); uso delle scarpe ortopediche (suola di sughero); produzione di tessuti antiacqua per soprabiti di taglio sportivo con maniche raglan che presero il nome di "impermeabili".

La linea femminile negli anni '40

1941/42
Compare la linea ad anfora, rigonfia, morbida con drappeggi e stampati vistosi.

1947
C. Dior decreta il grande successo della moda francese con lo stile "New look": vita stretta, gonna a campana o a corolla, lunghezza 30 cm dal suolo; la vita sottilissima era ottenuta con l'uso della guepiere; busto e maniche rotondi, spalle dolcemente inclinate (la donna fiore). Impiego di grandi quantità di tessuti ricchi e preziosi nei particolari, per dare un nuovo impulso economico all'industria tessile dopo il conflitto mondiale. Accessori vivaci: guanti, foulards, ombrellini, cappelli con veletta, scarpe con tacco alto; uso di sottogonne inamidate per sostegno
Gli abiti da sera sono lunghi e generalmente in stile romantico con spalle nude, bustino a vita stretta, gonne larghissime con sottovesti di crinolina di tulle.

Fine anni '40
nasce il fenomeno "Hollywood sul Tevere": registi ed attrici internazionali frequentano Roma e scelgono le Case di moda italiane.

1949

Matrimonio di Linda Christian e Tyron Power a Roma, tutta la stampa mondiale pubblica la fotografia dell'abito della sposa creato dalle Sorelle Fontana e l'episodio è il lancio su scala internazionale del "Made in ltaly".

1951

Il Marchese Giorgini a Firenze invita le Case di moda italiane già famose:
Sorelle Fontana, Schubert, Fabiani, Carosa, etc. a sfilare per la prima volta davanti alla stampa specializzata e al buyers internazionali. Successo strepitoso e inizio dell'Alta moda italiaiia.
Nasce il mito della "maggiorata" anche esaltato dagli schermi cinematografici.
Giacche corte avvitate, sottane a ruota, lunghezza sotto al ginocchio, vita sottolineata, bustini irrigiditi da stecche e ricami, corpo in evidenza a tutto tondo,"Iinea a 8", tessuti di lino, shantung, mikado, bordure di passamaneria, ricami sontuosi di varie ispirazioni, uso di ciniglia.
Dior, Baleliciaga, Schiaparelli e altri, lanciano nuove linee geometriche utilizzando splendidi tessuti italiani: linea H - A - Y, tulipano, palloncino.
Personaggi famosi, attori, cantanti: Marlon Brando, Elvis Presley, James Dean, creano stili imitati da molti fans.
Nasce lo stile "College USA" con bluse, gonne a ruota, fantasie minuscole, twin-set.
Gli stilisti italiani operano con grande successo anche negli Stati Uniti diffondendo "the Italian look"'.

L'abito nodi d'amore

L'abito sarà usato in almeno due film: originariamente per "le amiche" di Antonioni, e negli anni '80 nel film "Facciamo paradiso"

Periodo stilistico anni '60
Graduale scomparsa della "linea a 8", sdrammatizzazione del corpo, silhouette esile e minuta, gonne agili e scattanti, lunghezza appena sotto il ginocchio. Il primo periodo vede una moda bella e raffinata con varie linee: redingote, sacco, fuso. Il secondo periodo si presenta turbolento con diverse tendenze. Moda geometrica, (optical art) Mary Quant lancia la minigonna su scala internazionale e compare il collant con pizzi e ricami da portare con stivali di varia lunghezza. Fredda geometria anche negli stampati; uso di materiali metallici con Paco Rabanne; toni argentati con Courreges; uso di materiale plastico con Cardin; sfumature seleniche e caschi da astronauta per una linearità spaziale suggerita dall'avvenimento dello sbarco sulla Luna. Missoni inventa il "Nude look" e Irene Galitzine il "Pigiama palazzo". All'attivismo e alla purezza di queste linee fa da contrappunto un nuovo look derivato dal movimento giovanile degli Hippies ( Figli dei fiori). Si rivisitano le remote radici indo-europee; colori forti e sfocati, imperfezionie degli stampati a mano, gonne lunghe a campana e arricciate in cotone o a patchwork, fasce a reggiseno, bluse folk, sciarpe svolazzanti, fiori, catene, etc. Alla fine degli anni'60 la contestazione giovanile influenza gli stilisti. Accanto alla moda dei "Figli dei fiori" compaiono jeans, giubbotti con metallo, mentre continuano le miniqonne indossate, con calzemaglia o a gambe scoperte.
Periodo stilistico anni '70
Revival di concezioni stilistiche. Si guarda alla moda dei primi del '900 con una silhouette allungata e morbida. Nasce l'abbigliamento Unisex e lo stile Casual. indumenti comodi e sovrapposti, pantaloni e gonne in libera scelta: mini, midi, maxi. Giacche di taglio maschile su hot pants, stivali, grandi sciarpe e colbacchi. Le tendenze sono varie: folkloristiche, romantiche, ispirazioni orientali e coloniali, colori dal toni pastello avvicinati a colori violenti (moda post-moderna). Uso del camoscio e della nappa prettamente di gusto italiano. Il Pret-a-porter si diffonde con collaborazioni tra grandi stilisti e industrie tessili. Grande ripresa dello stile e delle tecniche sartoriali italiane. Non esiste un unico prototipo di bellezza; l'immagine è diversa a secondo dell'estro e non della scansione delle ore della giornata. Vi è un turbinio di eccessi possibili. Le tendenze si estremizzano e nasce la " Moda pop". Il "Nude look" scende dal corpino alla gonna che diventa solcata da spacchi travolgenti.
Periodo stilistico anni '80
Il concetto di bellezza si ricarica di sensualità. L'eleganza è divisa, anche se non più in modo rigido, nei vari momenti del giorno: mattino, pomerioggio, sera. L'abito deve citare il proprio stato sociale. Ritorno alla classicità. Linea geometrica con spalle importanti quel tanto che serve a snellire i fianchi e slanciare la figura. Linea futurista nella ricerca del volume e delle geometrie. La lunghezza degli abiti è variabile con assoluta libertà di scelta. Varia interpretazione delle gonne movimentate da plissè, onde, panneggi (Poiret) su un corpino che diventa sempre piu importante (reminiscenza anni '50) L'Alta moda ostenta ricchezza nella ricerca di tessuti preziosi e sofisticati. Accanto vi è una democratizzazione del Pret-a-porter divenuto estremamente disinvolto e formale, ma sempre firmato dal grande stilista. L'industria tessile italiana continua ad avere il primato nel settore. Nascono accordi per produrre all-estero la moda con il gusto del "Made in Italy" Nel panorama internazionale operano gli stilisti giapponesi con soluzioni, originali e reminiscenze autoctone.
Periodo stilistico anni '90
Reminiscenze anni '40, '60, '70. Lunghezza della gonna variabile, proporzioni e volumi più contenuti e meno appariscenti rispetto agli anni '80. Immagine generalizzata di “moda povera”. La globalizzazione ha coinvolto anche la Moda, che non è solo quella creata dagli stilisti, ma anche ciò che si trova nei grandi magazzini e nelle boutique. L'Alta Moda e il prêt a portér creano modelli di apparente povertà, fatti però con tessuti preziosi e raffinati e dettagli ricercati. Le forme e gli stili cambiano velocemente. Vi sono studi di nuove fibre (techno-fibre) con caratteristiche tecnologiche e merceologiche particolari, che prevedono abbinamenti di filati di varie provenienze. Nasce la moda minimalista fatta di pezzi di abbigliamento da abbinare, che escludono alcuna ricerca formale di linea, tagli e dettagli, con colori volutamente spenti o in nero assoluto. E' in voga l'abbigliamento high tech (un connubio tra quello sportivo e quello di città con lo scopo primario di dinamicità), la moda “retrò”, la moda “grunge”, la moda “girlie”. Tale eclettismo caratterizza soprattutto la moda giovanile.
Riconoscimenti: storia

Montaggio a cura di Massimo Bevilacqua

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
In alcuni casi, la storia potrebbe essere stata realizzata da una terza parte indipendente; pertanto, potrebbe non sempre rappresentare la politica delle istituzioni (elencate di seguito) che hanno fornito i contenuti.
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