EUR
In previsione dell'Esposizione Universale Romana del 1942, l'EUR fu pensato come un quartiere moderno, innovativo, fatto di prospettive scenografiche e maestose architetture metafisiche. Fulcro di un'operazione di propaganda in cui cultura, economia e politica si sarebbero intrecciate, il nuovo intervento urbano venne posizionato in un'area servita dalla nuova Metro.

Federico Fellini era a tal punto affascinato dall'atmosfera metafisica dell'EUR da renderlo scenario di alcuni suoi celebri film.

L'ingresso da sud era stato immaginato da Adalberto Libera come incorniciato da un colossale arco di alluminio, mai realizzato. L'idea è stata poi ripresa, citazione quasi letteraria, da Eero Saarinen nel Gateway Arch di Saint Louis.

Foro Italico
Progettato da Enrico Del Debbio e realizzato tra il 1927 e il 1933, il Complesso del Foro Italico fu terminato solo dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale.  Caratterizzato da un impianto monumentale, con l'enorme obelisco e le imponenti statue di marmo dono delle varie province italiane,  il complesso sorge alla base di Monte Mario. 

Tra gli edifici del Foro Italico, il Palazzo del CONI (Ex Accademia di Educazione Fisica Italiana) si caratterizza per la forma ad H, mentre lo Stadio dei Marmi spicca per l'imponente corona di statue. Sul lato meridionale del complesso, la Casa delle Armi, progettata da Luigi Moretti, si caratterizza per un forte spirito classicista, in cui emerge però la volontà di legarsi alle tendenze del Movimento Moderno.

La Città Universitaria
Ideata per riunire la "culla del sapere" in un unico luogo, la Città Universitaria venne inaugurata nel 1937. Frutto del lavoro di alcuni tra i più importanti architetti dell'epoca (Michelucci, Ponti, Rapisardi, Pagano), fu progettata sulla base delle linee guida dettate dal tradizionalista Marcello Piacentini. Da qui, la ripetizione di elementi semplici, le aperture rettangolari ripetute sui prospetti, le masse piene in laterizi e pietra. Nell'intero complesso è forte il pensiero piacentiniano: emerge la volontà di un classicismo privo di ornamenti, in cui rimane però fortissima l'istanza di monumentalità.

Dal monumentale ingresso su Piazzale Aldo Moro la prospettiva conduce lo sguardo verso il Palazzo del Rettorato, davanti al quale si erge la Statua della Minerva, simbolo della Sapienza. La statua in bronzo, opera di Arturo Martini, è oggetto di una credenza popolare tra gli studenti dell'Università, secondo la quale fissando la Minerva negli occhi prima di un esame si verrà inevitabilmente bocciati.

Poste e Telegrafi
Il Piano di Sviluppo dell'Urbe prevedeva, tra le altre cose, il decentramento dei servizi al di fuori del nucleo storico cittadino. Vennero così banditi alcuni concorsi per la realizzazione dei nuovi edifici postali di Piazza Bologna, Via Marmorata, Via Taranto e Viale Mazzini. Ne risultarono edifici opera dei più importanti architetti dell'epoca (Libera, De Renzi, Ridolfi, tra gli altri), a tal punto riconoscibili da essere, ancora oggi, punti di riferimento per interi quartieri.
Riconoscimenti: storia

La mostra è stata curata dal Comitato Giovani della Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO - Lazio: Antonio Geracitano, Marco Anzellotti, Vittoria Azzarita, Andrea Bangrazi, Ilaria Cacciotti, Francesca Candelini, Giovanni Cedrone, Carlotta Destro, Caterina Francesca Di Giovanni, Alessandra Feola, Paolo Ianniccari, Marta Lelli, Laura Leopardi, Ginevra Odone, Dario Saltari, Paolo Scipioni.

Comitato Giovani della Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
In alcuni casi, la storia potrebbe essere stata realizzata da una terza parte indipendente; pertanto, potrebbe non sempre rappresentare la politica delle istituzioni (elencate di seguito) che hanno fornito i contenuti.
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