Siena, frutto anche dei suoi personaggi storici, è qui riproposta percorrendo i luoghi simbolici della sua fede cristiana. Sviluppatasi lungo e grazie all’asse “spirituale” della Via Francigena, che per secoli l’ha resa una tappa di pellegrini provenienti da tutta Europa, Siena è qui analizzata evidenziando la sua storia religiosa, visto l’elevato numero di patroni, nonché predicatori, divenuti simboli dell’Italia cattolica come del resto del mondo cristiano. Sono suggeriti di seguito percorsi ricostruiti sulle tappe salienti dei Santi e accennando, in alcuni casi, alle opere artistiche che hanno attestato la presenza degli stessi assieme alla grandezza dell’arte senese. Ricordiamo poi come nel 2015, in occasione di Siena Capitale della Cultura Italiana e del Giubileo del 2016, sia stato riproposto il percorso di pellegrinaggio intrapreso dalla Confraternita di Santa Caterina nel 1600, segno di una volontà attuale di partecipazione tanto alla vita spirituale quanto alla storia.

Santa Caterina e la sua Siena
Patrona d’Italia e d’Europa, al secolo Caterina Benincasa (Siena 1347- Roma 1380), è una delle ultime figlie della numerosa prole del tintore Jacopo Benincasa e di Lapa. Infante dal carattere ribelle e tenace, cresce in una modesta casa della Contrada dell’Oca, in Via Costa di Sant’Antonio al civico n.6. Già dal 1464 la sua casa, passata di proprietà del Comune, è trasformata in Santuario. Santa Caterina è nota al mondo, oltre che per il suo animo caritatevole e misericordioso, soprattutto per i suoi numerosi scritti, nonostante fosse analfabeta, e per il suo rapporto con il Papato. Negli ultimi anni della cosiddetta cattività avignonese, si spende moltissimo per convincere il Papa a rientrare a Roma.  Tra il 1370 e il 1376 circa, Caterina si reca in varie città toscane come Lucca, Pisa (dove riceve la stimmate) e Firenze. Muore a Roma nel 1380, a soli 33 anni, sfinita dai suoi stessi supplizi.

Il Santuario conserva al suo interno, oltre a numerosi dipinti cinque-seicenteschi in suo onore, il celebre Crocifisso duecentesco pisano davanti al quale la Santa avrebbe ricevuto le stimmate.

Nei pressi della Fontebranda, su Via S.Caterina, si trova invece l’omonima Chiesa ricavata dal magazzino dal padre e sorta negli stessi anni del Santuario.

La leggenda narra che all’età di sei anni, mentre passeggiava con il fratello Stefano in via del Costone, ripida e panoramica via senese, Caterina abbia avuto la visione di Cristo.

Questo episodio, denominato dai senesi l’ “Apparita” e celebrato con un affresco in loco, segna l’inizio del percorso di fede della Santa che poco dopo entrerà nell'ordine delle Mantellate (1363).

Sulla scalinata marmorea del Battistero, concepita da Giovanni Sabatelli, è stata scolpita questa croce per ricordare la leggenda secondo la quale qui Caterina sarebbe caduta, spinta dal Diavolo

In San Domenico, divenuta basilica cateriniana, si conservano, oltre alla testa della santa, diverse opere pittoriche in suo onore: un ritratto coevo di Andrea Vanni e i belli affreschi del Sodoma.

I luoghi di San Bernardino
San Bernardino, al secolo Bernardino Albizzeschi nasce nel 1380 a Massa Marittima, cittadina in cui il padre esercita il ruolo di podestà. Persi precocemente entrambi i genitori, si racconta che si sia recato con le zie a Siena, città di origine della famiglia paterna. Tra le iconografie tipiche del Santo c’è appunto un modellino della città di Siena. L’importanza delle prediche del Santo è nota: con i suoi moniti religiosi, San Bernardino ha ispirato le riforme statuarie del 1430, più ligie e sobrie secondo i precetti evangelici, e sempre  a lui si deve l’invenzione del monogramma IHS (Iesus Hominum Salvator/Gesù Salvatore di Uomini) racchiuso dentro ad un sole coi raggi fiammanti. Per questa sua devozione al nome di Gesù è stato persino tacciato di eretico e portato davanti al Papa per essere processato ma senza successo da parte dell’accusa e quindi assolto.

Uno dei luoghi legati al santo è la Piazza di San Francesco. Qui, dopo essere entrato a far parte dell’ordine Francescano nel 1402, Bernardino ha offerto i suoi sermoni.

Dal 1450, anno della sua canonizzazione, sorge nella piazza un Oratorio a lui dedicato che oggi ospita il Museo di arte sacra diocesiana, con una collezione di arte senese dal XIII al XVII secolo.

Nell’agosto 1427, Bernardino comincia nel Campo le sue famose 45 prediche in volgare: celebre rappresentazione dell’episodio è il dipinto “Predicazione di San Bernardino” (1430) di Sano di Pietro

Sant'Ansano. Il primo Santo di Siena
Si tratta del primo Santo e martire di Siena, nonché patrono della città e ricordato per aver evangelizzato il territorio senese. Di nobili origini, nacque a Roma nel 280, figlio di Tranquillino, un senatore romano e figura assai vicina all’imperatore Diocleziano. Si converte al cristianesimo all’età di dodici anni quando prende il battesimo. Con la persecuzione dell’anno 303, indetta con il decreto di Diocleziano, Ansano è denunciato dal padre e, costretto alla fuga, si reca a Siena per ispirazione divina. A causa dei numerosi battesimi che qui compie, la sua fama cresce a tal punto da attirare nuovamente l’attenzione su di sé, causandogli il martirio

Questa strada, che si affaccia sulla vallata alle spalle del Complesso di Santa Maria della Scala, porta il nome del santo perché qui i suoi osteggiatori attentarono alla sua vita senza risultati-

La targa commemora la leggenda di Ansano miracolato, che nel 303 uscì illeso dal getto di olio bollente e pece che, invece di ustionarlo, pare si sia raffreddato cadendo a terra.

Nonostante la prigionia, dalla finestrella della torre, Ansano continuò a battezzare: è festeggiato il 1° dicembre, giorno del suo martirio, e giorno d’'inizio dell'anno contradaiolo.

Gli altri Patroni di Siena
Sappiamo che Siena ha come santi patroni cittadini altri tre martiri: San Crescenzio, San Savino e San Vittore. Raffigurati inginocchiati attorno alla Madonna nella Maestà di Duccio di Buoninsegna, due dei tre patroni sono rappresentati forma scultorea nelle nicchie della Loggia della Mercanzia. Sono inoltre visibili statue dorate dei santi all’interno del Duomo, sopra le colonne sottostanti la cupola, oltre che raffigurazioni nella collezione della Pinacoteca Nazionale di Siena.

San Savino
La statua, realizzata nella seconda metà del 1400, rappresenta il santo con il tipico copricapo da vescovo, dato che ha ricoperto questo ruolo nella prima epoca cristiana.

San Vittore
Prima di convertirsi al cristianesimo è stato militare romano; per questo motivo è raffigurato con armatura e spada ed è diventato simbolo della libertà cittadina.

Riconoscimenti: storia

I testi della mostra sono stati curati da Francesca Ruggiero del Comitato Giovani Unesco - Toscana. La versione digitale è stata curata da Paolo Menchetti e Francesco Pacini

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
In alcuni casi, la storia potrebbe essere stata realizzata da una terza parte indipendente; pertanto, potrebbe non sempre rappresentare la politica delle istituzioni (elencate di seguito) che hanno fornito i contenuti.
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