La storia del viaggio nella Valle dei Templi

Il Grand Tour
Seguendo l’onda emotiva suscitata dalle prime sensazionali scoperte a Pompei e ad Ercolano intorno alla metà del XVIII secolo, cresce il numero di viaggiatori che dall’Europa si spostano in Italia per ammirare le vestigia del passato. Grazie alla sensibilità dei sovrani borbonici le città sepolte dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. tornano alla luce con le loro splendide pitture, immagini di un mondo che si credeva scomparso per sempre. Il Grand Tour, il viaggio alla scoperta dei siti antichi italiani, fu un vero e proprio movimento culturale, che affiancò l’affermarsi del neoclassicismo nella letteratura e nell’arte. L’antico detta il gusto e diventa un modello imprescindibile di bellezza ed armonia. I rampolli delle nobili famiglie europee completavano il loro percorso di istruzione con questo viaggio, a volte pericoloso e faticoso, che poteva durare anche anni. Un’esperienza certamente ricca di emozioni, compiuta in nome del sapere e della conoscenza, da un lato, e dell'evasione e del diletto, dall'altro. La Sicilia è una delle mete privilegiate, che attrae con il fascino irresistibile delle sue rovine. Il patrimonio monumentale siciliano offriva inoltre la singolare opportunità di incontrare la civiltà greca, senza dovere affrontare un pericoloso viaggio in Grecia, all’epoca sotto la dominazione turca. Molti viaggiatori riempiono i taccuini della loro esperienza a contatto con l’antichità e, talvolta, corredano le loro impressioni di illustrazioni. Studenti di arte, incisori e vedutisti lasciano preziose testimonianze delle loro “visioni di antico” nei luoghi d’arte italiani.

R.De Saint Non, Voyage pittoresque ou description des Royame de Naples et de Sicile vol.IV, Paris 1785. Veduta della campagna di Agrigento.

R.De Saint Non, Voyage pittoresque ou description des Royame de Naples et de Sicile vol.IV, Paris 1785. Tempio di Giunone

G.M.Pancrazi,Antichità siciliane spiegate, Napoli 1751-1752. Tempio di Giunone

R.De Saint Non, Voyage pittoresque ou description des Royame de Naples et de Sicile vol.IV, Paris 1785. Tempio di Esculapio

Pancrazi, Giuseppe Maria. Antichità siciliane spiegate, Napoli 1751-1752. Ipogei

R.De Saint Non, Voyage pittoresque ou description des Royame de Naples et de Sicile vol.IV, Paris 1785. Tempio di Castore e Poluce

J.P.J.L. Houel, Voyage pittoresque des isles de Sicile, de Malte et de Lipari, Parigi 1784
Tempio di Zeus Olimpio

Il Grand Tour ad Agrigento
Nel viaggio siciliano non può mancare la tappa ad Agrigento, all’epoca ancora detta Girgenti, che merita lodi entusiaste da parte dei visitatori, che dedicano splendide tavole ai monumenti agrigentini. In particolare, l’Olympieion con i suoi telamoni suscita grande curiosità tra i viaggiatori, colpiti dalla mole dei resti di uno dei più grandi templi dell’antichità. Tra le immagini dedicate ad Akragas spiccano quelle degli artisti che illustrarono l’opera dell’abate parigino Richard de Saint Non (1785) o quelle del Voyage pittoresque (1787) di Jean Pierre Louis Laurent Houel, Pittore del Re di Francia. I templi in rovina vengono raffigurati immersi in un rigoglioso paesaggio, spesso popolato da pastori con le loro caprette. I monumenti dell’antica Akragas vengono ritratti con tratto limpido e deciso dall’incisore Salvatore Ettore, che illustrò nel 1751 i volumi del teatino Giuseppe Maria Pancrazi.

R.De Saint Non, Voyage pittoresque ou description des Royame de Naples et de Sicile vol.IV, Paris 1785. Tempio dei Giganti di Agrigento

J.P.J.L. Houel, Voyage pittoresque des isles de Sicile, de Malte et de Lipari, Parigi 1784. L'Oratorio di Falaride

G.M.Pancrazi, Antichità siciliane spiegate, Napoli 1751-1752. Tempio di Cerere

J.P.J.L. Houel, Voyage pittoresque des isles de Sicile, de Malte et de Lipari, Parigi 1784.
Tempio di Castore e Polluce

J.P.J.L. Houel, Voyage pittoresque des isles de Sicile, de Malte et de Lipari, Parigi 1784

Andrea Pigonati, Stato presente degli antichi monumenti siciliani, Napoli 1767. Tomba di Terone.

Goethe
Nel suo Italienische Reise (1817) il poeta tedesco racconta il suo viaggio sentimentale, compiuto tra il 1786 ed il 1788, e descrive la sua rinascita intellettuale a contatto con la storia. Così, estatico, descrive la Valle alla luce dell’alba primaverile: Mai visto in tutta la mia vita uno splendore di primavera come stamattina al levar del sole... Dalla finestra vediamo il vasto e dolce pendio dell'antica città tutto a giardini e vigneti, sotto il folto verde s'indovina appena qualche traccia dei grandi e popolosi quartieri della città di un tempo. Soltanto all'estremità meridionale di questo pendio verdeggiante e fiorito s'alza il tempio della Concordia, a oriente i pochi resti del Tempio di Giunone; ma dall'alto l'occhio non scorge le rovine di altri templi... corre invece a sud verso il mare.

R.De Saint Non, Voyage pittoresque ou description des Royame de Naples et de Sicile vol.IV, Paris 1785. Tempio della Concordia

J.P.J.L. Houel, Voyage pittoresque des isles de Sicile, de Malte et de Lipari, Parigi 1784.
Tempio di Esculapio

J.P.J.L. Houel, Voyage pittoresque des isles de Sicile, de Malte et de Lipari, Parigi 1784
Grotte sepolcrali dell'antica città di Agrigento

R.De Saint Non, Voyage pittoresque ou description des Royame de Naples et de Sicile vol.IV, Paris 1785. Tempio di Ercole

G.M. Pancrazi, Antichità siciliane spiegate, Napoli 1751-1752. Gli acquedotti

G.M. Pancrazi, Antichità siciliane spiegate, Napoli 1751-1752. La città dal lato orientale

G.M. Pancrazi, Antichità siciliane spiegate, Napoli 1751-1752

J.P.J.L. Houel, Voyage pittoresque des isles de Sicile, de Malte et de Lipari, Parigi 1784
Pianta dell'antica Akragas

Riconoscimenti: storia

La mostra è stata curata da Giusi Messina.
Coordinamento generale: Giuseppe Parello, Direttore Parco Archeologico e Paesaggistico Valle dei Templi di Agrigento.
Testi: Maria Serena Rizzo e Valentina Caminneci
Foto: Emanuele Simonaro, Fabio Florio, Angelo Pitrone.

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
In alcuni casi, la storia potrebbe essere stata realizzata da una terza parte indipendente; pertanto, potrebbe non sempre rappresentare la politica delle istituzioni (elencate di seguito) che hanno fornito i contenuti.
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