Puoi chiedere a qualsiasi veneziano. La festa più spettacolare di Venezia non è il carnevale, ma la festa del Redentore, che risale a 440 anni fa. Ogni anno uno straordinario spettacolo di 25.000 fuochi d'artificio illumina la Serenissima, mentre gli abitanti si riappropriano dei canali a bordo delle loro piccole barche. Ma questa festa ha un passato oscuro e terribile, che ha però portato a una sorprendente innovazione italiana.

Venezia, 1575
La straordinaria storia della festa del Redentore ha inizio con un comune ratto nero. Questi ratti apparentemente innocui arrivarono a Venezia a bordo di una delle tante galee mercantili della Repubblica. Ma anziché portare spezie esotiche da terre lontane, portarono qualcosa di molto più sinistro: la peste.
I pionieri della gestione del rischio
Esistono tanti lazzaretti in tutto il mondo, ma il primo è nato a Venezia. Si tratta di uno dei primissimi esempi di gestione del rischio. In effetti, anche la parola "quarantena" è nata in questo periodo. Questi luoghi desolati non sono indicati sulle cartine turistiche, ma seguici all'interno, se hai il coraggio...
Ingresso Principale
Vista dal Lazzaretto Vecchio
Un'area per la quarantena

I medici della peste

Al giorno d'oggi associamo la spaventosa maschera del medico della peste alla morte. Ma in realtà queste oscure figure erano i supereroi del loro tempo. Indossavano un abito che potrebbe essere considerato l'antenato della tuta protettiva, mentre la maschera aveva un lungo becco in cui erano contenute erbe aromatiche che agivano da filtro per evitare il contagio.

La promessa del Redentore

Alla fine Venezia è riuscita a salvarsi dalla peste attuando una strategia di quarantena innovativa, ma all'epoca si diede il merito a Cristo Redentore .Per ringraziare il Signore per avere liberato la città dalla peste, la Repubblica di Venezia rispettò la promessa di costruire una chiesa: il Redentore.

Un capolavoro palladiano

La basilica del Redentore fu progettata nel 1577 da uno degli architetti italiani più influenti, Andrea Palladio.

L'architettura palladiana è una combinazione di stili romani e greci che da quasi 500 anni è fonte di ispirazione per architetti di tutto il mondo.

La posizione della chiesa su un'isola nel canale della Giudecca non è casuale: il fatto che sia raggiungibile via acqua rappresenta un rituale religioso simbolico.

Attraversamento del ponte votivo

Nel 1577 si svolse a Venezia una processione religiosa su un ponte di barche per raggiungere l'isola della Giudecca e posare la prima pietra della basilica del Redentore. Da allora la tradizione non è cambiata. La processione è uno dei più importanti eventi della festa moderna.

La processione del Redentore oggi

Ogni anno, durante la festa, i veneziani rispettano la tradizione: costruiscono il ponte temporaneo e partecipano all'attraversamento storico e simbolico per raggiungere la chiesa del Redentore.

Un ponte sul passato

Guarda la costruzione del ponte nel 1951.

La luce continua a brillare
Dal terribile periodo oscuro sono nate grandi cose: un'innovativa strategia di gestione del rischio, una chiesa magnifica e una potente celebrazione della vita tramandata fino a oggi. E non finisce qui. Esiste anche una moderna tradizione del Redentore. Quando cala la sera, le persone si riuniscono per godere dell'evento più atteso: i fuochi d'artificio.
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