The Withness of the Body

Fondazione Made in Cloister

Mostra di Laurie Anderson

Laurie Anderson che dipinge The Birth, Guido Harari, 2016, Dalla collezione di: Fondazione Made in Cloister
L'artista
Per oltre 40 anni, Laurie Anderson è stata all’avanguardia nell’uso della tecnologia nelle varie espressioni artistiche ed è stata un pioniere nella realizzazione di specifiche attrezzature audio-video e di proiezione. Si è formata nella pittura e scultura ma molto presto ha iniziato a dominare il tema dell’elaborazione elettronica. Anderson è stata un’artista di riferimento per quel suo modo unico e nuovo di rappresentare suoni ed immagini.In mostra compaiono figure bi-dimensionali e tri-dimensionali oltre a caratteri olografici rappresentati in una gamma che va dai 10 centimetri ai 3 metri di altezza.
Laurie Anderson, Francesco Begonja, 2016, Dalla collezione di: Fondazione Made in Cloister

“Nel Buddhismo non c’è giudizio, tutto ciò che fai è meraviglioso. Se fare l’artista è il tuo modo di scoprire le cose, va bene, è il tuo modo, non c’è un modo giusto in assoluto. Anzi, in realtà il modo giusto sarebbe apprezzare la vita e realizzare che niente è permanente, tutto è mutevole”

Laurie Anderson e Mimmo Iodice, Francesco Begonja, 2016, Dalla collezione di: Fondazione Made in Cloister

“Lascia andare l’ego.
Ascolta la ricerca della tua felicità”

Lolabelle in the Bardo, Riccardo Piccirillo, 2016, Dalla collezione di: Fondazione Made in Cloister
Le grandi tele
A partire dal 2011, dopo la morte della sua cagnolina Lolabelle, Laurie Anderson ha realizzato una serie di opere che registrano su tele di grandi dimensioni e su carta ricordi di vita vissuta, fantasie e sogni legate alle vicende della cagnolina. L’impegno fisico che la realizzazione di grandi dipinti comporta ha permesso all’artista di reagire alla tristezza per la perdita di Lolabelle. Dall’esperienza dell’Action Painting sappiamo che il grande formato costringe il pittore a coinvolgere nella realizzazione dell’opera tanto la mente quanto il corpo. Anderson ha vissuto l’esperienza della pittura con particolare intensità, ma anche con il senso della scoperta, dal momento che questi dipinti sono stati realizzati dopo decenni di pratiche concettuali. In questo senso la pittura implica per lei le dinamiche dell’improvvisazione musicale
Live music al chiostro, Valeria Laureano, 2016, Dalla collezione di: Fondazione Made in Cloister

“Non avere paura.
Come tutte le mattine.
Comprendi”

Porticato del chiostro, Valeria Laureano, 2016, Dalla collezione di: Fondazione Made in Cloister

“Una volta l’hai indossato. Una volta hai fatto quella cosa.
Tutto quello che sapevi del tempo scivola via, si ripete”

Il Chiostro, Francesco Begonja, 2016, Dalla collezione di: Fondazione Made in Cloister
Il linguaggio
Artista multimediale, Anderson ha sviluppato la propria tecnica ed il proprio linguaggio servendosi di tecnologie avanzate. Nei dipinti dedicati a Lolabelle e al Bardo, comunque, è il contenuto a determinare la natura del linguaggio, mentre nelle opere multimediali è il linguaggio a prevalere sul contenuto. Questi dipinti raccontano una storia d’amore, di fedeltà, sono opere sentimentali che rivelano esperienze intime di vita vissuta. Ovvio che in esse il contenuto forzi le griglie linguistiche che hanno caratterizzato le precedenti esperienze artistiche. La dimensione gigantesca dei dipinti, per esempio, è assimilabile a quella delle scenografie teatrali, la disposizione delle figure sulla tela fa pensare ad appunti registrati su un diario da trasferire su uno storyboard.
Opening Laurie Anderson "The Withness of the body", Francesco Begonja, 2016, Dalla collezione di: Fondazione Made in Cloister

“Comprendi che questa è solo una messinscena della tua mente”

Opening Laurie Anderson "The Withness of the body", Francesco Begonja, 2016, Dalla collezione di: Fondazione Made in Cloister

“Comprendi.
Puoi passare attraverso i muri”

Opening Laurie Anderson "The Withness of the body", Francesco Begonja, 2016, Dalla collezione di: Fondazione Made in Cloister

“Abbandona l’attaccamento alle cose della vita”

Dream drawings 2016, Riccardo Piccirillo, 2016, Dalla collezione di: Fondazione Made in Cloister
Il colore
Fatta eccezione per Red Painting e Dream Drawings, le tele di Anderson dedicate a Lolabelle sono tutte in bianco e nero, in cui l’artista fa convivere i colori del lutto: il bianco per i buddhisti ed il nero per gli occidentali. Nella serie di quindici dipinti Dream Drawings, Anderson rappresenta l’esperienza di Lolabelle del Bardo attraverso immagini, situazioni e parole, apparentemente surreali, recuperate dal sogno e concepite come pagine di un diario. Qui Anderson introduce chiaramente l’elemento onirico. La scelta di non affidare questi lavori al bianco e al nero, ma al viola, il colore del fiore di loto, è ancora un riferimento alla cultura buddhista. Fiore di grande bellezza, il loto affonda le sue radici nel fango. Il fango è la metafora dell’indistinto. Il loto lo è della forma.
Opening Laurie Anderson "The Withness of the body", Francesco Begonja, 2016, Dalla collezione di: Fondazione Made in Cloister

“Il tempo si è fermato”

Riconoscimenti: storia

Photo credit Valeria Laureano
Sonia Ritondale
Francesco Begonja
Riccardo Piccirillo
Guido Harari
Text credit Lou Reed
Demetrio Paparoni

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
In alcuni casi, la storia potrebbe essere stata realizzata da una terza parte indipendente; pertanto, potrebbe non sempre rappresentare la politica delle istituzioni (elencate di seguito) che hanno fornito i contenuti.
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