Un grande Cantiere

Palazzo del Podestà

È compito dei contemporanei conservare il passato e renderlo fruibile alla cittadinanza. L’impegnativo restauro del Palazzo del Podestà mostra l’evoluzione di un’opera che ritrova tracce stratificate degli interventi successivi dell’uomo.

Al lavoro nel Palazzo
L'ambizioso restauro del Palazzo del Podestà e del Palazzo della Ragione, esempi illustri della Mantova medioevale e rinascimentale, ha una storia lunga e complessa. Anche se da tempo si pensava ad un recupero degli edifici, i primi passi effettivi si sviluppano all'inizio degli anni 2000, quando il Comune di Mantova definisce un piano in project financing. In seguito, questa idea viene profondamente rivista, e i costi dell'impresa sono attribuiti alla sola parte pubblica. Nel 2009 si formula uno schema complessivo, che darà luogo ad un bando finalizzato a determinare le ditte a cui spetterà compiere i lavori. Nel 2011 la gara è portata a termine ma, solo un anno più tardi, il terremoto che colpisce la parte sud-orientale della pianura padana cambia completamente la situazione. Occorre innanzitutto dare corso a lavori che stabilizzino strutturalmente gli edifici, mettendoli al riparo dai rischi sismici.

Da fine 2012 a fine 2013 viene a realizzarsi la prima parte del cantiere. Le opere successive sono divise in due diversi lotti, che dovranno riportare i palazzi a nuovo splendore e a nuova funzionalità. Il tutto si intreccia con le iniziative di Mantova Capitale della Cultura Italiana, il prestigioso riconoscimento conferito alla città nel 2016. Visite guidate vengono effettuate all'interno dei monumenti. In particolare, il Palazzo del Podestà è una costruzione imponente che si sviluppa per otto livelli, lungo migliaia di metri quadrati e per oltre duecento stanze. Già i primi lavori di consolidamento hanno permesso di scoprire notevoli affreschi di epoche diverse. Il dedalo delle sale rende però problematica una destinazione univoca. Inoltre, ogni intervento deve assolutamente rispettare la straordinaria stratificazione degli ambienti, i quali hanno subito rifacimenti continui nel corso dei secoli, fino ad anni recenti.

Il Palazzo del Podestà domina con la sua mole imponente il centro storico della città virgiliana. Le indagini sui documenti che lo riguardano hanno evidenziato alcuni punti fermi, tra molti dubbi e numerose ipotesi. Tutta la zona, adiacente alla grande Concattedrale di Sant'Andrea, a sua volta nel Medioevo confinante con l'antico monastero benedettino, era sede già dal tredicesimo secolo di più edifici che avevano a che fare, secondo funzionalità diverse, con la vita del comune di Mantova, nato dopo la dominazione di Matilde di Canossa. La targa posta sotto la statua di Virgilio sulla facciata che dà su piazza Broletto ci mostra un anno certo per la costruzione dell'edificio. Nel 1227 il podestà Loderengo Martinengo da Brescia dà infatti ordine di erigerlo.

Uno sguardo su piazza Broletto e sugli splendidi portici.

Una storia illustre
L'anno 1227 è solo il primo punto fermo nella secolare vita del Palazzo. L'edificio subisce diversi incendi che lo portano ad essere molto degradato già nei primi anni del quattrocento. Nel 1430, Gian Francesco Gonzaga (1395-1444), marchese di Mantova dal 1433, aveva già interrogato illustri concittadini sulle modalità di recupero di costruzioni così importanti e antiche. Fu tuttavia suo figlio, il grande Ludovico (1412-1478), ad intervenire massicciamente, disegnando il nuovo aspetto della città: oltre a dare corso alla celebre ricostruzione di Sant'Andrea seguendo il progetto di Leon Battista Alberti, il Gonzaga ordina di selciare una parte rilevante delle vie dell'attuale centro storico e opera un radicale rinnovamento delle vestigie del Palazzo. Luca Fancelli (1430-1502), allievo toscano del Brunelleschi, viene incaricato della complessa ristrutturazione, che interesserà profondamente quello che all'epoca veniva chiamato Palazzo di Virgilio.

Le colonnine al sesto livello, sopra il voltone, completamente ricostruite.

L’imponente cantieratura.

Lo scalone ricostruito nel cortile dei Lattonai.

Questo scorcio, che mostra l'attuale piazza Erbe, il corpo del Palazzo della Ragione e la quattrocentesca Torre dell'Orologio Astronomico, dà un'idea dell'intreccio funzionale, artistico e storico degli edifici oggi sopravvissuti alla continua serie di restauri e nuove edificazioni. Se il Palazzo del Podestà, anche dopo i rimaneggiamenti operati dall'architetto Aldo Andreani, conserva la grazia e le caratteristiche della sua impronta fancelliana, non va dimenticato che il manufatto di cui oggi ammiriamo la mole è una sintesi, unica nel suo genere, di prospettive architettoniche divergenti, di cui possiamo leggere traccia dalle facciate fino all'interno, in un percorso affascinante che corrisponde anche ad un viaggio a ritroso nel tempo. Da notare che la facciata fancelliana su piazza Erbe è giustapposta alla facciata medievale preesistente, di cui si leggono ancora gli affreschi dipinti sulle pareti un tempo esterne.

Riconoscimenti: storia

Ideato e promosso da / Founded and Promoted by:
Mattia Palazzi (Sindaco del Comune di Mantova)
con Lorenza Baroncelli (Assessore alla rigenerazione urbana e del territorio, marketing urbano, progetti e relazioni internazionali del Comune di Mantova)

Coordinamento Scientifico / Scientific Coordinator:
Sebastiano Sali

Curatore testi e immagini / Superintendent texts and images:
Giovanni Pasetti

Foto di / Photo by:
Gian Maria Pontiroli

Redazione/ Editors:
Erica Beccalossi
Sara Crimella
Carlotta Depalmas
Veronica Zirelli

Un ringraziamento speciale a / A special thanks to:
Emma Catherine Gainsforth
Elisa Gasparini
Paola Menabò
Ciro Molitierno
Paola Somenzi

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
In alcuni casi, la storia potrebbe essere stata realizzata da una terza parte indipendente; pertanto, potrebbe non sempre rappresentare la politica delle istituzioni (elencate di seguito) che hanno fornito i contenuti.
Traduci con Google
Home page
Esplora
Qui vicino
Profilo