Gli affreschi del Pellegrinaio

Complesso Museale Santa Maria della Scala

L'ospedale si racconta. Storie, immagini e volti

Cenni di storia, momenti di leggenda
La storia di Sorore
Al centro dell’affresco un frate dell’ospedale è inginocchiato davanti all’arciprete, intento a narrare una visione. Si tratta di Sorore, la mitica figura di ciabattino che secondo una tradizione consolidatasi successivamente avrebbe fondato l’ospedale.

Una serie di bambini nudi sale lungo una scala verso la Vergine raffigurata nel lunotto in alto. Una scala dorata sormontata da una croce è il simbolo dell’ospedale.

L' accrescere l’ospedale di muraglie
Al centro un gruppo di cavalieri,in cui sarebbe riconoscibile il vescovo che cavalca un mulo, affiancato da chierici e da un elegante condottiero,sta procedendo verso un animato cantiere.A terra un capomastro è intento a disegnare con un compasso,mentre operai con ceste di mattoni si alternano su di un ponteggio.

il ponteggio a terra: un cantiere in presa diretta.
La costruzione dell'ospedale viene narrata con vivacità, con la figura del frate ospedaliero intento a ringraziare per i denari ottenuti su un elaborato sfondo architettonico.

L' investitura del rettore dell’ospedale
Sotto una grande edicola, alla presenza di canonici e oblati, il frate agostiniano Agostino Novello avvolge il rettore dell'ospedale inginocchiato di fronte a lui nella veste buia, il mantello scuro segno di umiltà, che avrebbe sostituito le ricche vesti della vita precedente all’elezione.

Sullo sfondo si intravedono architetture reali: la sede vescovile e la facciata ed i portali del Duomo di Siena con mendicanti e donne che offrono l'elemosina.

Il papa concede l’indulgenza
La scena rappresenta il papa nell'atto di concedere l’indulgenza. Alla consegna, ambientata in un grandioso spazio che si richiama sia al pavimento della cattedrale sia ad architetture del Buon Governo di Palazzo Pubblico, assistono numerosi prelati e figure elegantemente vestite.

Nei personaggi rappresentati potrebbero essere riconosciuti papa Eugenio IV ed il rettore Carlo d'Agnolino. La presenza del collegio cardinalizio e le figure orientali nelle edicole rimandano al Concilio di Firenze e Ferrara del 1439, che segna non solo la riconciliazione fra chiesa d'occidente e quelle ortodossa, copta ed etiope ma soprattutto vede il ritorno a Siena del papa dopo decenni di contrasti con la città.

Gli spazi dell’ospedale
Il governo degli infermi
La scena è ambientata in due ambienti ancor oggi esistenti, il Passeggio e la corsia San Pio, in origine anch'essi dei pellegrinai. L'affresco illustra con puntuale precisione le norme statuarie in materia di cura e assistenza agli ammalati: quest'ultimi sono circondati da medici,oblati dell'ospedale fra cui si riconoscono il rettore,con il caratteristico copricapo nero ed il manto marrone, ed il pellegriniere che adagia un malato sulla barella a sinistra. Sulla destra un monaco agostiniano è intento a ricevere la confessione di un malato mentre degli inservienti stanno portando un catafalco recante lo stemma dell'ospedale.

La scena si caratterizza per elementi di straordinario realismo:la resa della trasparenza delle bottigliette in vetro, le piccole bolle d'acqua nel bacile di rame dove il piede del malato in primo piano è immerso e le numerose suppellettili di uso quotidiano.

La limosina
Secondo l'antico statuto dell'ente, l'ospedale doveva provvedere ai bisognosi tramite la distribuzione del pane a pellegrini, storpi e famiglie indigenti. La scena si svolge all'interno della chiesa, che nel Quattrocento costituiva ancora l'ingresso agli spazi ospedalieri, dove al centro è rappresentato un giovane che viene rivestito con un mantello. In alto a sinistra vi è il baldacchino da cui venivano esposte le reliquie dell'ospedale alla popolazione riunita nella piazza il 25 Marzo.

Nella nobile figura che avanza a sinistra, accompagnata da due paggi uno dei quali recanti un falco, si è proposto di riconoscere l'imperatore Sigismondo IV, qui ringiovanito ed idealizzato poichè morto nel 1437.

Il maritare delle fanciulle
L'affresco racconta la vita all'interno dell'ospedale per i bambini abbandonati che qui venivano accolti. Dopo essere stati allevati nei primi anni di vita dalle balie, bambini e bambine ricevevano all'interno dell'ospedale anche un'istruzione. La crescita di una delle figlie dell'ospedale raggiungeva il suo compimento nel momento del matrimonio, rappresentato sulla destra, celebrato alla presenza del rettore. La dote delle fanciulle spesso era costituita da stoffe ed arredi realizzati dalle stesse all'interno della struttura.

Nel personaggio dal volto aggrottato trattenuto per i polsi si è voluto riconoscere, come in altri particolari dell'affresco, un'eco delle prediche di San Bernardino: la celebrazione del matrimonio come unico freno al pericolo della sodomia.

Il pranzo dei poveri
La scena racconta come, fra i compiti dell'ospedale, figurasse anche la preparazione del pranzo da offrire ai poveri.Sulla sinistra uno dei famigli sta per portare il cibo sulla mensa mentre al centro il rettore accoglie un commensale. La scena si svolge probabilmente nella corte posta tra le attuali corsie di San Pio e San Leopoldo. Interessante è l'eterogeneità dei poveri partecipanti:nobili decaduti o poveri infermi, pellegrini e mendichi.

Il castaldo impartisce ordini ad uno dei famigli.
Il castaldo non era solo il custode delle scorte di dispense dell'ospedale ma ne era anche l'amministratore: si occupava delle cucine e dei turni delle mense. Ai suoi ordini aveva un discreto numero di inservienti (i famigli)

La volta del Pellegrinaio

La decorazione delle volte e dei sottarchi spetta al bolognese Agostino di Marsiglio che nel 1439 realizzò figure di santi, beati, profeti e personaggi dell'Antico Testamento attingendo al repertorio iconografico del secolo precedente.

Gli interventi del Cinquecento
Tra il 1575 ed il 1577 due pittori fiorentini, Pietro Crogi e Giovanni Navesi, vennero incaricati della decorazione dell'ultima campata del Pellegrinaio, risultato del prolungamento della corsia verso la valle e della distruzione dell'antica parete della finestra affrescata nel 1440 da Pietro di Giovanni d'Ambrogio.

Dal punto di vista iconografico appare evidente come si voglia amplificare l'opera dell'ospedale in favore dei gettatelli. Sulla parete di sinistra è rappresentato il pagamento del salario alle balie tramite quantità di grano che provenivano dalle "grance" di proprietà dell'ospedale.

Sulla parete di destra, invece, il pagamento delle balie avviene in denaro che i tesorieri provvedevano puntualmente ad annotare nei registri dell'ospedale.

Riconoscimenti: storia

Santa Maria della Scala, servizio programmazione culturale musei
Redazione di Chiara Nencini

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
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