L’universo femminile nella storia del Castello

Castello Odescalchi

La presenza femminile tra le mura del Castello di Bracciano nel ruolo di dame, spose e ospiti ne ha attraverso i secoli influenzato le vicende politiche e artistiche. Delle storie private di queste donne, poco note e spesso sfuggenti, le opere del Castello possono restituire inediti frammenti.

Correva l’anno 1496 quando Bartolomea Orsini, sorella di Gentil Virginio e sposa del condottiero Bartolomeo d’Alviano, mostrava il suo coraggioso temperamento nel difendere il feudo di Bracciano dall’assedio mossogli dalle truppe del pontefice Alessandro VI Borgia.
L’atmosfera serena, quasi idilliaca, che avvolgeva il Castello, il vicino lago e i circostanti boschi nei periodi di pace è, invece, evocata dal ciclo pittorico dipinto a fresco nella Sala delle Donne. Dove una bottega, di probabile origine transalpina, ha illustrato sotto la guida si suppone di una committente, rimasta anonima, l’universo femminile fuori e dentro il Castello sul crinale del Quattrocento, attraverso significativi episodi estratti dalla vita cortese del tempo restituiti con uno stile fresco e a tratti ingenuo che rievoca i celebri cicli pittorici del gotico internazionale.

saltarello

Agli inizi del XVI secolo la colta Felice della Rovere (1483-1536), consorte di Giangiordano Orsini - il cui profilo in rapporto con la storia del Castello è stato di recente messo in luce grazie alle ricerche di Anna Cavallaro - commissionò un elegante fregio pittorico destinato alla Sala Maggiore dell’Ala di rappresentanza del maniero volto a glorificare gli esponenti di casa Orsini accanto a illustri personaggi ed eroine della storia antica.

Nel 1552 la dodicenne Felice Orsini (? – 1596), sorella di Paolo Giordano I, colta e apprezzatissima per la sua melodiosa voce, andò in sposa a Marcantonio II Colonna, sancendo un periodo di pacifica alleanza tra le due potenti famiglie romane. Qualche anno dopo, il Castello rinnovato sotto la spinta dello zio il cardinale Sforza di Santa Fiora e del giovane Paolo Giordano si apprestava a ricevere la nobile Isabella dei Medici.

Dalle nozze di Virginio II, figlio di Isabella e Paolo Giordano, con la nobildonna Flavia Peretti Damasceni, venne alla luce Maria Felice Orsini (1599-1666).

La sua immagine di donna adulta è tramandata da una grande tela esposta all’interno dell’ala nord del Castello .

La duchessa, a seguito della scomparsa improvvisa del nobile consorte, il colonnello francese duca di Montmorency, si ritirò a vita monastica nel convento di Notre-Dame di Moulins.

La piccola Maria Felice era stata tenuta a battesimo dalla Duchessa Margherita Gonzaga d’Este, il cui ritratto - per molto tempo confuso con quello di Isabella dei Medici - si conserva nella Sala Orsini del Castello, riflettendo una complessa trama di rapporti tra gli Orsini e le altre potenti dinastie del tempo.

Tra gli ospiti più illustri nella lunga storia del Castello occupa un posto di assoluta rilevanza Cristina di Svezia. Un dipinto di grande formato la raffigura nella veste di giovane regina, ricordando la sua visita al Castello, ospite di Paolo Giordano II Orsini, nel dicembre del 1655. Il duca di Bracciano infatuato dalla fama della sovrana aveva intrapreso con lei un intenso carteggio culturale e così il primo viaggio in Italia offrì alla regina l’occasione per fargli gradita visita, ricompensandolo per averle fatto dono della sua duratura e sincera amicizia.

Corelli, La Follia

L’età d’oro degli Orsini si chiuse con la sposa di Paolo Giordano II, la duchessa Isabella Appiani di Piombino (1577-1661), di cui resta memoria in un intenso ritratto scolpito nel marmo alla metà del Seicento dallo scultore Guglielmo Fiammingo, che abbinato al busto raffigurante il duca di Bracciano costituiva un’efficace rappresentazione dei coniugi Orsini a l’apice della loro potenza, uniti dal comune amore per l’arte che li aveva elevati a illustri mecenati della cultura barocca.

Riconoscimenti: storia

virtual exhibition by Eleonora Chinappi

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
In alcuni casi, la storia potrebbe essere stata realizzata da una terza parte indipendente; pertanto, potrebbe non sempre rappresentare la politica delle istituzioni (elencate di seguito) che hanno fornito i contenuti.
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