Il primo social network della storia? Gli antichi romani utilizzavano “Pasquino”

E se i muri potessero parlare?
A Roma c’è una statua diventata famosa per aver fatto ridere la comunità prendendo in giro potenti e potere. Nel XV secolo, quando il potere del Papato si fece più oppressivo, i romani trovarono un modo originale per protestare senza rischiare ritorsioni. Di nascosto, iniziarono ad appendere sulle statue fogli con critiche, commenti pungenti e versi satirici. In tempi più moderni, diverse ondate di manifestazioni e proteste, come la Primavera araba, sono state caratterizzate da espressioni simili. Le cosiddette “Pasquinate” diedero vita a una comunicazione condivisa, indipendente e democratica, anticipando di fatto il principio che ispira i moderni social network.

Le statue parlanti

La satira è da sempre un tratto tipico dei romani. Se, nei tempi antichi, i greci diventarono famosi per orazioni e tragedie, a Roma ebbe maggior successo una letteratura più caustica, dissacrante e impertinente. La tradizione satirica romana rifiorì durante il Rinascimento proprio con le “statue parlanti”, tra le quali quella di Pasquino è senz’altro la più celebre.

La statua di Pasquino
La statua, senza testa e mutilata degli arti, è ciò che resta di un’opera del 3° secolo a.C. che un tempo decorava lo Stadio di Domiziano, nell’odierna Piazza Navona. Dopo essere stata ritrovata durante gli scavi del 1501, venne trasferita in una piazzetta vicina alla quale diede il nome: Piazza di Pasquino.

Ad alimentare l'aura di leggenda intorno alla figura del Pasquino contribuiscono le fonti limitate, che si basano su ipotesi e non su descrizioni certe.
Viene confermata l'attribuzione del Pasquino a un gruppo scultoreo ellenistico (III sec. a. C.). Incerto chi raffigurasse, probabilmente Menelao che sorregge Patroclo oppure Aiace che sostiene Achille. Tale gruppo è visibile anche in Piazza della Signoria, all'interno della Loggia dei Lanzi o Loggia della Signoria, a Firenze.

Una voce da zittire

Le “pasquinate” venivano appese di notte, così al mattino i Romani potevano farsi quattro risate prima che le autorità facessero rimuovere i messaggi. Nel tentativo di fermare questa pratica furono emesse leggi severe, la statua venne messa sotto sorveglianza e Papa Adriano VI (1522-1523) minacciò persino di gettare Pasquino nel Tevere.

Una protesta ancora attuale

Ancora oggi, nell’era dei media digitali, il basamento di Pasquino continua a essere coperto di messaggi provocatori, digressioni sarcastiche e lamentele sulla gestione degli affari pubblici.

Libertà di satira

Ben lontano dall’essere un fenomeno solo romano, il termine “pasquinate” ha cominciato a diffondersi in paesi come Germania, Francia e Inghilterra e viene usato per indicare composizioni satiriche e beffarde che riguardano la sfera politica, ecclesiastica o personale. “Castigat ridendo mores”, scrisse Jean Santeuil nel ‘700, ovvero: “correggere i costumi ridendo”. Il motto, che appare sul teatro della Comédie italienne a Parigi, riassume perfettamente il senso delle pasquinate. Una satira libera e una critica sociale veramente democratica proprio perché anonima. Attraverso le statue parlanti, la critica politica anonima si diffuse per la prima volta su larga scala.

Riconoscimenti: storia

La mostra è stata curata dal Comitato Giovani della Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO - Lazio: Antonio Geracitano, Marco Anzellotti, Vittoria Azzarita, Andrea Bangrazi, Ilaria Cacciotti, Francesca Candelini, Giovanni Cedrone, Carlotta Destro, Caterina Francesca Di Giovanni, Alessandra Feola, Paolo Ianniccari, Marta Lelli, Laura Leopardi, Ginevra Odone, Dario Saltari, Paolo Scipioni.

Comitato Giovani della Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO

Maggiori dettagli sulla figura del Pasquino e la sua rappresentazione sono disponibili qui

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
In alcuni casi, la storia potrebbe essere stata realizzata da una terza parte indipendente; pertanto, potrebbe non sempre rappresentare la politica delle istituzioni (elencate di seguito) che hanno fornito i contenuti.
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