Valle dei Templi - Agrigento

Valley of the Temples

Un magico viaggio attraverso i templi

Akragas
Fondata nel 580 a.C. da coloni provenienti dalla colonia rodio – cretese di Gela, la città occupò un ampio altopiano calcarenitico delimitato e naturalmente difeso dalle ripide pareti rocciose, circondato dai fiumi Akragas ed Hypsas e non lontano dal mare. Il porto della città venne posto presso la foce del fiume Akragas, dove ora sorge la borgata marinara di San Leone.

Caratteristica della topografia di Akragas è la collocazione lungo le mura di cinta dei principali edifici sacri e santuari

Si è ipotizzato che l’intera area costituisse un’unica grande area sacra, nella quale erano celebrati i culti tesmoforici, celebrati dalle donne per propiziare la fertilità

Questa grande opera è stata identificata all’interno di un grande taglio naturale tra il santuario delle Divinità Ctonie ed il tempio di Vulcano, nel quale sboccano ben diciotto canali sotterranei

Tempio di Vulcano
Il tempio di Vulcano sorge al di là del taglio della Kolymbetra, su un pianoro roccioso degradante da est verso ovest. Si trattava in origine di un tempio dorico canonico, con sei colonne sul lato breve e tredici sul lato lungo, delle quali soltanto due sono superstiti. Il tempio è databile nell'ultimo terzo del V secolo a.C., mentre all'interno della cella sono state rinvenute le fondazioni di un preesistente tempietto arcaico, cui sono riferibili alcuni elementi della decorazione in terracotta policroma del tetto, esposti al Museo Archeologico.
Tempio di Zeus
Il tempio di Zeus è il più grande tempio dorico dell’occidente e presenta soluzioni architettoniche assolutamente originali. Sulla base di un passo di Diodoro Siculo, la sua costruzione viene tradizionalmente assegnata ad un momento immediatamente successivo alla battaglia di Himera, nel 480 a.C., che segnò la vittoria delle città greche di Sicilia sui Cartaginesi. Secondo le fonti antiche, inoltre, la costruzione del tempio non venne mai portata a termine. L’edificio era collocato su una colossale piattaforma rettangolare (56,30x113,45 metri), sulla quale si ergeva un basamento (crepidoma) di cinque gradini, dei quali l’ultimo era alto il doppio degli altri e formava una sorta di alto podio che isolava il tempio dall'ambiente circostante.

Lo storico antico Diodoro Siculo narra che sui frontoni erano scolpite la Gigantomachia (lotta tra gli dei e i Giganti) da una parte e la presa di Troia dall’altra

Tempio di Ercole
Il tempio di Ercole è il più arcaico dei grandi templi dorici di Agrigento, essendo stato edificato verso la fine del VI secolo a.C. Anche l’attribuzione di questo tempio è incerta: essa deriva da un passo di Cicerone che ricorda l’esistenza di un tempio dedicato a Ercole presso l’agorà, riconosciuta nell'area immediatamente a nord.

Costruito in calcare locale, è un tempio di stile dorico, interamente circondato da colonne, sei sulle fronti e 15 su ciascuno dei lati lunghi.

Tempio della Concordia
Tra i templi meglio conservati del mondo greco, fu costruito intorno al 440/430 a.C. Il tempio è circondato da colonne (sei sulle fronti e tredici sui lati lunghi), che racchiudevano una cella chiusa in cui era custodita la statua della divinità, preceduta da un vestibolo e seguita da un vano posteriore, entrambi con due colonne sulla fronte.

In epoca cristiana (VI sec. d.C.) il tempio fu trasformato in chiesa cristiana, attraverso l’apertura di arcate nelle pareti della cella e la chiusura degli spazi tra le colonne.

Necropoli Paleocristiana
In età paleocristiana l’intero settore meridionale della collina dei templi fu occupato da una grande necropoli, segno che il perimetro urbano si era notevolmente ridotto. Sulle stesse mura vennero ricavate tombe ad arcosolio, sormontate cioè da una nicchia ad arco scavata nella roccia, mentre nel sottosuolo, riutilizzando in diversi casi più antiche cisterne, furono scavati ipogei sepolcrali, tra i quali il più ampio è l’ipogeo Fragapane

Intorno all'ingresso di questo ipogeo è visibile un ampio settore di necropoli sub divo, cioè a cielo aperto.

Il Parco Archeologico di Agrigento ha introdotto recentemente, alcune capre di una specie autoctona a rischio estinzione, la capra girgentana, dalle caratteristiche corna ritorte.

Tempio di Giunone
Il tempio di Giunone occupa l’estremità sud-est della collina dei templi. Fu costruito tra il 460 e il 440 a. C.

Il Tempio di Giunone ha 6 colonne per 13; la cella è preceduta da un vestibolo e seguita da un ambiente posteriore, entrambi con due colonne sulla fronte.

Davanti alla facciata del tempio si trova l’altare monumentale, con una scalinata di 10 gradini che doveva condurre al ripiano dove si svolgevano i sacrifici.

Chiesa di San Biagio
Sulle pendici orientali della Rupe Atenea si trova il tempio di Demetra. Costruito in calcarenite locale nel 480/470 a.C., l’edificio è di ordine dorico, senza colonnato, con cella preceduta da due colonne tra le ante.Il tetto era decorato con gocciolatoi a testa leonina. I resti del tempio sono incorporati nella chiesetta medievale di epoca normanna di San Biagio; dietro l’abside della chiesa sono visibili le fondazioni dell’edificio. Lungo il lato nord sono disposti due altari rotondi con pozzo centrale, rinvenuti colmi di ex voto.
Il Poggio di San Nicola
Sul poggio di San Nicola, dove sorge attualmente il Museo Archeologico Regionale Pietro Griffo, si estendeva con ogni probabilità la piazza principale della città antica, l’agorà di età ellenistica ed il foro di età romana.

Sul versante meridionale del poggio si trova un edificio per riunioni, costituito da una cavea simile ad un teatro, scavata nel banco roccioso. L’edificio, interpretato come ekklesiasterion (edificio per le riunioni dell’assemblea cittadina ) sembra sia stato costruito nel IV-III secolo a.C

Nel I secolo a.C. fu costruito l' oratorio di Falaride, un tempietto su podio, di tipo romano, preceduto da una gradinata, con cella e pronao.

Quartiere Ellenistico-Romano
Il quartiere ellenistico-romano è un ampio settore dell’abitato di età romana, costituito da tre isolati, delimitati dall’incrocio di grandi strade Est-Ovest (decumani) con i cardines, cioè con una fitta rete di strade con orientamento Nord-Sud. Gli isolati sono riempiti da case: sono 27 le case messe in luce, tutte organizzate intorno ad un cortile centrale.

Molte stanze sono pavimentate con pavimento a mosaico, che può essere in bianco e nero o policromo; alcuni ambienti conservano anche parte della decorazione delle pareti, dipinta su uno spesso strato di intonaco.

Nell’aspetto attuale, il quartiere si è sviluppato a partire dal I secolo a.C. con successivi ampliamenti o suddivisioni singole abitazioni, restauri, rifacimenti degli elementi decorativi, che giungono fino al IV secolo d.C.

Santuario di Asclepio
Il tempio é di stile dorico, suddiviso all’interno in un atrio di ingresso (pronao) preceduto da due colonne e in un vano rettangolare (cella). Secondo un’ipotetica ricostruzione, i pellegrini che giungevano nel santuario iniziavano l’itinerario cultuale e terapeutico con riti di purificazione presso la fontana. Il percorso continuava con offerte di ex-voto nei pozzetti.
Riconoscimenti: storia

La mostra è stata curata da Giusi Messina e Jessica Mannone.
Si ringrazia la Camera di Commercio di Agrigento
Il Parco Archeologico della Valle dei Templei
Il direttore del Parco Archeologico Giuseppe Parello e l'archeologa Maria Serena Rizzo

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
In alcuni casi, la storia potrebbe essere stata realizzata da una terza parte indipendente; pertanto, potrebbe non sempre rappresentare la politica delle istituzioni (elencate di seguito) che hanno fornito i contenuti.
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