La nascita della moda italiana (Prima parte)

La Sala Bianca e la nascita della moda Italiana
Il 12 Febbraio 1951 è una data storica che segna la nascita della moda Italiana. La prima sfilata organizzata a Firenze da Giovanni Battista Giorgini per alcuni rappresentanti della stampa e alcuni centri commerciali Nord Americani, determina l'inizio di una politica di marketing a lungo termine per i prodotti di moda negli Stati Uniti. Una politica iniziata nel periodo immediatamente dopo la guerra, ma che solo in quel momento ha trovato le condizioni e le persone che ne determineranno il lancio.
Alta Moda Italiana
Tradizioni, nuove idee, buon gusto

Le presentazioni di moda Fiorentine

Nei primi anni delle presentazioni di moda Fiorentine, la stampa parlava di uno stile italiano piuttosto che di una vera moda italiana. Le collezioni, nonostante fossero ricche di idee, non sembravano avere i punti di forza necessari per imporsi autonomamente. Tuttavia, lo stile non mancava, cosa che successivamente determina il loro successo.

Stile Italiano

Lo stile italiano era il prodotto di un istinto, una qualità che è una seconda natura degli italiani, forse derivata dall'esposizione duratura all'arte e alla cultura, una prerogativa invidiata dagli Americani. La moda italiana era inoltre libera dai condizionamenti dei nomi del passato, dunque appariva più agile, giovane e a metà strada tra la standardizzazione americana e l'apparenza "complicata" della moda francese.

Made in Italy

Il desiderio di sorprendere, di dare una svolta agli approcci presi dall'Alta Moda Francese, si è mischiato con la lunga esperienza nell'usare materiali alternativi. Il bisogno di fornire un prodotto di qualità, al contempo originale e possibilmente difficile da copiare, ha stimolato i designer italiani a provare tutte le tecniche decorative disponibili, enfatizzando le tecniche manifatturiere e le varietà di design. Queste, volevano fare riferimento alla tradizione italiana, guardando indietro ai riferimenti storici, caratteristiche dell'arte Italiana e del paesaggio.

Ricamo

Il ricamo, più del pizzo, si è dimostrato essere la tradizione decorativa più adatta per la prima sfilata di presentazione, considerando la varietà di forme che era possibile conferirgli e la sua capacità di dare un tratto distintivo, perfino sugli outfit più anonimi.

L'eccellente qualità dell'artigianato è stato molto apprezzato in paesi come l'America, dove la maglia fatta a mano era inusuale. A generare entusiasmo hanno contribuito molto anche la bellezza delle stoffe italiane e del senso del colore.

Immaginazione unica

L'immaginazione e il dettaglio accurato attraggono i compratori alla ricerca di ispirazione per nuovi prodotti di moda.

Sport e abbigliamento informale

La predilezione per lo sport e per l'abbigliamento informale ha segnato un altro punto di forza per la moda Italiana, a sfavore dell'eccessiva sofisticazione della moda Francese.

Impermeabili, velluto a coste e giacche di pelle scamosciata, pantaloni, pullover con forme delicate e semplici, si impongono come prodotti italiani tipici e di successo.

Il taglio Italiano

Secondo l'opinione dei compratori e della stampa, la praticità della moda italiana era basata sulla semplicità del taglio, che ha reso possibile la produzione di abiti che sono stati presentati a Firenze. Questa considerazione, applicata alle linee boutique di specifici nomi e specifici pezzi di alta moda - in cui l'esclusività derivava dalle stoffe usate e all'artigianato - non possono essere generalizzate. Stagione dopo stagione, con crescente maturità e confidenza, i designer Italiani perfezionarono il taglio così da renderlo funzionale alla costruzione del capo.

I fattori di successo

Artigianato, immaginazione, buon gusto e senso artistico sono stati fattori decisivi nella moda italiana. Ma forse, quello determinante, soprattutto durante i primi anni 50, è stata la relazione qualità prezzo dei prodotti italiani, collegata al basso costo della produzione e dell'artigianato, portato avanti in strutture individuali con pochi impiegati.

Il business della moda italiana

In Italia l'oscillazione dei prezzi nel 1951 poteva variare da un massimo di 300.000 Lire (about 500 Dollars) per oggetti ricamati di alta moda, e un minimo di 6000 Lire (circa 10 dollari) per capi più semplici. La moda Italiana era molto competitiva.

Promozione della moda Italiana

Inoltre il successo della prima sfilata è stato così grande da essere pubblicizzata sulle riviste americane. In questo modo l'Italia ha ricevuto promozione per i capi mostrati a Firenze per circa due bilioni di Lire, senza tuttavia pagare un centesimo.

Uomini sulla passerella
La sfilata organizzata da Giorgini ha inoltre segnato il debutto della moda maschile, per la prima volta sulla passerella insieme a quella femminile con risultati assolutamente nuovi rispetto a quelli Parigini.

Brioni - per uomini e donne

Nel gennaio 1952, al Grand Hotel Brioni di Roma, è stata presentata una giacca smoking di tessuto di seta che accompagnava un abito di Jole Veneziani. L'originalità del capo, creato a partire da un suggerimento di Giorgini con una stoffa senza precedenti per questo tipo di outfit, l'ha reso molto popolare. Nella stessa occasione, i sarti Romani hanno presentato capi uomo e donna con lo stesso taglio, anticipando il futuro dell'unisex.

All'alba dell'ormai consolidata moda maschile, che ha coinvolto un vasto settore di accessori, nel Novembre 1969, la moda ready to wear è stata presentata nella Sala Bianca con dodici marchi: Baratta, Caraceni, Datti, Litrico, Ken Scott, Nativo, Rosati, Siviglia, Valentini, Bazzarrini, Barbaro, Pucci (con tessuti di Ermenegildo Zegna).

Accessori italiani
Se l'interesse di Giorgini nei designer italiani era finalizzato alla creazione di moda, gli accessori si sono sviluppati su larga scala intorno allo stile italiano, diretti verso un vasto numero di aree di mercato - cappelli, scarpe e gioielli, ma anche borse, sciarpe e ombrelli, oltre che tutto quello che era collegato all'industria dell'abbigliamento - bottoni, cinture, passamanerie e guanti.

La sfilata è servita inoltre a presentare nomi meno conosciuti al settore, ma egualmente seguiti dai compratori, perchè erano collegati al sottile artigianato italiano. Per questo era necessario creare, oltre agli eventi di moda, una mostra specifica per gli accessori, che nel 1955 è diventato uno degli eventi più importanti in Italia e Europa, con la partecipazione di cinquanta società dedicate.

Modisteria Italiana

Con il tempo, anche i cappelli italiani sono diventati ricercati nella produzione in termini di materiali: colori, stili, competendo per il primo posto con la Francia. Le creazioni di Gigi di Firenze, Biancalani, Canessa, Cerrato, Export-Zacco, Gallia Peter, Romagnoli, Cartoni, Lea Livoli, e Monsieur Gilles, non erano più accessori ma parti necessarie alla linea dell'abito.

Scarpe italiane

Il punto di forza dell'innovazione nello stile italiano è costituito anche dalle scarpe, presenti a tutti i livelli del mercato fino alle produzioni di lusso. Dalla produzione industriale del Calzaturificio di Varese e i prodotti semi industriali di Magli di Bologna, fino alle scarpe fatte a mano da Ferragamo. Tutto il settore della manifattura di scarpe italiana era noto in tutto il mondo per il design moderno, l'artigianalità eccellente e la qualità delle pelli.

Il fermento
Alcuni estratti di articoli pubblicati dal 1946 al 1959 che indicano il contesto dell'avventura di Giorgini e l'eco che ha assicurato il mito della moda italiana fin dalla sua nascita.

"C'è fermento nell'aria italiana che ci fa credere, giustamente o ingiustamente, che se l'Italia può permettersi un periodo di pace e libertà, potrà portare in Europa e a tutti noi una straordinaria vitalità creativa."

Mirna Mannes, Italy Reviews, "Vogue USA", 15 Settembre 1946

“Ci sono tre cose entusiasmanti della moda Italiana oggi: la prima è che l'Italia può produrre degli abiti che piacciono all'America - producendoli in modo assolutamente incomparabile rispetto ad altre città Europee. Per nominarne alcuni: abiti da pomeriggio, resort, per il viaggio, per sciare; due pezzi, ultima moda, articoli da boutique e accessori". (Continua)

(Continua) "La seconda sono le stoffe - tutto ciò che riguarda le stoffe italiane è degno di nota. La terza sono gli abiti da sera, meravigliosi, realizzati in seta a un costo relativamente basso [...]. Queste sono le tre cose in cui gli italiani devono essere incoraggiati: dovrebbero essere date loro le ali per sviluppare le loro specialità più caratteristiche, scoraggiandoli dall'adattamento allo stile francese - una tendenza che sta diventando un trend, solo perchè si spera che possa attrarre i compratori americani".

Italian Collection Notebook, "Vogue USA", 5 Settembre 1952

Le mode italiane - con l'aiuto del gusto italiano - ha invaso gli Stati Uniti questa primavera. Su queste pagine, i look mostrano sei contesse e due marchese mentre indossano le ultime creazioni di designer italiani. (Continua)

(Continua) "In tre settimane sono arrivate da questo lato, apparendo a Washington e Hollywood. L'Italia vedrà un record di compratori americani alle sue sfilate a luglio. Le signore aristocratiche sono altamente ottimiste: "Perfino la ragazza al guardaroba di El Morocco" dichiara la Contessa Maria Brandolini, "mi ha chiesto dove ho preso il mio vestito".

All'inizio di quest'anno, sotto i lampadari della Sala da ballo di Palazzo Pitti, raggi di luce si riflettevano sulle modelle slanciate, camerieri in divisa bianca passavano con drink e sandwiches, e le compagnie telefoniche erano impegnate accanto ai telegrafi per ricevere gli ordini dai compratori. Gli acquirenti americani erano in forze: infatti, l'industria della moda italiana è ora seconda solo al turismo per fatturato. (Continua)

(Continua) "L'ascesa della moda italiana è in buona parte dovuta al lavoro di Giovanni Battista Giorgini, conosciuto come il Papa della moda. Giorgini rappresenta una lunga lista di brand americani, inclusi Lord & Taylor, I. Magnin, B. Altman, Bergdorf Goodman, e Nieman-Marcus. E' inoltre presidente dell'associazione italiana della moda e ha dato all'industria il prestigio di Dior e l'efficienza di Macy's [...]"

The Italian Look, "Fortune", Marzo 1959

Riconoscimenti: storia

Tutte le immagini fanno parte del volume "La Sala Bianca. La nascita della moda italiana" libro curato da Giannino Malossi (1992, Electa, Milano) in occasione della mostra realizzata da Pitti Immagine a Palazzo Strozzi dal 25 giugno al 25 settembre 1992.

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
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