Brixia. Parco archeologico di Brescia romana

Fondazione Brescia Musei

Un viaggio nel tempo nella più vasta area archeologica urbana dell'Italia settentrionale

BRIXIA. Parco archeologico di Brescia romana
Nel cuore della città storica sopravvivono ancora, molto ben conservati, alcuni dei principali monumenti della Brixia di età romana. Si tratta di uno dei parchi archeologici più estesi e più ricchi dell’Italia settentrionale, dove è possibile entrare in una serie di edifici che vanno dal I secolo a. C. sino al III d. C., apprezzarne le architetture e gli straordinari apparati decorativi quali mosaici, pavimenti in marmo, affreschi e rilievi. 
L’area è stata riaperta al pubblico nel 2015, dopo anni di scavi archeologici, restauri e un organico progetto di valorizzazione, che l’hanno resa totalmente accessibile. Il parco è dotato dei più moderni sistemi di comunicazione, fra i quali, la realtà Virtuale e Aumentata, che permette ai visitatori di immergersi nella storia e nella vita della città romana.

BRIXIA TIME MACHINE
I resti monumentali dell'antica Brixia permettono di ripercorrere una lunga sequenza di vicende storiche e trasformazioni architettoniche dalla Preistoria al Medioevo.

Il Santuario repubblicano 
L’edificio più antico, ancora oggi conservatosi parzialmente, è un Santuario dell’inizio del I secolo a.C., originariamente costituito da quattro aule di culto su un unico podio, con ingresso indipendente. Di queste si è straordinariamente conservata la cella occidentale.

Il portico del Santuario con gli elementi decorativi della facciata esterna: fregi a rilievo, capitelli e un’iscrizione.

La IV aula del Santuario repubblicano
Il Santuario meraviglia ancora oggi il visitatore mostrando gli splendidi affreschi. La decorazione delle pareti, rara attestazione del cosiddetto secondo stile iniziale (100-80 a.C.) fondeva in uno stretto rapporto architettura e pittura: un sistema modulare di pannelli a finti marmi, era scandito da una fuga di semicolonne ioniche con capitelli ionico-italici. 

Ricostruzione virtuale dell’aula occidentale: lo spazio era diviso in tre navate da colonne in laterizio rivestite di stucco. Sulla parete di fondo ci doveva essere la statua di culto.

Decorazione del registro inferiore: un velo sospeso tra semicolonne dipinte è decorato da onde correnti in rosso e ghirlande vegetali.

Il Capitolium
Nel 73 d.C. venne inaugurato un nuovo tempio, il Capitolium, per volere dell’Imperatore Vespasiano. Il Capitolium fu costruito leggermente arretrato rispetto agli edifici sacri che lo precedettero, riprendendo in forme monumentali l'antecedente Santuario. Seguendo il naturale dislivello della città, il tempio venne edificato al centro della terrazza sacra, sopraelevata rispetto al decumano massimo e al foro.

Ricostruzione virtuale del Capitolium.
Oggi nel timpano ricostruito sono inseriti i frammenti originali che riportano il nome dell'Imperatore Vespasiano.

Nello stesso periodo fu rifatta anche Piazza del Foro, che terminava con la Basilica. Il centro della città romana acquistò un aspetto monumentale che ancora oggi si riesce ad appezzare.

L'aula occidentale del Capitolium, con i pavimenti in marmi policromi originali e alcuni frammenti delle statue trovati durante gli scavi archeologici.

L’aula centrale accoglie una parte della collezione epigrafica della città. Al centro sono esposti i frammenti della monumentale statua di Giove, al quale era dedicata quest’aula di culto.

Ricostruzione virtuale dell'aula centrale con la statua di Giove che doveva essere alta oltre 4 metri.

Il Teatro
Accanto al Capitolium si trova il Teatro databile tra il I e il III secolo d. C. La cavea, l'ampio spazio destinato agli spettatori parzialmente adagiato sul declivio del colle Cidneo, accoglie oggi il visitatore, evocando le antiche rappresentazioni quali commedie e tragedie. Si tratta di uno dei più grandi teatri del nord d'Italia.

Ricostruzione virtuale del Teatro, dove venivano messe in scena commedie. Questo di Brixia poteva ospitare fino a 15.000 spettatori.

Dal 2011 il Parco archeologico e il monastero di Santa Giulia sono iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO con il sito I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.).

Riconoscimenti: storia

Comune di Brescia, Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio delle Province di Bergamo e Brescia, Guido Magni, 3D reconstructions By Carraro LAB.

Dal 6 maggio 2017 al 7 gennaio 2018 Brixia. Parco archeologico di Brescia romana ospita la mostra Mimmo Paladino. Ouverture

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
In alcuni casi, la storia potrebbe essere stata realizzata da una terza parte indipendente; pertanto, potrebbe non sempre rappresentare la politica delle istituzioni (elencate di seguito) che hanno fornito i contenuti.
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