Le Sale del Sapere

Biblioteca Teresiana

La biblioteca Teresiana presenta al suo interno un aspetto austero, pienamente confacente alle ore di laboriosa lettura e di studio che intere generazioni hanno trascorso in queste sale. Abbellite da una splendida decorazione lignea, funzionale ad ospitare negli scaffali le opere più importanti, gli spazi della Teresiana accolsero nel tempo numerose collezioni artistiche e scientifiche.

Le grandi sale
I Gesuiti governano la sede fino alla soppressione dell’ordine nel 1773, poi inizia a nascere la grande biblioteca pubblica che porta il nome della longeva imperatrice. Qui verrà ospitato anche il Museo dell’Antichità, che accoglieva prestigiose collezioni appartenute ai diversi Gonzaga, prima di essere trasferito nelle sale del Palazzo Ducale. Il tutto in un rapporto continuo con la vicina Accademia, in cui si apre ancora oggi il Teatro del Bibiena; inoltre appena a fianco, esiste dal 1883 l’importantissimo Archivio di Stato. Se l’Università viene spostata dagli austriaci a Pavia, permane il sogno e la pratica di un contenitore del sapere, una vera e propria cittadella in cui la Biblioteca (aperta nel 1780) e il Liceo Classico avranno vita continua e fiorente fino ad oggi. Qui si intravede il centro della biblioteca, ovvero la cosiddetta Prima Sala Teresiana.

L’ampio ambiente rettangolare, illuminato da quattro finestre su ciascun lato lungo, è contraddistinto da due ordini di scaffalature destinate ad accogliere i volumi più preziosi. Il materiale usato è legno di noce per le parti più visibili, legno di pioppo per le parti strutturali.

La Biblioteca, restaurata e riaperta al pubblico nel 2014, ospita una straordinaria collezione di testi. Oltre quattrocentomila volumi tra cui quasi millecinquecento incunaboli e oltre milletrecento manoscritti. In particolare il fondo incunaboli è tra i più significativi e ricchi d’Italia. Per la precisione è costituito da 1265 volumi, per un totale di 1083 distinte edizioni. Ventiquattro titoli sono gli incunaboli unici in Italia, tra cui cinque quelli unici al mondo. Non mancano esemplari miniati e edizioni xilografiche di grande pregio.

Le scaffalature della seconda sala verranno installate soltanto nel 1818.

Il sapere e i globi
Il fondo manoscritti della Biblioteca, consistente in 1381 opere (di cui 535 medievali), è di incomparabile importanza. Vennero trasferiti qui i codici appartenenti agli ordini religiosi di tutta la provincia, dopo le soppressioni del periodo asburgico e napoleonico. Gemma nella gemma sono i 385 codici che provengono dall’Abbazia di San Benedetto in Polirone, monastero fondato e protetto dai Canossa (Tedaldo di Canossa, 1007). Lo scriptorium polironiano era un luogo di produzione celebre già all’epoca, la cui attività durò per secoli, attraverso alterne vicende. Poco è rimasto della biblioteca di codici della famiglia Gonzaga, ma alcuni esemplari sono comunque ragguardevoli, così come molto interessanti sono i testi provenienti da altre famiglie nobili mantovane. A questo eccelso nucleo si aggiungono numerosi carteggi di secoli diversi e altre interessanti opere, tra cui ad esempio il manoscritto autografo delle "Confessioni di un Italiano" di Ippolito Nievo (Padova, 1831 - Mar Tirreno, 1861).

Il francescano Coronelli fu anche geografo e cartografo. Egli è autore del testo “Libro dei Globi di misure differenti”. La prima coppia dei globi del Coronelli custoditi nella Biblioteca Teresiana si fa apprezzare innanzitutto per le sue dimensioni, più di un metro di diametro. Il globo terrestre reca una precisa descrizione cartografica, impreziosita da piccoli animali reali o fantastici, oltre che da scene di vita dei popoli che percorrono le varie zone abitate.

Nella rappresentazione del globo celeste, Coronelli inserisce le 83 costellazioni, comprese ovviamente le 12 configurazioni zodiacali. Anche se è incerta l’originaria localizzazione dei due globi, realizzati certamente a Venezia, non è impossibile che entrambi facessero parte delle collezioni Gonzaga.

Matteo Greuter è autore di altri quattro globi, custoditi nella Biblioteca Teresiana, per l’esattezza due terrestri e due celesti. Egli è celebre per una grande carta d’Italia, ma progettando i globi può sbizzarrirsi, inserendo con grazia pittorica rappresentazioni aggiuntive di varie figure.

L’immagine suggerisce l’armonia complessiva tra i globi in cartongesso sostenuti da strutture in legno e le affascinanti sale della Biblioteca.

La seconda coppia di globi del Coronelli è più piccola rispetto alla prima. Tuttavia, nulla viene perso nelle descrizioni e nelle linee che compongono costellazioni e continenti terrestri. Entrambi sono montati sopra un’interessante struttura lignea coeva, che rappresenta Atlante, chino sotto il peso della sfera che è condannato a sostenere.

Un dipinto significativo
Vindizio Nodari Pesenti è uno degli artisti più rappresentativi tra la fine del Ottocento e il primo Novecento mantovano, allievo dello zio Domenico Pesenti, a sua volta pittore di vaglia. Nella sua lunga carriera attraverserà le stagioni dell’Accademismo, del Realismo, del Divisionismo e del Post-impressionismo italiano.

Il quadro, giocato su tonalità chiare, descrive come si presentava all’epoca l’ambiente della Teresiana. Sullo sfondo possiamo ammirare il profilo luminoso, oltre la finestra, della grande cupola di Sant’Andrea, segno distintivo della città. Invece dei libri e dei tavoli da lavoro, però, qui viene descritta l’importante collezione di marmi antichi che verrà poi trasferita in Palazzo Ducale, pur restando di proprietà comunale. L’assenza di visitatori e l’armonia verticale dell’opera dà a questo quadro, oggi giustamente presente nelle sale della Biblioteca, un’atmosfera assorta e incantata.

Un patrimonio inestimabile
La sala di studio riservata ai manoscritti e ai libri rari è illuminata da un’ampia vetrata che dà luce anche al corridoio, la cosiddetta manica di lettura. Nel restauro dei locali, particolare attenzione è stata data all’integrazione degli arredi, i quali, oltre ad essere funzionali alla consultazione, sono stati progettati per non confliggere con la parte antica ancora esistente. La Biblioteca Teresiana, biblioteca comunale del 1881, è oggi anche inserita nella categoria museale.

L’ingresso moderno della Biblioteca dà accesso ad un ampio corridoio al piano terra, che è situato esattamente sotto la manica di lettura.

Storia e storie
La Biblioteca Teresiana custodisce una serie nutritissima di fondi storici, molti di fondamentale importanza. Tra gli archivi personali ricordiamo almeno quello del diplomatico e viaggiatore Giuseppe Acerbi (Castel Goffredo, 1773 - Castel Goffredo, 1846), instancabile collezionista di reperti egizi, e la raccolta di note d’arte del ricercatore e storico Ercolano Marani (Castellucchio, 1914 - Mantova, 1994). Altri fondamentali apporti riguardano la storia del Risorgimento, i fondi relativi alle discipline giuridiche, i contributi alla letteratura dialettale, il fondo Francesco ed Ettore Campogalliani, il primo grande burattinaio tra Ottocento e Novecento, il secondo compositore musicale e insegnante di canto di altissimo livello. Sono anche rappresentate, oltre alle scienze mediche, le scienze naturali grazie al fondo del naturalista Enrico Paglia (Mantova, 1834 - Mantova, 1889).
Il fondo ebraico
La Biblioteca Teresiana accoglie, come lascito di enorme valore, la libreria della sapiente e fiorente comunità israelitica locale: 160 manoscritti, dal quattordicesimo secolo in poi, e 1549 opere a stampa. Mantova fu infatti centro del sapere ebraico, luogo di scuole cabalistiche, produttrice di teatro ebraico e di poesia, nonostante le persecuzioni antiche e moderne. Nel ventesimo secolo il mantovano Vittore Colorni fu grande studioso di queste discipline, donando infine alla Teresiana la sua biblioteca personale.

Il profilo della concattedrale di Sant’Andrea, ideata da Leon Battista Alberti (Genova, 1404 - Roma, 1472), appare nell’ampia finestra centrale che illumina la manica di lettura.

La Sala degli Affreschi
Questo ambiente, al secondo piano della biblioteca Teresiana, a sinistra della parte finale della manica di lettura, aveva certamente destinazione sacra, come testimoniano gli interessanti affreschi che lo decorano. Forse si trattava del cosiddetto “oratorio delle Scuole inferiori”. Gli affreschi, che illustrano episodi della vita di Cristo, sono stati attribuiti da Stefano L’Occaso, sia pure in modo dubitativo, al pittore tardo barocco Siro Baroni, che visse e lavorò a Mantova, e di cui esistono opere nelle chiese mantovane di San Barbara e Sant’Orsola.

La caratteristica fondamentale degli affreschi di questa sala è il presentare figure non grandi, tratteggiate con abilità e grazia, immerse in fondali paesistici dominati da un grande cielo azzurro. Tutto appare azzurro tranne le figure stesse, che risultano di colore più intenso per raccontare con forza episodi della vita di Cristo.

Cristo chiude gli occhi e piega il corpo per offrirsi all’acqua benedetta che Giovanni Battista, dall’aspetto possente, gli versa sul capo.

Particolarmente smarriti appaiono i protagonisti di questa scena, quasi intimoriti dall’aspetto ieratico del Cristo, che li chiama alla predicazione e al martirio.

La Sala delle Vedute
La cosiddetta Sala delle Vedute è situata al piano terra, alla fine del grande corridoio d’entrata. Aperta nel 2014 dopo i restauri, è diventata spazio per conferenze. Forse coincidente con la prima sala di lettura della biblioteca popolare, è impreziosita da una decorazione ad affresco che propone due coppie di fanciulle con libri e quattro danzatrici. Inoltre, e da qui viene il nome, completano lo spazio appena sotto il soffitto dieci vedute di Mantova, sfumate in una lontananza che suggerisce i monumenti e gli altri insediamenti urbani. Il gusto della decorazione è marcatamente Liberty, e si fa apprezzare per la leggerezza e l'aggraziata combinazione dei colori.
Riconoscimenti: storia

Ideato e promosso da / Founded and Promoted by:
Mattia Palazzi (Sindaco del Comune di Mantova)
con Lorenza Baroncelli (Assessore alla rigenerazione urbana e del territorio, marketing urbano, progetti e relazioni internazionali del Comune di Mantova)

Coordinamento Scientifico / Scientific Coordinator:
Sebastiano Sali

Curatore testi e immagini / Superintendent texts and images:
Giovanni Pasetti

Foto di / Photo by:
Gian Maria Pontiroli

Redazione/ Editors:
Erica Beccalossi
Sara Crimella
Carlotta Depalmas
Veronica Zirelli

In collaborazione con / In collaboration with:
Biblioteca Teresiana

Un ringraziamento speciale a / A special thanks to:
Cesare Guerra
Pasquale Di Viesti
Emma Catherine Gainsforth

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
In alcuni casi, la storia potrebbe essere stata realizzata da una terza parte indipendente; pertanto, potrebbe non sempre rappresentare la politica delle istituzioni (elencate di seguito) che hanno fornito i contenuti.
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