Il mistero delle Pleurotomarie

Museo Malacologico Malakos

Ritenute estinte da circa 65 milioni di anni, furono riscoperte nel 1855. Ad oggi (gennaio 2018) sono note solo 35 specie, ma alcune sono ancora incerte. Per quanto ne sappiamo, nessun museo al mondo le ha tutte, perché alcune si conoscono solo pochi esemplari Nelle collezioni del Museo Malakos ci sono ben 23 specie con oltre 60 esemplari.

Comunemente conosciuti come i “Trochus con la fessura”, i componenti di questa famiglia (Pleurotomariidae) sono fra i più antichi gasteropodi conosciuti.

Apparsi nei mari del Cambriano (circa 500 milioni di anni fa), per molto tempo si è ritenuto che questa famiglia si fosse estinta durante il Paleocene (circa 65 milioni di anni fa).

Oggi conosciamo oltre 1000 specie fossili, ma alla luce delle nuove conoscenze è quanto mai necessaria un’accurata revisione sistematica per eliminare le numerose sinonimie.
Molte volte il cattivo stato di conservazione dei fossili rende invisibili alcuni caratteri morfologici, basilari per una corretta identificazione della specie: l’errore d’interpretazione è sempre in agguato.

Le Pleurotomarie sono caratterizzate da una fessura profonda e stretta nel mezzo dell'ultima spira.

Man mano che l'animale cresce riempie il fondo della fessura, lasciando una cicatrice (selenizona) lungo la linea mediana dei giri precedenti.

La fessura ha lo scopo di permettere un rapido deflusso dell'acqua espulsa attraverso la cavità palleale, nella quale si apre l’ano dell’animale.

Nel novembre del 1855, dai fondali delle Antille francesi, venne ripescato il guscio vuoto di una strana conchiglia che, fortunatamente, fu notata dal comandante della nave.

Il Capitano Beau, appassionato di Malacologia, comprese subito di essere di fronte ad un animale decisamente unico.

Per sua sfortuna, però, conosceva poco le specie fossili e non capì di aver trovato il primo rappresentante attuale di quest’antichissima famiglia.

Il Capitano spedì l’esemplare al museo di Parigi, dove P. Fischer ed A. Bernardi, due famosi studiosi, capirono subito di avere tra le mani il primo esemplare attuale di una Pleurotomaria: un vero e proprio “fossile vivente”!

L’anno successivo, nel 1856, i due scienziati pubblicarono l’incredibile scoperta, scatenando una vera rivoluzione nel mondo scientifico, dimostrando, però, di avere poca sensibilità, …

… infatti, invece d’intitolare la nuova specie al suo scopritore, i due scienziati la dedicarono al collega Jan René Quoy, chiamandola Pleurotomaria quoyana; il capitano Beau si offese, e pretese di riavere subito la sua conchiglia.

Ma l’esemplare di Beau era stato pescato morto e non era affatto certo che la specie vivesse ancora: mancava l’assoluta certezza.

La certezza arrivò solo nel 1879, quando dalle profondità al largo delle Barbados, il malacologo William Dell pescò il primo esemplare vivo di quella che oggi è conosciuta come <i>Perotrochus quoyanus</i>.

… ma il Comandante Beau non fu il primo!
Se da un lato la conchiglia di Beau segnò la riscoperta ufficiale per la scienza delle Pleurotomarie, il suo non fu il primo ritrovamento in assoluto.

Infatti, nel 1843 lo studioso giapponese Sekjiu Musashi, nel suo monumentale volume “Illustrazione di conchiglie”, aveva già raffigurato un esemplare vivente di questa famiglia, …

… ma la totale chiusura verso l’Occidente che allora vigeva in Giappone, fece sì che la scoperta rimanesse confinata al Celeste Impero.

Musashi, però, non stabilì per la sua Pleurotomaria un vero nome scientifico, ma si limitò a dedicarla al Celeste Imperatore con il semplice nome di Mikado, appellativo riferibile solo all’imperatore.

Per una centenaria tradizione, la Famiglia Imperiale Giapponese, ha visto grandi studiosi e collezionisti di conchiglie. …

Tra questi l’Imperatore Hirohito è stato senza dubbio il più famoso, ma già sotto il regno di suo padre Yoshihito, la Mikado aveva assunto il simbolo di conchiglia imperiale.

Chiunque avesse pescato uno di queste conchiglie era obbligato a donarla all’Imperatore … altrimenti, si diceva, avrebbe rischiato il taglio della testa.

… ma per quanto si lavori, l’avventura è solo agli inizi

Ad oggi (gennaio 2018) si conoscono solo 35 specie viventi, per alcune delle quali la validità è ancora incerta e ben cinque di queste sono state scoperte e descritte solo fra il 2015 ed il 2017

Tutte confinate in acque molto profonde (spesso oltre i 500 m), alcune di loro sono conosciute ancora solo per pochissimi esemplari …

… ma le ricerche di queste antichissime conchiglie si devono considerare solo agli inizi.

Ad oggi non ci risulta che nessun museo al mondo possieda tutte le specie conosciute; nelle collezioni del <b>Museo Malakos</b> se ne possono ammirare ben <b>23<b/>.
Riconoscimenti: storia

Enrico milanesi Ph

Comune di Città di Castello

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