Giappone: Contemporary Japanese Artists

Imago Mundi

Artisti contemporanei dal Giappone

Il Giappone, come apparso in 207 opere
Lo scorso ottobre venne in galleria a Parigi Luciano Benetton, il fondatore del Gruppo globale che richiama subito alla mente i colori accesi del marchio United Colors of Benetton e la pubblicità che, a volte in modo provocatorio, proponeva temi sociali. L’entusiasmo che si avvertiva nella sua aria affabile e serena era il carisma che deriva dall’aver creato l’impero Benetton o la passione nei confronti dell’arte?

Yuki Fujiwara - My Seal, 2013

Mi disse di volere le opere di 150 o, meglio, 200 artisti giapponesi emergenti come promesse. Ma le voleva di piccolo formato: 10 per 12 centimetri. Con la forte impressione che gli autori di questi ultimi tempi non riescano ad esprimersi se non con supporti di grandi dimensioni, risposi che avrei preferito misure almeno un po’ più grandi. Ma ormai il progetto era già iniziato in America Latina, nei paesi dell’ex Unione Sovietica e in Cina: i 10 per 12 centimetri non si potevano cambiare, purtroppo. Su una superficie così piccola, quanto si sarebbe mai riuscito ad esprimere? Fui preso da un senso di ansia, ma in seguito mi sarei reso conto che era un timore infondato.

Manami Koike - Maiko, 2013

Manami Koike - Maiko, 2013

Accettata la richiesta di Luciano Benetton e d’accordo sui 10 per 12 centimetri, chiesi l’esposizione delle opere a Venezia, e per di più durante il periodo della Biennale 2013. Venezia dista solo 30 km da Treviso, città natale e sede dell’azienda di Luciano Benetton, per cui ero convinto che avrebbe fatto tutto il possibile. Infatti si dimostrò subito d’accordo sul luogo della mostra. Ma devo dire che fui oltremodo stupito quando, alcuni giorni dopo, ricevetti le foto di Fondazione Querini Stampalia, uno degli esempi più illustri di casa-museo e importante istituzione culturale veneziana. Gli accordi con Luciano Benetton si conclusero in modo chiaro e conciso, nonostante il mio francese maldestro, per le rapide decisioni prese su tutti i punti importanti del progetto.

Manami Koike - Maiko, 2013

Manami Koike - Maiko, 2013

Hirotaka Kasahara - Seed of Desire, 2013

Io giudicai inutile la funzione del curatore per concretizzare il progetto e decisi di evitare una scelta degliautorifatta,unoperuno,solodame.L’importante era, più di ogni altra cosa, realizzare quello che Luciano Benetton aveva in mente, e cioè che 200 lavori di artisti giapponesi, messi tutti insieme, rendessero l’immagine del Giappone. Se invece avessi scelto io gli artisti, ovviamente mi sarei basato solo sul mio gusto personale e quindi sarebbe stato un Giappone come lo vedo io. Eliminai perciò i preconcetti adottando come metodo di scelta non i miei soli occhi, ma quelli di varie personalità del mondo artistico dall’eccellente senso estetico.

Hiromi Yuasa - Moon, Flower, Karma, 2013

Shion Suga - Enishi ~ Meeting Is a Treasure, 2013

Atsushi Suwa - Head of a Woman, 2013

Kagen Higuchi - Life/One’s Self Only This Road, 2013

A riprova che “il Giappone appare” dalle opere, il tema è libero; e anche la tecnica è libera. Di stabilito c’è solo la piccola superficie di 10 per 12 centimetri, ogni artista crea la sua arte come vuole. Quando le 200 creazioni saranno esposte tutte insieme, che cosa apparirà mai?

Hiroaki Kano - Final Abode, 2013

Kazuki Takamatsu - Girl, 2013

Yuya Fujita - YF468, 2013

Chiesi a Naofumi Maruyama, Natsunosuke Mise, Satoshi Murakami, Norihiko Nukata, O JUN, Keizaburo Okamura, Meo Saito, Norihiko Saito, Takehiko Sugawara, Atsushi Suwa e Takashi Yamauchi (in ordine alfabetico) di proporre gli artisti a loro giudizio e pregiudizio. Una sola condizione: artisti talentuosi e di nerbo. Niente di più e niente di meno. Un fatto che non avevo previsto fu che vi parteciparono anche molti degli artisti stessi ai quali avevo fatto la richiesta. All’inizio, intendendo alla lettera le parole di Luciano Benetton, che diceva di desiderare un gruppo
di artisti emergenti, avevo vagamente pensato di scegliere soprattutto artisti relativamente giovani. Poi, mentre andavo in giro a formulare proposte, con un felice errore passai a un gruppo formato principalmente da autori attualmente in piena attività. Non avevo avuto nessuna idea di far partecipare studenti o artisti di scarsa esperienza; d’altra parte, data la richiesta di un’offerta gratuita delle opere, ritenevo difficile la partecipazione di nomi con alto valore sul mercato attuale. Tuttavia, grazie alla rinomanza del marchio e all’entusiasmo di Luciano Benetton nei confronti del progetto, che riuscii a trasmettere, siamo arrivati a una esposizione di opere di molte personalità che hanno un ruolo trainante nel mondo artistico giapponese. Ogni volta che mi veniva chiesto: “Posso esporre anch’io?”, la gioia che provavo era di un prezioso tepore.

Haruomi Izumi - Angels, 2013

Hisako Iwai - The Truth Is in a Secret, 2013

Kyohei Nogawa - TR 1522 N9, 2013

Nel freddo intenso di fine febbraio, le opere piccole come una cartolina erano affluite una dopo l’altra. “Mi sono semplicemente divertito”, “È stata un’occasione per cimentarmi in un lavoro di misure minime”, “Penso di fare un mostra di lavori di questa grandezza”: erano di questo genere i commenti che dimostravano la felicità dei partecipanti, e ogni volta che li sentivo il mio volto si illuminava di sorrisi.

Kae Higuchi - Five Steps, 2013

Mina Ikeda - Goldfish, 2013

Akiko Yagi - Ski Man, 2013

Hiroyuki Nakajima - Sutra of Buddha, 2013

Ma a rallegrarsi non erano soltanto gli artisti. L’emozione piena di aspettative ogni volta che aprivo con delicatezza un pacchettino, l’agitazione per un risultato superiore al previsto, un fremito d’ansia e poi un sospiro di sollievo nei confronti della mia missione: devo dire che io stesso provavo ogni volta un gradevole senso di appagamento. I 207 lavori raccolti sono tutti pieni di vigore. Confesso che prima di vederli non immaginavo che sarebbero stati così ricchi di contenuto. Esposte tutte insieme, queste opere rappresentative che, forse per via delle qualità dei giapponesi, lasciano immaginare le minuziose fasi di creazione e l’attenzione riposta in ogni minima parte dei 10 per 12 centimetri, sono veramente il massimo. La piccolezza che mi aveva preoccupato all’inizio si era trasformata in 10 per 12 centimetri che non preoccupavano più. Chi avrebbe detto che si poteva ottenere un’espressività concentrata fino a questo punto? Meravigliato, mi trovai obbligato a rivedere il concetto di grandezza che avevo avuto all’inizio.

Takuya Osawa - Silver Moon, 2013

Yasuko Ishihara - Soar, 2013

Masaomi Oura - Phoenix and Rising Sun, 2013

Norimoto Fujimura - Om/Aun, Alpha & Omega, 2013

Se un artista ha talento espressivo e la sua tecnica
si distingue, nelle sue opere si intravvede naturalmente la sua individualità, qualunque cosa esprima. Al contrario, se in un artista non si scorge nulla, o manca di talento o la sua tecnica non è matura, la sua individualità non appare consolidata.

Tetsuya Noguchi - Someone Samurai, 2013

http://www.imagomundiart.com/collections/contemporary-japanese-artists

Riconoscimenti: storia

Project management
Makoto Horita
Junko Imai
Maiko Wada
Kyoko Yoshikawa

Organization
Valentina Granzotto

Editorial coordination
Enrico Bossan

Texts
Luciano Benetton
Tsugu Tamenaga
Akira Tatehata
Demetrio De Stefano

Translation and editing
Emma Cole
Anna Franchin
Tom Ridgway
Kumiko Tamaru
Pietro Valdatta
CCFJ Translation Center

Art direction
Namyoung An

Photography
Marco Pavan

Production
Mauro Bedoni
Marco Pavan

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
In alcuni casi, la storia potrebbe essere stata realizzata da una terza parte indipendente; pertanto, potrebbe non sempre rappresentare la politica delle istituzioni (elencate di seguito) che hanno fornito i contenuti.
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