Nonostante l’impronta laica della sua Corte, Mantova era ricchissima di chiese e di conventi, questi ultimi progressivamente soppressi a partire dal diciottesimo secolo in poi. Mostriamo qui una breve rassegna di alcune tra le facciate delle chiese cittadine, che dal Medioevo al Barocco illustrano una grande ricchezza progettuale ed artistica. D’altronde, Mantova è nota per ospitare la prima reliquia del Cristianesimo, ovvero il sangue di Cristo, e la salma incorrotta del suo Santo Protettore, Sant’Anselmo da Baggio, nipote di Papa Alessandro II. Così, la spiritualità si unisce alla natura e alle opere umane.

Chiesa di Santa Maria del Gradaro
La chiesa è una delle più antiche di Mantova. La sua posizione, in un luogo lontano dal centro gonzaghesco, esalta la bella facciata a capanna che appare quando il visitatore giunge al recinto che un tempo delimitava il luogo conventuale dei Canonici di San Marco. Furono proprio questi religiosi a decidere la ricostruzione del luogo di culto che ha probabilmente origini remote. La zona infatti è associata al ricordo di San Longino, il soldato che, dopo aver ferito Cristo in croce con la lancia ed essere stato risanato dal suo sangue, venne nell’Italia romana ed in città venne martirizzato e sepolto insieme al sangue del Salvatore che costituì poi una delle più importanti reliquie del cristianesimo.

Sulla facciata si aprono uno splendido rosone ed un portale datato 1295. L’interno è a tre navate e, oltre a dipinti più tardi, presenta notevoli affreschi medievali di stile bizantineggiante. In particolare è da rimarcare la presenza di un’Ultima Cena e di ben due Madonne con Bambino.

Chiesa di San Francesco
Luogo sacro di eccezionale importanza per la sua bella struttura gotica e per il fatto che qui i Gonzaga decisero di ricavare le proprie sepolture fino all’epoca rinascimentale. Purtroppo, un violento bombardamento verso la fine della seconda guerra mondiale lo devastò. Fu ricostruito nelle medesime forme nel dopoguerra, ma gran parte delle preziose opere d’arte che conteneva venne perduta, ad eccezione della magnifica cappella dedicata a San Ludovico di Tolosa. Gli affreschi che ancora la ricoprono sono databili al 1369 e vengono attribuiti al modenese Serafino de’ Serafini, vicino ai modi di Tommaso da Modena. In facciata sono comunque notevoli il portale, il rosone e le due alte monofore.
Cattedrale di Mantova
Antichissima è la storia della Cattedrale di Mantova su cui Giulio Romano intervenne al finire della propria vita, per ordine del cardinale Ercole Gonzaga. Le chiese di Pietro e Paolo, paleocristiane, erano un tempo poste più a sinistra dell’attuale tempio; furono le prime chiese della diocesi costituita nell’anno 804. Si crede che l’antica San Pietro, sorta forse nel luogo del Foro Romano, sia la base della storia artistica del Duomo attuale, che mostra un campanile medioevale e un fianco destro ancora gotico. L’interno è appunto progetto di Giulio, che volle nelle cinque imponenti navate evocare non solo in modo generico le basiliche della prima cristianità, ma riferirsi probabilmente al San Pietro di Roma prima della ristrutturazione rinascimentale. La chiesa è ovviamente colma di opere d’arte di ogni epoca, dal sarcofago paleocristiano del IV secolo agli affreschi dell’abside di Antonio Maria Viani.

La facciata attuale è opera settecentesca dell’ingegnere Nicolò Baschiera (morto a Milano nel 1780), che la realizzò verso il 1761. La facciata anteriore era invece opera, come il fianco destro, dei fratelli veneziani Dalle Masegne, che l’avevano eretta nelle forme gotiche che ancora si possono riconoscere nel quadro di Domenico Morone (Verona, 1442 – Verona, 1518) raffigurante la presa del potere da parte dei Gonzaga. A coronamento del timpano, e dei lati sinistro e destro, vediamo alcune statue di santi e beati della tradizione mantovana, tra cui Luigi Gonzaga e Osanna Andreasi.

Chiesa di Santa Barbara
L’architetto Bertani, allievo di Giulio Romano, diventò nel 1549 Prefetto delle Fabbriche dei Gonzaga. Così, impresse il suo stile in vari punti delle città e in particolare all’interno di Palazzo Ducale. Ma la sua opera maggiore è senza dubbio questa Basilica Palatina, che mostra la sua splendida facciata sulla omonima piazza, nel cuore del Palazzo. Non solo il duca Guglielmo ordinò che qui fossero ospitate importanti reliquie, tra cui il sangue di Cristo misto a sabbia portato a Mantova da San Longino. Egli, appassionato di musica, istituì qui una cappella musicale estremamente importante, che ebbe i contributi di grandi artisti tra cui ad esempio Giovanni Pierluigi da Palestrina. Notevole è anche il campanile, eretto nel 1565, su progetto sempre del Bertani, che spicca con la sua combinazione di forme solide in mattoni di cotto e di aggraziato coronamento. Leso dal terremoto del 2012, è stato riconsegnato alla cittadinanza nel 2016.

Il gusto manierista della facciata è rafforzato dalla presenza di un ampio vestibolo. Il colore chiaro si armonizza con l’aspetto esterno delle parti di Palazzo Ducale che la fronteggiano. Lo stile di Giulio Romano è quasi attenuato e diluito ma, nella semplificazione, risalta il volume complessivo della costruzione. All’interno, trionfa la luce, condotta dalle due lanterne a padiglione ricavate sulla copertura. Importante è la presenza dell’organo costruito da Graziadio Antegnati, capolavoro sia di armonie musicali che di decorazione artistica. Infine, oltre agli apparati relativi alla presenza della reliquia, sono da menzionare dipinti di Lorenzo Costa il Giovane, di Ippolito Andreasi e di Giuseppe Bazzani (Mantova, 1690 - Mantova, 1769).

Chiesa di Sant'Orsola
La chiesa venne edificata nel 1608 per ordine di Margherita Gonzaga, sorella del duca Vincenzo I. Si trattava di dare al vicino monastero delle Clarisse un luogo di culto adeguato. Il monastero venne soppresso nel 1786 e, dopo essere stato trasformato in ospedale, venne demolito intorno al 1930. Oggi la chiesa è posta all’angolo tra Corso Vittorio Emanuele e via Bonomi, che venne creata soltanto dopo la seconda guerra mondiale. L’architetto è Antonio Maria Viani, prefetto delle fabbriche dei Gonzaga, che qui disegna una bella facciata, vissuta sul contrasto tra pareti di colore caldo ed elementi classicheggianti, quali le colonne e il timpano.

La pianta della chiesa è ottagonale. Solo la facciata che dà su corso Vittorio Emanuele è originale; quella laterale venne invece costruita in stile nel 1950. Da ricordare che un modello del tempio appare in un quadro di Domenico Fetti, oggi conservato in Palazzo Ducale, in cui l’architetto dona a Margherita Gonzaga un esemplare in scala ridotta della sua creazione. Fu proprio Margherita, dopo essere rimasta vedova, a istituire il monastero attiguo, dove in seguito prese stabile dimora.

Chiesa di Santo Spirito
Situata in via Vittorino da Feltre 44, Santo Spirito si presenta con una bella facciata che richiama le soluzioni albertiane. Venne ricostruita a partire dal 1418 nella sede di un luogo di culto più antico. Fu poi nuovamente ristrutturata intorno al 1534. La navata è unica e presenta un fregio affrescato con volti di santi francescani, databile ai primi anni del Cinquecento. Nella chiesa venne sepolto Vittorino da Feltre (Feltre, 1373-Mantova, 1446), il celebre umanista che insegnava presso la Corte Gonzaga, nell’esperienza fortemente innovativa della cosiddetta Casa Giocosa, ovvero Ca’ Zoiosa.
Madonna del Terremoto
Questa graziosa chiesa, che si oppone alla grande mole di Palazzo Canossa nell’omonima piazza, venne costruita, come dice il suo nome, per ricordare quanto la Vergine avesse protetto la città in occasione del terremoto avvenuto nel 1693. Il racconto dice che molti fedeli si erano riuniti di fronte ad un’immagine di Maria dipinta sul muro di una casa, ed erano così rimasti immuni dalle tremende scosse. Quella medesima immagine è attualmente la pala dell’altare della chiesetta.
Chiesa di San Barnaba
La bella facciata, che appartiene ad una tipologia vastamente usata nel mantovano durante il secolo diciottesimo, si innalza su un piccolo slargo a metà di via Chiassi. Essa conclude un rifacimento complessivo, opera dell’architetto Moscatelli Battaglia, ed ha come committente l’ordine dei Servi di Maria, che qui aveva un convento già dal quattordicesimo secolo. Si tratta di una delle chiese più ampie di Mantova. La grande navata viene arricchita da decorazioni in stucco in gusto rococò e dalla presenza di numerosi interessanti dipinti di epoche precedenti.
Riconoscimenti: storia

Ideato e promosso da / Founded and Promoted by:
Mattia Palazzi (Sindaco del Comune di Mantova)
con Lorenza Baroncelli (Assessore alla rigenerazione urbana e del territorio, marketing urbano, progetti e relazioni internazionali del Comune di Mantova)

Coordinamento Scientifico / Scientific Coordinator:
Sebastiano Sali

Curatore testi e immagini / Superintendent texts and images:
Giovanni Pasetti

Foto di / Photo by:
Sara Crimella
Gian Maria Pontiroli
Alessia Lodi Rizzini

Redazione / Editors:
Sara Crimella
Carlotta Depalmas
Veronica Zirelli

Un ringraziamento speciale a / A special thanks to:
Paola Somenzi

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
In alcuni casi, la storia potrebbe essere stata realizzata da una terza parte indipendente; pertanto, potrebbe non sempre rappresentare la politica delle istituzioni (elencate di seguito) che hanno fornito i contenuti.
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